FinecoBank S.p.A. - Sede legale 20131 Milano - P.zza Durante, 11 Direzione Generale - 42123 Reggio Emilia Via Rivoluzione d'Ottobre, 16 Capitale Sociale Euro 201.819.855,93 interamente sottoscritto e versato Banca iscritta all'Albo delle Banche e Capogruppo del Gruppo Bancario FinecoBank - Albo dei Gruppi Bancari cod. 3015

P. Iva 12962340159 Codice Fiscale e n. iscr. R.I. Milano-Monza-Brianza-Lodi 01392970404 R.E.A. n. 1598155

Aderente al Fondo Nazionale di Garanzia e al Fondo Interbancario di Tutela dei depositi.

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DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE

FinecoBank S.p.A. (FinecoBank, Fineco, l'Emittente o la Banca), in qualità di capogruppo dell'omonimo gruppo bancario (il Gruppo), ha predisposto il presente documento di registrazione (il Documento di Registrazione, in cui si devono ritenere comprese la documentazione e le informazioni indicate come ivi incluse mediante riferimento, come di volta in volta modificate ed aggiornate) in conformità ed ai sensi del Regolamento (UE) 2017/1129 e successive modifiche e integrazioni (il Regolamento Prospetti) ed in conformità all'articolo 7 ed all'Allegato 6 del Regolamento Delegato (UE) 2019/980 (il Regolamento Delegato) e del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni (il Regolamento Emittenti). Esso contiene informazioni sulla Banca in quanto emittente di una o più serie di strumenti finanziari. Il Documento di Registrazione ha validità per dodici mesi a decorrere dalla sua data di approvazione. Alla scadenza, in caso di nuovi fattori significativi, errori o imprecisioni rilevanti, non si applicherà l'obbligo di pubblicare il supplemento al Documento di Registrazione.

Ai fini di un'informativa completa sulla Banca e sull'offerta e/o quotazione di strumenti finanziari, il presente Documento di Registrazione deve essere letto congiuntamente alla nota informativa (la Nota Informativa) e alla nota di sintesi (la Nota di Sintesi) (insieme al presente Documento di Registrazione, il Prospetto) o, nel caso di un programma di emissione, al prospetto di base (il Prospetto di Base) e alle condizioni definitive (le Condizioni Definitive) cui è allegata la nota di sintesi della singola emissione (la Nota di Sintesi dell'Emissione), a seconda dei casi, oltre ai supplementi ed avvisi, nonché alla documentazione ed alle informazioni indicate come incluse mediante riferimento nei medesimi, come di volta in volta modificate o aggiornate.

Si invita altresì l'investitore a prendere visione attentamente del Capitolo "1. Fattori di Rischio", della Parte Prima del presente Documento di Registrazione e della singola Nota Informativa e Nota di Sintesi per l'esame dei fattori di rischio che devono essere presi in considerazione con riferimento all'Emittente ed ai tipi di strumenti finanziari rilevanti.

L'adempimento della pubblicazione del presente Documento di Registrazione non comporta alcun giudizio della Consob sull'opportunità degli investimenti proposti e sul merito dei dati e delle notizie allo stesso relativi.

Il Documento di Registrazione è stato depositato presso la Consob in data 13 giugno 2025, a seguito di approvazione comunicata con nota n. 0059383/25 del 12 giugno 2025.

Il Documento di Registrazione è a disposizione del pubblico sul sito web dell'Emittente: https://www.finecobank.com nell'apposita sezione: https://it.finecobank.com/servizi-di-investimento/documentazione-strumenti-fineco-certificati-fineco/ e negli eventuali ulteriori luoghi indicati nella rilevante Nota Informativa, Nota di Sintesi, Prospetto di Base e Condizioni Definitive (a seconda dei casi). Una copia cartacea del Documento di Registrazione verrà consegnata gratuitamente ad ogni potenziale investitore che ne faccia richiesta, presso la sede sociale dell'Emittente, nonché presso gli eventuali ulteriori indirizzi indicati nella rilevante Nota Informativa, Nota di Sintesi, Prospetto di Base e Condizioni Definitive (a seconda dei casi).

INDICE PARTE PRIMA 4
  1. FATTORI DI RISCHIO 4
    1. Rischi connessi alla situazione finanziaria dell'Emittente e del Gruppo 4

      1. Rischi connessi all'impatto delle attuali incertezze del contesto macroeconomico, alle politiche di dazi avviate dagli Stati Uniti, agli effetti del perdurare del conflitto russo-ucraino e del conflitto mediorientale e al piano pluriennale 2024-2026 4

      2. Rischi connessi all'esposizione del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani 6

      3. Rischio di credito, controparte e concentrazione 7

    2. Rischi connessi all'attività e al settore in cui opera l'Emittente e il Gruppo 8

      1. Rischio di tasso di interesse 8

      2. Rischio operativo 9

      3. Rischio ICT & Cyber 9

      4. Rischio di mercato 10

      5. Rischio di liquidità 11

      6. Rischio connesso a procedimenti giudiziari e arbitrali e a contenziosi di natura fiscale e ai procedimenti ispettivi da parte delle Autorità di Vigilanza

        . 13

      7. Rischi derivanti da fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) 14

    3. Rischi connessi al quadro normativo e regolamentare 17

      1. Rischio connesso all'evoluzione della regolamentazione del settore bancario

. 17

PARTE SECONDA 23
  1. PERSONE RESPONSABILI, INFORMAZIONI PROVENIENTI DA TERZI, RELAZIONI DI ESPERTI E APPROVAZIONE DA PARTE DELLE AUTORITÀ COMPETENTI 23
    1. Persone responsabili del Documento di Registrazione 23

