(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 mag - Il Ftse Mib ha oltrepassato in chiusura il traguardo dei 50.000 punti per la prima volta in oltre un quarto di secolo, ormai a un passo dal massimo storico di 50.109 punti della chiusura del 6 marzo 2000. Come dicevamo St (+5,4%) è stata tra i titoli guida di Piazza Affari, sostenuta dal rally dei chip e dal clima costruttivo arrivato dagli Stati Uniti dopo la guidance migliore delle attese di Cisco e l'Ipo di Cerebras Systems. Il movimento si inserisce in una tendenza più ampia: guardando a maggio 2025 sia il produttore italo-francese di chip, sia Prysmian (+1,1%) hanno più che raddoppiato la capitalizzazione di mercato, con un peso combinato vicino ai 90 miliardi di euro. Nello specifico St ha guadagnato più del 130% da maggio 2025, e Prysmian oltre il 175%, beneficiando indirettamente del suo collegamento con il tech attraverso il business dei cavi.

Corre anche Stellantis (+3,5%) grazie al possibile interesse di Byd per gli stabilimenti del gruppo in Italia e all'attesa per il capital markets day del 21 maggio. La vice presidente esecutiva di Byd, Stella Li, ha infatti dichiarato il suo interesse per la possibilità sfruttare la capacità produttiva inutilizzata degli impianti europei, tra cui quelli di Stellantis. "La notizia rappresenta un'ulteriore conferma dell'interesse da parte dei produttori cinesi ad avere capacità in Europa, evitando l'eventuale futura minaccia dei dazi", commentano gli analisti di Equita. Per Stellantis un accordo con Byd potrebbe però essere un'arma a doppio taglio: "Un'opportunità per la riduzione dei costi nel breve termine, ma anche un rischio di medio termine in quanto i marchi cinesi stanno già conquistando crescenti quote di mercato e diventerebbero realtà ancor più radicate sul territorio", avvertono da Equita.

Acquisti anche sui bancari con Bper (+1,5%), Unicredit (+1,6%), Intesa (+1,9%), e Mediolanum (+2,8%). Tra le utility, riflettori su A2a (+1%), che ha confermato la guidance 2026. Prese di beneficio su Diasorin (-1,5%), mentre è in coda Fincantieri (-1,6%). Fuori dal Ftse Mib in evidenza Mfe, con le azioni A a +2,8% e le B a +2,4%, spinte da conti che Equita definisce "migliori delle attese grazie a maggiori efficienze", con un ebit "significativamente migliore" grazie al calo delle spese operative.

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