Berenberg conferma su Ferrari la raccomandazione "buy" con prezzo obiettivo a EUR381,00, invariato rispetto alla precedente pubblicazione, a fronte di una chiusura a EUR321,40 a Milano il 27 febbraio. Anche sulla quotazione negli USA il giudizio resta "buy", con target price confermato a USD447,00.
Le stime su ricavi e utile per azione per il triennio 2026-2028 non subiscono revisioni.
Michael Filatov, Romain Gourvil e Tommy Whitfield focalizzano l'analisi su due aspetti: l'andamento dei valori residui dei modelli mid-engine e le indicazioni raccolte presso la rete dei concessionari nel primo trimestre 2026.
Sul fronte dei residui, gli analisti rilevano che "i deprezzamenti sono accentuati rispetto agli anni del Covid-19", ma rimangono "all'interno delle norme storiche per la maggior parte dei modelli, con la SF90 Stradale come chiara e significativa eccezione".
L'analisi di serie storiche pluridecennali sui prezzi negli USA evidenzia uno schema ricorrente: una fase iniziale di apprezzamento sopra il listino, seguita da una fisiologica flessione e da un eventuale recupero solo nel lungo periodo.
Secondo Berenberg, le pressioni attuali riflettono principalmente una normalizzazione post-Covid, caratterizzata da volumi più elevati e maggiore personalizzazione, più che un indebolimento strutturale del brand.
La SF90 Stradale rappresenta l'elemento fuori trend, con una traiettoria di discesa inferiore alla media storica, mentre 296 e SF90 Spider mostrano andamenti più coerenti con le curve del passato.
Indicizzando i valori ai prezzi base di listino, al netto delle personalizzazioni, il quadro appare più solido, suggerendo che parte dell'erosione rifletta la difficoltà di recuperare integralmente il premio pagato per configurazioni altamente personalizzate.
Dal lato commerciale, i dealer check delineano uno scenario definito "sfumato ma costruttivo".
Le 296 Speciale e F80 risultano interamente allocate con liste d'attesa, a conferma che "la pipeline delle versioni speciali rimane saldamente intatta".
Per la 849 Testarossa emergono ordini robusti, con clienti "con gli occhi più aperti" sui rischi legati ai valori residui dopo il caso SF90. Più debole invece il quadro per Amalfi, dove alcuni concessionari segnalano una "domanda più debole" rispetto ad altri lanci recenti.
Gli ordini complessivi si stanno normalizzando su un orizzonte di 18-24 mesi, rispetto ai tre-quattro anni registrati nel periodo Covid, con acconti più elevati e backlog ritenuti più "puliti".
La personalizzazione si mantiene resiliente, con una spesa mediana attesa stabile, pur nella consapevolezza che non sempre venga recuperata in fase di rivendita.
Berenberg richiama inoltre la struttura "a due livelli" del modello Ferrari: modelli speciali, Icona e limited edition continuano a scambiare a premi significativi, con almeno 12 record d'asta da agosto 2025 e transazioni fino a 3-27 volte il prezzo retail originario.
Questo, secondo gli analisti, rafforza la solidità del sistema di allocazione e fedeltà, in cui i modelli di gamma rappresentano l'ingresso all'ecosistema più esclusivo.
Sul piano finanziario, le proiezioni indicano ricavi in crescita da EUR7,52 miliardi nel 2026 a EUR8,72 miliardi nel 2028, con Ebit adjusted atteso in aumento da EUR2,23 miliardi a EUR2,68 miliardi nello stesso arco temporale.
La tesi d'investimento rimane fondata sulla capacità di generare crescita di utile e cassa trainata dal prezzo e dal mix più che dai volumi, su un'elevata fedeltà della clientela e su margini strutturalmente superiori alla media del settore.
Pur riconoscendo le "yellow flags" legate alla SF90 Stradale e i rischi associati a volumi, personalizzazione ed elettrificazione, Berenberg ritiene che, al netto dell'eccezione citata, le curve dei valori residui "non suggeriscono un cambiamento strutturale o motivo di allarme", confermando così la propria fiducia nel titolo.


