    2. Dichiarazione di responsabilità 23

    3. Relazioni e pareri di esperti 23

    4. Informazioni provenienti da terzi 23

    5. Dichiarazione dell'Emittente 23

  2. REVISORI LEGALI DEI CONTI 24
    1. Nome e indirizzo dei revisori dell'Emittente 24

    2. Informazioni circa dimissioni, revoche dall'incarico o risoluzioni del contratto d'incarico della Società di Revisione 24

  3. FATTORI DI RISCHIO 25
  4. INFORMAZIONI SULL'EMITTENTE 26
    1. Storia ed evoluzione dell'Emittente 26

      1. Denominazione legale e commerciale dell'Emittente 30

      2. Luogo e numero di registrazione dell'Emittente e suo codice identificativo del soggetto giuridico (LEI) 30

      3. Data di costituzione e durata dell'emittente 31

      4. Residenza e forma giuridica dell'Emittente, legislazione in base alla quale opera, paese di registrazione, indirizzo e numero di telefono della sede sociale e sito web 31

      5. Eventi recenti che siano rilevanti per la solvibilità dell'Emittente 38

      6. Rating attribuiti all'Emittente su richiesta dell'Emittente. Breve spiegazione del significato dei rating qualora sia stato pubblicato in precedenza dall'agenzia di rating. 39

      7. Informazioni sui cambiamenti sostanziali nella struttura di finanziamento e di assunzione dei prestiti dell'Emittente intervenuti dall'ultimo esercizio finanziario. 40

      8. Descrizione del finanziamento previsto delle attività dell'Emittente 40

  5. PANORAMICA DELLE ATTIVITÀ 43
    1. Principali attività 43

      1. Descrizione delle principali attività dell'Emittente con indicazione delle principali categorie di prodotti venduti e/o di servizi prestati, dei nuovi prodotti e/o delle nuove attività, se significative, e dei principali mercati in cui opera l'Emittente 43

        1. Servizi di Banking e carte di pagamento 43

        2. Servizi di Brokerage 45

        3. Servizi di investing 47

        4. Canali distributivi 49

        5. Clientela e processi di marketing 53

        6. Principali mercati 54

    2. Base di qualsiasi dichiarazione formulata dall'Emittente riguardo alla sua posizione concorrenziale 54

  6. STRUTTURA ORGANIZZATIVA 55
    1. Breve descrizione della struttura organizzativa del Gruppo di cui fa parte l'Emittente e posizione che l'Emittente vi occupa 55

    2. Dipendenza da altri soggetti all'interno del Gruppo 55

  7. INFORMAZIONI SULLE TENDENZE PREVISTE 56
    1. Cambiamenti negativi sostanziali delle prospettive dell'Emittente e cambiamenti significativi dei risultati finanziari del Gruppo 56

    2. Informazioni su tendenze, incertezze, richieste, impegni o fatti noti che potrebbero ragionevolmente avere ripercussioni significative sulle prospettive dell'Emittente almeno per l'esercizio in corso 56

  8. PREVISIONI O STIME DEGLI UTILI 57
  9. ORGANI DI AMMINISTRAZIONE, DI DIREZIONE E DI SORVEGLIANZA . 58
    1. Nome, indirizzo e funzioni presso l'Emittente dei membri degli organi di amministrazione, di direzione e di sorveglianza con indicazione delle principali attività da essi esercitate al di fuori dell'Emittente, allorché siano significative riguardo l'Emittente 58

      1. Consiglio di Amministrazione 58

      2. Collegio Sindacale 61

      3. Dirigenti Strategici 64

    2. Conflitti di interesse degli organi di amministrazione, di direzione e di controllo 64

  10. PRINCIPALI AZIONISTI 66
    1. Informazioni relative agli assetti proprietari 66

    2. Accordi, noti all'Emittente, dalla cui attuazione possa scaturire ad una data successiva una variazione dell'assetto di controllo dell'Emittente 67

  11. INFORMAZIONI FINANZIARIE RIGUARDANTI LE ATTIVITÀ E LE PASSIVITÀ, LA SITUAZIONE FINANZIARIA E I PROFITTI E LE PERDITE DELL'EMITTENTE 68
    1. Informazioni finanziarie relative agli esercizi passati 68

    2. Informazioni finanziarie infrannuali e altre informazioni finanziarie 69

    3. Revisione delle informazioni finanziarie annuali relative agli esercizi passati 70

    4. Procedimenti giudiziari e arbitrali che possono avere un effetto significativo sull'andamento dell'Emittente 70

    5. Cambiamenti significativi nella situazione finanziaria dell'Emittente 72

  12. INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI 73
    1. Capitale azionario 73

    2. Atto costitutivo e Statuto 73

  13. PRINCIPALI CONTRATTI 74
  14. DOCUMENTI DISPONIBILI 75
‌PARTE PRIMA
  1. ‌FATTORI DI RISCHIO

    La presente sezione è relativa ai soli fattori di rischio connessi all'Emittente e al Gruppo.

    Pertanto, tale sezione, ai sensi dell'art. 16 del Regolamento Prospetti, riporta esclusivamente i rischi che l'Emittente ritiene specifici per l'Emittente stesso e rilevanti per assumere una decisione di investimento informata.

