MILANO (Reuters) -Fincantieri farà con tutta probabilità il suo ingresso per la prima volta nel principale indice di Piazza Affari, il Ftse Mib, con la revisione trimestrale prevista per fine dicembre, rafforzando così il fronte dei titoli della difesa insieme a Leonardo, sulla scorta del forte balzo del settore a causa delle tensioni geopolitiche.

Secondo uno studio, Fincantieri dovrebbe sostituire Hera o Diasorin, attualmente tra i titoli con il peso più basso nell'indice delle principali blue chip di Piazza Affari.

La composizione del Ftse Mib viene aggiornata ogni tre mesi da Ftse Russell sulla base della capitalizzazione di mercato e della liquidità dei titoli. Il termine per i calcoli relativi alla revisione scade lunedì 24 novembre. Il nuovo indice sarà effettivo dal 22 dicembre.

Da inizio anno Fincantieri sta registrando una performance stellare con un balzo del 170% circa alla borsa di Milano. Il titolo ha toccato un massimo storico lo scorso 9 ottobre a 26,92 euro per poi scendere alla quotazione attuale di 18,72 euro. A inizio anno le azioni valevano 6,9 euro.

Il settore difesa è uno dei comparti più in vista degli ultimi anni, soprattutto per via delle tensioni geopolitiche crescenti, come le guerre in Ucraina e a Gaza, il conseguente incremento della spesa militare europea e anche per il forte legame con il settore tecnologico. A Milano il titolo benchmark è Leonardo che può vantare un rendimento da inizio anno di oltre il 90%.

Fincantieri avrebbe un peso potenziale pari allo 0,3% dell'indice delle blue chip, mentre Hera e Diasorin si attestano rispettivamente allo 0,5% e allo 0,2%. Pertanto, entrambi i titoli sono a rischio uscita dall'indice.

Quando mancano ancora tre sedute di borsa al cutoff di lunedì prossimo, al momento Hera è la principale candidata a uscire dall'indice, ma l'andamento delle prossime sedute con i prezzi di borsa molto più bassi di Diasorin potrebbero avere un impatto, sottolinea un trader.

Uno scenario alternativo, molto meno probabile, vedrebbe uscire Interpump dall'indice.

La decisione finale spetta a Ftse Russell, che applicherà i criteri ufficiali tenendo conto del flottante e del numero di azioni.

Se Hera dovesse entrare nell'indice delle midcap avrebbe un peso significativo intorno al 6,5% dell'indice, sottolinea lo studio.

(Giancarlo Navach, editing Antonella Cinelli)