Ferrari si distingue per fondamentali robusti, una crescita costante e livelli di redditività tra i più elevati del settore, ma tratta a valutazioni impegnative che limitano il margine di apprezzamento rispetto al fair value stimato.

Claudio Guerrini, in un'analisi pubblicata su Evaluation.it, assegna al titolo una raccomandazione hold e individua un valore teorico pari a EUR327,9 per azione, evidenziando come la valutazione resti particolarmente sensibile all'evoluzione dei margini operativi.

Il gruppo si conferma una delle principali blue chip di Piazza Affari, con un profilo di rischio inferiore alla media del mercato. Il beta sotto l'unità riflette infatti una contenuta correlazione dei ricavi con l'andamento del ciclo economico. Negli ultimi tre anni il titolo ha registrato un progresso del 20,6%, risultato positivo ma distante dal 67% realizzato dal FTSE Mib nello stesso arco temporale.

Dopo la fase rialzista che ha caratterizzato tutto il 2023 e la prima parte del 2024, culminata con i massimi di fine agosto, le azioni hanno segnato un record storico nel febbraio 2025. In seguito il trend si è deteriorato e il titolo ha ceduto oltre il 30% nell'arco di circa dodici mesi, mantenendo secondo Guerrini un'impostazione tecnica ancora orientata al ribasso.

Al momento della pubblicazione dell'analisi, Ferrari conta 177,3 milioni di azioni in circolazione per una capitalizzazione di circa EUR54,8 miliardi. Sul fronte economico, nel periodo 2023-2025 i ricavi sono saliti del 19,7%, da EUR5,97 miliardi a EUR7,15 miliardi. Il margine operativo lordo è cresciuto del 21,4%, passando da EUR2,27 miliardi a EUR2,76 miliardi, con un Ebitda margin in miglioramento dal 38,1% al 38,6%.

Il risultato operativo è aumentato del 30,2% fino a EUR2,10 miliardi, mentre l'utile netto è progredito del 27,2%, da EUR1,26 miliardi a EUR1,60 miliardi. Il ROI ha raggiunto il 39,3%, in aumento di 2,9 punti percentuali, e il ROE si mantiene su livelli molto elevati attorno al 40,9%.

Sul piano patrimoniale, l'indebitamento finanziario netto è salito di circa EUR62 milioni, ma il rapporto debt to equity si è ridotto da 0,44 a 0,36, segnalando un rafforzamento della struttura finanziaria.

Nel confronto con un panel di case auto premium e società del lusso, Ferrari tratta a un P/E di 34,33 e a un P/BV di 14,03. Il multiplo sugli utili risulta in linea con la media del campione, mentre quello sul valore contabile colloca il gruppo tra i più costosi. Il dividend yield si attesta all'1,17%, superiore soltanto a quello di Tesla tra i comparables considerati.

Tra i fattori di crescita vengono indicati l'ampliamento della gamma, inclusi Suv e soluzioni ibride, e l'espansione nei mercati emergenti. Sul fronte dei rischi pesano invece normative ambientali più stringenti sulle emissioni di CO2 e la concorrenza di marchi come Lamborghini e Aston Martin, oltre all'ingresso di nuovi operatori elettrici.

Nel modello valutativo fondato su flussi di cassa scontati ed Economic Value Added, l'analisi prevede una crescita dei ricavi dal 6,5% nel 2026 al 5% nel lungo periodo, un Ebitda margin in aumento fino al 40,5% dal 2029 e un ROI strutturale al 42,2%, con tax rate al 21% e payout in progressione fino al 90%.

Da queste ipotesi deriva un valore teorico di EUR327,9 per azione. La stima, conclude Guerrini, varia di circa EUR11,4 per ogni punto percentuale di variazione dell'Ebitda margin, a conferma della forte leva dei margini nella determinazione del valore.