    Prima di qualsiasi decisione sull'investimento, gli investitori sono invitati a leggere attentamente il presente capitolo, al fine di comprendere i rischi specifici associati all'Emittente e al Gruppo ed ottenere un migliore apprezzamento della capacità dell'Emittente di adempiere alle obbligazioni relative agli strumenti finanziari che lo stesso potrà emettere, come di volta in volta descritti nella Nota Informativa ad essi relativa. Il Gruppo ritiene che i seguenti fattori potrebbero influire sulla capacità dell'Emittente di adempiere ai propri obblighi, derivanti dagli strumenti finanziari di volta in volta emessi, nei confronti degli investitori.

    Gli investitori sono, altresì, invitati a valutare gli specifici fattori di rischio connessi agli strumenti finanziari. Ne consegue che i presenti fattori di rischio devono essere letti congiuntamente, oltre che alle altre informazioni contenute nel Documento di Registrazione, ai fattori di rischio connessi agli strumenti finanziari e riportati nella relativa Nota Informativa.

    1. ‌Rischi connessi alla situazione finanziaria dell'Emittente e del Gruppo
      1. ‌Rischi connessi all'impatto delle attuali incertezze del contesto macroeconomico, alle politiche di dazi avviate dagli Stati Uniti, agli effetti del perdurare del conflitto russo-ucraino e del conflitto mediorientale e al piano pluriennale 2024-2026

        L'andamento del Gruppo è influenzato dai mercati finanziari e dal contesto macroeconomico e politico dei Paesi in cui opera. Le aspettative sull'andamento dell'economia globale rimangono molto incerte sia nel breve che nel medio termine. Pertanto, sussiste il rischio che l'evoluzione del contesto macroeconomico possa produrre effetti negativi sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria, nonché sul merito di credito dell'Emittente e/o del Gruppo.

        Alla data del Documento di Registrazione il quadro macroeconomico è connotato da significativi profili di incertezza, in relazione: (a) all'instabilità derivante dalle politiche commerciali e agli effetti dei dazi applicati da parte degli Stati Uniti, all'impatto delle contro misure messe in atto da parte dell'Unione Europea, della Cina e delle altre economie; e alle possibili ricadute di tali politiche commerciali sui mercati internazionali; (b) alle tensioni geopolitiche connesse al perdurare del conflitto russo-ucraino, e del conflitto in Medio Oriente fra Israele e Hamas, e alla recente caduta del regime siriano, e i rischi di escalation sull'intera regione mediorientale; (c) all'andamento dell'economia globale e, in particolare, al ristagno dell'attività manufatturiera; (d) alla politica monetaria della BCE, nell'area Euro, e della Federal Reserve, nell'area del dollaro, ed alle politiche, attuate da diversi Paesi, volte a favorire svalutazioni competitive delle proprie valute; (e) al perdurare di livelli di inflazione al di sopra dei target fissati dalle banche centrali; (f) alla sostenibilità del debito sovrano di alcuni paesi, inclusa l'Italia, e le relative e ripetute ripercussioni sui mercati finanziari. L'incertezza politica in Europa resta anche fonte di potenziali battute di arresto per la ripresa; e (g) al forte aumento dei prezzi del gas in Europa dovuto alla riduzione delle forniture dalla Russia e, in più in generale, delle commodities energetiche.

        La volatilità dei mercati finanziari, inclusi i mercati azionari, obbligazionari e valutari per effetto della crisi geopolitica in atto, delle spinte inflazionistiche e delle relative nuove dinamiche attese di politica monetaria possono avere effetti negativi sull'attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'Emittente e/o del Gruppo. Tale rischio risulta particolarmente rilevante in ragione dell'inasprimento delle politiche protezionistiche e l'evoluzione delle dispute commerciali tra alcune delle principali economie mondiali, nonché dei conflitti russo-ucraino e mediorientale fattori che contribuiscono ad aumentare l'incertezza e l'instabilità dei mercati, con potenziali ripercussioni significative sul valore degli attivi e sulla redditività del Gruppo.

        Si fa presente inoltre che in data 14 dicembre 2023 è stato approvato un piano pluriennale (cd. Multi Year Plan) che fissa obiettivi legati ai target del triennio 2024-2026. Le assunzioni poste alla base di tale piano sono da ritenersi attuali alla data del presente Documento di Registrazione, tuttavia non vi è certezza che le azioni ivi previste trovino completa attuazione, né tantomeno che comportino i benefici attesi ed ivi indicati.

        Ciò premesso, con riguardo (i) alle politiche di dazi avviate dagli Stati Uniti e (ii) ai conflitti russo-ucraino e mediorientale si osserva quanto segue.

        Politiche di dazi avviate dagli Stati Uniti

        Il 2 aprile 2025 l'amministrazione statunitense ha annunciato un drastico aumento dei dazi verso quasi tutti gli altri paesi, commisurato al loro avanzo commerciale nei confronti degli Stati Uniti. Si tratta di una netta cesura rispetto alle politiche adottate finora, che potrebbe avere ripercussioni pesanti sull'economia globale e sulla cooperazione internazionale. L'espansione del PIL mondiale, già rivista al ribasso nelle proiezioni formulate dall'OCSE prima del 2 aprile 2025, potrà risentire significativamente degli effetti diretti e indiretti dei nuovi dazi e dell'incertezza connessa con le politiche commerciali restrittive.

        In Italia, la crescita potrebbe risentire in modo particolarmente pronunciato di eventuali misure ritorsive, di ulteriori aumenti dell'incertezza, nonché di tensioni prolungate sui mercati finanziari, da cui potrebbero derivare un forte rallentamento della domanda estera e un deterioramento della fiducia di famiglie e imprese.

        Conflitti russo-ucraino e mediorientale

        Il perdurare del conflitto Russia-Ucraina iniziato nel febbraio 2022, oltre all'imposizione di significative sanzioni finanziarie ed economiche e controlli sulle esportazioni nei confronti della Russia e interessi russi da parte di un certo numero di paesi inclusa l'Unione Europea, ha già avuto un impatto significativo sull'economia europea e globale, caratterizzata da una maggiore volatilità dei mercati e aumenti significativi dei prezzi dell'energia e del gas naturale.

        Non avendo esposizioni dirette nei confronti di soggetti rilevanti ai fini delle sanzioni, la Banca non ha provveduto a congelare alcuna esposizione. Inoltre, dal punto di vista del proprio portafoglio investimenti, anche il Gruppo non è esposto direttamente agli asset russi colpiti dal conflitto e le esposizioni indirette, rappresentate da garanzie ricevute nell'ambito delle operazioni di finanziamento garantite da pegno (Credit Lombard e fido con pegno), sono di importo non significativo. Il Gruppo non ha esposizioni dirette in materie prime e ha un'esposizione limitata in rubli. Con riferimento: (i) agli obblighi di congelamento di fondi nei confronti di soggetti ed entità sanzionate, (ii) alle restrizioni alla compravendita di determinati valori mobiliari perché emessi o collegati ad emittenti sanzionati, (iii) alle limitazioni ai flussi finanziari da e verso la Russia, sia in termini di divieto di esposizione creditizia a favore di soggetti sanzionati che in termini di divieto di accettare depositi di cittadini russi o di persone fisiche o giuridiche residenti in Russia, salvo specifiche deroghe, (iv) agli obblighi di

        comunicazione alle autorità competenti, il Gruppo si avvale di presidi che consentono di monitorare i nominativi di soggetti ed entità sanzionate e gli ISIN di strumenti finanziari sanzionati, necessari ad avviare le conseguenti attività di congelamento degli asset richiesti dalla normativa. Al 31 dicembre 2024 non si rilevano esposizioni dirette né indirette con le persone fisiche o le entità oggetto di provvedimenti sanzionatori applicabili al Gruppo, pertanto, non sono state messe in atto azioni di congelamento dei beni previste dalla normativa sui soggetti interessati. Infine, il Gruppo monitora costantemente l'evoluzione del quadro normativo di riferimento attraverso strumenti informativi che consentono l'aggiornamento tempestivo del quadro sanzionatorio applicabile alla Banca e l'adeguamento opportuno dei presidi in essere.

        Alla data del Documento di Registrazione non è comunque possibile prevedere le conseguenze più ampie dell'invasione russa, che potrebbero includere ulteriori sanzioni, controlli o divieti sull'esportazione, maggiore instabilità a livello regionale, cambiamenti geopolitici e altri effetti avversi sulle condizioni macroeconomiche, sulle variazioni dei tassi di cambio, sulle filiere di approvvigionamento (inclusa la fornitura di combustibile di origine russa) e sui mercati finanziari.

        Inoltre, anche il conflitto in Medioriente può avere conseguenze locali e globali più ampie, con un impatto sulle negoziazioni, sui mercati dell'energia, sulla fiducia dei consumatori e la stabilità generale delle regioni interessate. Tutti questi fattori hanno sia direttamente sia indirettamente un impatto negativo su operatività, condizione finanziaria e risultati delle operazioni del Gruppo.

        Tale contesto di incertezza potrebbe avere un impatto negativo sulla situazione economica, sociale e finanziaria italiana e quindi, di riflesso, sulla qualità del credito, patrimonializzazione e redditività dell'Emittente, che opera principalmente sul mercato nazionale. Le aspettative sull'andamento dell'economia globale rimangono molto incerte sia nel breve che nel medio termine. Pertanto, sussiste il rischio che l'evoluzione del contesto macroeconomico possa produrre effetti negativi sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria, nonché sul merito di credito dell'Emittente e/o del Gruppo.

      2. ‌Rischi connessi all'esposizione del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani

        Il Gruppo è esposto nei confronti del debito sovrano di alcuni Paesi avendo investito parte delle proprie attività in titoli di debito emessi da Stati. L'aggravarsi della situazione del debito sovrano può avere effetti negativi sull'attività, sui risultati operativi, sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria dell'Emittente. Tale rischio risulta particolarmente rilevante in ragione delle politiche di dazi avviate dagli Stati Uniti e degli effetti del conflitto russo-ucraino e del conflitto in Medioriente, che ha determinato e potrebbe ulteriormente determinare significativi peggioramenti del differenziale del rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto ad altri titoli di Stato benchmark (il c.d. spread). Al 31 dicembre 2024, l'esposizione del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani classificati nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" e "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" ammonta a 15.855.169 migliaia di Euro (15.196.682 migliaia di Euro al 31 dicembre 2023), pari al 45,7% del totale dell'attivo del Gruppo (45,6% al 31 dicembre 2023). L'esposizione del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani (pari a 15.855.169 migliaia di Euro) è concentrata per circa il 60,1% su due Paesi, Italia e Spagna.

        In particolare, l'esposizione del Gruppo in titoli emessi dallo Stato italiano ammonta, al 31 dicembre 2024, a 5.496.450 migliaia di Euro (5.144.659 migliaia di Euro al 31 dicembre 2023) e rappresenta il 34,7% del totale delle esposizioni del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani e il 15,8% del totale attivo di Gruppo; l'esposizione del Gruppo in titoli emessi dallo Stato

        spagnolo ammonta, al 31 dicembre 2024, a 4.039.740 migliaia di Euro (4.569.998 migliaia di Euro al 31 dicembre 2023) e rappresenta il 25,5% del totale delle esposizioni del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani e il 11,6% del totale attivo di Gruppo.

        Si segnala, altresì, che al 31 marzo 2025, l'esposizione del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani classificati nel portafoglio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" e "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" ammonta a 16.027.948 migliaia di Euro, pari al 46,6% del totale dell'attivo del Gruppo. L'esposizione del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani (pari a 16.027.948 migliaia di Euro) è concentrata per circa il 61% su due Paesi, Italia e Spagna. In particolare, l'esposizione del Gruppo al debito sovrano italiano ammonta a 5.734.389 migliaia di Euro e rappresenta il 35,8% del totale delle esposizioni sovrane del Gruppo e il 16,7% del totale attivo di Gruppo; l'esposizione del Gruppo al debito sovrano spagnolo ammonta a 4.040.749 migliaia di Euro e rappresenta il 25,2% del totale delle esposizioni sovrane del Gruppo e il l'11,7% del totale attivo di Gruppo. In relazione alle esposizioni in titoli di Stato sovrani sul totale delle attività finanziarie, calcolando queste ultime in relazione ai soli investimenti in titoli da parte della Banca e senza contemplare i crediti verso clientela e banche, il rapporto al 31 marzo 2025 si attesa al 67,6% (67,7% al 31 dicembre 2024 e 71% al 31 dicembre 2023). L'aumento dell'instabilità finanziaria e la volatilità dei mercati, o la riduzione del rating del debito sovrano, e in particolar maniera le riduzioni del rating dello Stato italiano e dello Stato spagnolo, o previsioni che tali riduzioni possano avvenire, possono avere effetti negativi sull'attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'Emittente e/o del Gruppo.

        Tra i titoli di debito emessi da Stati sovrani detenuti dal Gruppo non vi sono titoli di debito strutturati.

      3. ‌Rischio di credito, controparte e concentrazione

        Nello svolgimento della propria attività creditizia il Gruppo è esposto al rischio che i crediti possano, a causa del deteriorarsi delle condizioni finanziarie dell'obbligato, non essere onorati alla scadenza e debbano pertanto essere svalutati in tutto o in parte. Pertanto, l'inadempimento da parte dei clienti e controparti alle proprie obbligazioni, ovvero l'eventuale mancata o non corretta informazione da parte degli stessi in merito alla rispettiva posizione finanziaria e creditizia, potrebbero avere effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria dell'Emittente. Inoltre, si segnala che il rischio di credito può tradursi in rischio di concentrazione, che deriva da esposizioni verso singole controparti, gruppi di controparti connesse o del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartengono alla medesima area geografica.

        Il rischio di credito è sempre inerente all'attività tradizionale di erogazione del credito, a prescindere dalla forma tecnica in cui si estrinseca.

        Le principali cause d'inadempienza sono riconducibili al venir meno dell'autonoma capacità del prenditore di assicurare il rimborso del debito, come pure anche al manifestarsi di circostanze macro-economiche e politiche che si riflettono sulle condizioni finanziarie del debitore.

        Con riferimento alle controparti retail, Fineco offre prodotti di credito caratterizzati da garanzie finanziarie ed immobiliari; Fineco inoltre adotta prudenti politiche di erogazione. Il rischio di concentrazione, considerando le esposizioni del Gruppo, ha come controparti Stati sovrani; si rimanda al Paragrafo 1.1.2 "Rischi connessi all'esposizione del Gruppo in titoli emessi da Stati sovrani", che precede.

        Oltre ai rischi legati alle attività di concessione ed erogazione del credito, il Gruppo è esposto

        all'ulteriore rischio di controparte. Si definisce infatti come tale il rischio che la controparte di una delle operazioni di cui è parte l'Emittente risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi finanziari dell'operazione stessa.

        Altre attività bancarie, oltre quelle tradizionali di prestito e deposito, possono esporre il Gruppo ad ulteriori rischi di credito. Il rischio di controparte può, per esempio, derivare da:

        • sottoscrizione di contratti derivati;

        • compravendite di titoli, "futures", valute; e

        • detenzione di titoli di terzi.

        Le controparti di tali operazioni o gli emittenti di titoli detenuti da società del Gruppo potrebbero risultare inadempienti a causa di insolvenza, eventi politici ed economici, mancanza di liquidità, carenza operativa o per altre ragioni. Ipotesi di inadempimento di un elevato numero di operazioni ovvero di una o più operazioni di importo significativo, potrebbero avere un effetto negativo sull'attività, sulla condizione finanziaria e sui risultati operativi del Gruppo.

        Le operazioni leva/short effettuate con prestito titoli causano un "Rischio di Credito Non Tradizionale". Le operazioni leva/short effettuate con prestito titoli, anche in presenza di stop loss automatici effettuati all'interno dei margini, possono generare rischio di credito in mancanza di liquidità del titolo (ad esempio, in caso di eventi traumatici che pregiudichino il normale funzionamento dei mercati) e/o margine non sufficiente.

        Con riferimento al rischio di controparte, effettua il clearing degli strumenti derivati stipulati dal Gruppo, in gran parte attraverso Controparti Centrali.

        Al 31 dicembre 2024 i crediti di finanziamento verso clientela ordinaria, rappresentati principalmente da crediti per prestiti personali, mutui, utilizzi di conto corrente e carte di credito revolving e a saldo sono pari a 5.242,8 milioni di Euro. L'ammontare dei crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e crediti scaduti/sconfinanti deteriorati) al netto delle rettifiche di valore è pari a 4,1 milioni di Euro (4 milioni di Euro al 31 dicembre 2023) con un coverage ratio dell'85,2%; il rapporto fra l'ammontare dei crediti deteriorati e l'ammontare dei crediti di finanziamento verso clientela ordinaria si attesta allo 0,08% (0,07% al 31 dicembre 2023). Il costo del rischio, calcolato come il rapporto tra le rettifiche nette su crediti verso clientela degli ultimi 12 mesi e i crediti di finanziamento verso clientela ordinaria media delle medie degli ultimi quattro trimestri, calcolati come media del saldo di fine trimestre e saldo del fine trimestre precedente) si attesta al 31 dicembre 2024 a 5 punti base. Si segnala, altresì, che al 31 marzo 2025 l'ammontare dei crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e crediti scaduti/sconfinanti deteriorati) al netto delle rettifiche di valore è pari a 4,1 milioni di Euro con un coverage ratio dell'83,9%; il rapporto fra l'ammontare dei crediti deteriorati e l'ammontare dei crediti di finanziamento verso clientela ordinaria si attesta allo 0,08% e il costo del rischio, calcolato con la metodologia sopra descritta, si attesta a 5 punti base.

    2. ‌Rischi connessi all'attività e al settore in cui opera l'Emittente e il Gruppo
      1. ‌Rischio di tasso di interesse

        L'Emittente e il Gruppo sono esposti al rischio di tasso di interesse, che consiste nel rischio che le variazioni dei tassi di interesse si possano riflettere: (a) sulla formazione del margine di interesse e, conseguentemente, sugli utili del Gruppo; (b) sul valore attuale netto delle attività e passività, impattando sul valore attuale dei cash flow futuri. Un andamento inaspettato dei tassi di interesse può avere anche un effetto particolarmente negativo sul valore delle attività e

        delle passività detenute dal Gruppo e, di conseguenza, sui risultati operativi e sulla situazione patrimoniale e/o finanziaria dell'Emittente e/o del Gruppo.

        Il Gruppo misura e monitora ogni giorno il rischio di tasso di interesse nel quadro delle metodologie e dei corrispondenti limiti o soglie di attenzione approvate dal Consiglio di Amministrazione. Queste riguardano la sensitivity del margine di interesse ed il valore economico. Tuttavia, un andamento inaspettato dei tassi di interesse può avere anche un effetto particolarmente negativo sul valore delle attività e delle passività detenute dal Gruppo e, di conseguenza, sui risultati operativi e sulla situazione patrimoniale e/o finanziaria dell'Emittente e/o del Gruppo. Al 31 dicembre 2024 l'Interest Rate VaR del Gruppo (*Holding period 1 giorno, intervallo di confidenza 99%) si attesta a circa 6.723 migliaia di euro. La media per il 2024 è pari a 5.541 migliaia di euro con un picco massimo di 10.641 migliaia di euro ed un minimo di 3.405 migliaia di euro.

      2. ‌Rischio operativo

        Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, consulenti finanziari, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale.

        Ad esempio possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell'azienda, interruzioni dell'operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi. L'eventuale verificarsi di uno di tali eventi potrebbe avere effetti negativi rilevanti sull'attività, sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'Emittente e/o del Gruppo.

      3. ‌Rischio ICT & Cyber

        L'Emittente, sia nella prestazione dei servizi offerti, sia nel compimento di tutte le attività connesse al governo amministrativo, finanziario, contabile e normativo, si avvale di sistemi informativi che permettono una completa integrazione tra la struttura distributiva, le strutture operative interne e gli applicativi software tramite i quali la clientela accede ai servizi offerti.

        Nel corso del 2024, il Gruppo ha avviato le attività necessarie all'aggiornamento del framework per la gestione e il monitoraggio del rischio ICT e di Sicurezza in seguito alla pubblicazione del Regolamento (EU) 2022/2554 del 14 dicembre 2022 o Digital Operational Resilience Act (DORA), applicabile a partire dal 17 gennaio 2025.

        In tale contesto il Gruppo ha adottato la Global Policy "Framework Resilienza Operativa Digitale" che definisce i principi cardine del quadro per la gestione dei rischi informatici, espressamente richiesto dal regolamento europeo sul Digital Operational Resilience Act (DORA), che è volto a garantire la resilienza operativa delle imprese e delle organizzazioni che operano nel settore finanziario, nonché di terze parti che forniscono servizi ICT, promuovendo la gestione dei rischi ICT e la protezione dei dati.

        In tale contesto il Gruppo ha inoltre adottato la Global Policy "Framework di gestione e controllo dei rischi derivanti da fornitori terzi", che si pone l'obiettivo di assicurare che i rischi provenienti da fornitori terzi e infragruppo, siano identificati, mitigati, gestiti e monitorati in modo coerente in tutte le entità finanziarie che fanno parte del Gruppo. Il documento è applicabile in generale a tutti gli accordi contrattuali conclusi con fornitori di servizi, sia appaltatori sia outsourcer, con un focus sui servizi ICT, in particolare quelli che risultano a

        supporto di funzioni essenziali o importanti.

        Con l'adozione della Global Policy, che definisce il sistema di governo e controllo dei rischi ICT e di sicurezza all'interno del Gruppo, l'Emittente ha scelto di suddividere le responsabilità della nuova funzione di controllo tra la Direzione CRO e la Direzione Compliance.

        Il Gruppo svolge periodicamente delle specifiche analisi di scenario, volte a valutare l'impatto di eventi caratterizzati da una bassa frequenza ma un'elevata gravità, e su base annuale un'analisi complessiva sulla situazione del rischio informatico. In particolare, l'esito di quest'ultima attività, svolta con la collaborazione delle strutture di business, ICT ed Organizzazione del Gruppo, è stata approvata dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale della Capogruppo nel mese di dicembre 2024. L'analisi ha evidenziato che, rispetto ai volumi di business trattati ed alla complessità dei processi coinvolti, il rischio informatico residuo di FinecoBank è mediamente basso; l'esposizione al rischio residuo è stata formalmente accettata dai responsabili di processo di Fineco senza necessità di identificare ulteriori misure di mitigazione.

        Esiste inoltre il rischio relativo alla sicurezza dei dati, declinata nelle sue caratteristiche di disponibilità, confidenzialità, integrità ed autenticità dei dati. Particolare attenzione è posta alle tematiche di Cyber Security & Fraud Management fin dalla fase di progettazione dei sistemi.

        Con l'avvio del conflitto militare tra Russia e Ucraina, il CSIRT (il team di risposta dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale) ha chiesto di alzare l'attenzione ed adottare tutte le misure di protezione degli assetti ICT sollecitando l'adozione di "una postura di massima difesa cibernetica". In Italia, l'attenzione è stata posta in generale verso i ministeri, enti governativi e le aziende strategiche per l'interesse nazionale, tra cui gli istituti finanziari.

        Si evidenzia infine che potrebbero verificarsi eventi imprevedibili e in ogni caso fuori dal controllo dell'Emittente, con possibili effetti negativi sui risultati operativi, sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria dell'Emittente e del Gruppo, nonché sulla sua reputazione.

      4. ‌Rischio di mercato

        L'Emittente e il Gruppo sono esposti al rischio di mercato per tale intendendosi il rischio di perdite di valore sul portafoglio del Gruppo (che comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel portafoglio bancario, ovvero l'operatività connessa con le scelte di investimento strategiche) per effetto delle variazioni delle variabili di mercato (quali, a titolo esemplificativo, tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio) o altri fattori, che potrebbero generare un deterioramento della solidità patrimoniale dell'Emittente e/o del Gruppo.

        Le fluttuazioni delle variabili di mercato (quali, a titolo esemplificativo, tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio) potrebbero essere generate da condizioni politiche, economiche e di mercato, disponibilità e costo del capitale, livello e volatilità del prezzo dei titoli azionari ed obbligazionari, del prezzo delle materie prime, dei tassi di interesse, degli spread creditizi, valore delle valute e di altri indici di mercato, innovazioni e avvenimenti nel campo della tecnologia, disponibilità e costo del credito, inflazione, percezione e grado di fiducia degli investitori nei confronti dei mercati finanziari.

        Il principale strumento utilizzato dal Gruppo per la misurazione del rischio di mercato sulle posizioni di trading è il Value at Risk (VaR), calcolato secondo l'approccio della simulazione storica. Il metodo della simulazione storica prevede la rivalutazione giornaliera delle posizioni sulla base dell'andamento dei prezzi di mercato su di un opportuno intervallo temporale di

        osservazione. La distribuzione di utili e perdite che ne deriverebbe è analizzata per determinare l'effetto di movimenti estremi del mercato sui portafogli. Il valore della distribuzione al percentile corrispondente all'intervallo di confidenza fissato rappresenta la misura di VaR. I parametri utilizzati per il calcolo del VaR sono i seguenti: intervallo di confidenza 99%; orizzonte temporale di 1 giorno; aggiornamento giornaliero delle serie storiche; periodo di osservazione 250 giorni.

        L'approccio strategico del Gruppo è mantenere il minimo livello di rischio di mercato compatibilmente con le esigenze di business ed i limiti stabiliti di Risk Appetite Framework approvati dal Consiglio di Amministrazione.

        Nel corso del 2024, inoltre, non sono stati registrati impatti sul profilo di rischio di mercato derivanti dal suddetto evento, né per quanto riguarda il portafoglio bancario né per quanto riguarda il portafoglio di negoziazione.

        Al 31 dicembre 2024, il VaR totale del Banking Book (portafoglio bancario) derivante prevalentemente dai titoli sovrani detenuti per l'impiego della liquidità è pari a 20.874 migliaia di Euro. Tale misura è comprensiva del Credit Spread Risk, definito come il rischio derivante dalla variazione della qualità del credito rispetto ai tassi di interesse privi di rischio sottostanti. La media per l'anno 2024 è pari a 26.013 migliaia di Euro con un picco massimo di 31.964 migliaia di Euro ed un minimo di 19.261 migliaia di Euro.

        Al 31 dicembre 2024 il Forex VaR giornaliero (indicatore usato dal Gruppo per stimare l'impatto delle variazioni dei tassi di cambio sul valore delle poste patrimoniali) del portafoglio complessivo (banking e trading) è pari a circa 59 migliaia di Euro. La media per l'anno 2024 è pari a 72 migliaia di Euro con un picco massimo di 191 migliaia di Euro ed un minimo di 12 migliaia di Euro.

        Al 31 dicembre 2024 l'Interest Rate VaR (indicatore usato dal Gruppo per stimare l'impatto delle variazioni dei tassi di interesse sul valore delle poste patrimoniali) del Gruppo si attesta a circa 6.723 migliaia di Euro. La media per l'anno 2024 è pari a 5.541 migliaia di Euro con un picco massimo di 10.641 migliaia di Euro ed un minimo di 3.405 migliaia di Euro. Al 31 dicembre 2024 il VaR giornaliero del Trading Book (portafoglio di negoziazione) ammonta a 252 migliaia di Euro. La media per l'anno 2024 è pari a 193 migliaia di Euro, con un picco massimo di 548 migliaia di Euro ed un minimo di 41 migliaia di Euro. La volatilità nel prezzo degli strumenti può determinare impatti diretti a conto economico.

        Inoltre, il Gruppo effettua raccolta in valuta prevalentemente in dollari, tramite conti correnti passivi con la clientela, impiegando la medesima principalmente in conti correnti con primari istituti di credito ed emissioni obbligazionarie nella stessa valuta. Pertanto, una variazione negativa sui tassi di cambio e/o una politica di copertura che dovesse risultare insufficiente a coprire il relativo rischio potrebbe avere effetti particolarmente negativi sull'attività, sui risultati operativi e sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell'Emittente e/o del Gruppo.

        L'attività di copertura del rischio di cambio avviene mediante il pareggiamento di attività e passività in valuta o mediante operazioni di compravendita a termine di valuta e l'impatto sul valore delle poste patrimoniali è stimato utilizzando l'indicatore di Forex VaR.

      5. ‌Rischio di liquidità

        Il rischio di liquidità si sostanzia nel rischio che la Banca, anche a causa di eventi futuri inattesi, non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa della difficoltà/impossibilità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza

        influenzarne in misura significativa e sfavorevole il prezzo per via dell'insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento (market liquidity risk).

        I diversi tipi di rischio di liquidità gestiti dalla Banca sono:

        • il rischio di liquidità di breve termine: è il rischio di non-conformità tra l'ammontare e/o le scadenze dei flussi di cassa in entrata ed in uscita nel breve termine (inferiore all'anno);

        • il rischio di liquidità di mercato: è il rischio che la Banca possa fronteggiare un cambiamento di prezzo notevole e avverso, generato da fattori esogeni ed endogeni che comportino delle perdite, nella vendita di attivi considerati liquidi. Nel caso peggiore, la Banca potrebbe non essere capace di liquidare queste posizioni;

        • il rischio di liquidità strutturale: è l'incapacità della Banca di procurarsi, in modo stabile e sostenibile, i fondi necessari per mantenere un rapporto adeguato tra le attività e le passività a medio/lungo termine (oltre l'anno) ad un prezzo ragionevole senza un impatto sulle operazioni giornaliere o sulla situazione finanziaria della Banca;

        • il rischio di stress o contingenza: è il rischio legato alle obbligazioni future ed inattese (per esempio prelievo di depositi) e potrebbe richiedere alla Banca un ammontare maggiore di liquidità rispetto a quanto considerato necessario per gestire il business ordinario;

        • rischio di finanziamento: è il rischio che la Banca possa non essere in grado di affrontare in modo efficace eventuali uscite di cassa previste.

          Nel corso degli ultimi anni, il Gruppo ha diversificato le proprie fonti di raccolta attraverso l'accensione e il successivo rimborso di operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea ("BCE") (Targeted Longer Term Refinancing Operations III) e l'emissione di strumenti finanziari nel comparto Senior Preferred e Additional Tier 1. Alla data del presente Documento di Registrazione, tutti i finanziamenti presso la BCE da parte del Gruppo sono stati rimborsati.

          Per affrontare la propria esposizione al rischio di liquidità la Banca investe la componente della propria liquidità stimata dai modelli interni come persistente e stabile (cd. liquidità core) in investimenti a medio termine, mentre la parte di liquidità caratterizzata da un profilo di persistenza inferiore (c.d. liquidità non core) è impiegata in attività liquide o facilmente liquidabili, quali, a titolo esemplificativo, depositi a vista, impieghi a breve termine o titoli governativi utilizzabili come fonte di finanziamento presso la BCE. Alla data del 31 dicembre 2024 non esistono potenziali flussi di cassa in uscita "Contingent liquidity and funding needs", quali, ad esempio, clausole risolutive espresse o di rilascio di ulteriori garanzie connesse con un downgrade del Gruppo stesso.

          La Banca, allo scopo di garantire una struttura di liquidità equilibrata ed efficiente per la riduzione del rischio specifico attua strategie e politiche di investimento e di funding (sia in condizioni di business as usual che in condizioni di contingency) tali da massimare la propria counterbalancing capacity ed il mantenimento di disponibilità liquide adeguate rispetto alla raccolta a vista. In questo senso vengono privilegiati investimenti in titoli liquidi di elevata qualità (HQLA) ed eligible e vengono monitorati indicatori sia regolamentari che interni tali da segnalare eventuali anomalie e segnali preliminari di una crisi.

          Tra questi indicatori segnaliamo i due indicatori regolamentari primari ovvero il Liquidity Coverage Ratio e il Net Stable Funding Ratio.

          Il Liquidity Coverage Ratio (LCR) è strutturato in modo da assicurare che un ente mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in uno scenario di stress di liquidità particolarmente acuto specificato dalle autorità di vigilanza. L'LCR è definito come rapporto tra lo stock di attività liquide di elevata qualità e il totale dei flussi di cassa in uscita nei successivi 30 giorni di calendario.

          L'indicatore Net Stable Funding Ratio (NSFR) è strutturato in modo da assicurare che le attività a lungo termine siano finanziate con almeno un importo minimo di passività stabili in relazione ai rispettivi profili di rischio di liquidità. L'NSFR è volto a limitare l'eccessivo ricorso alla raccolta all'ingrosso a breve termine in periodi di abbondante liquidità di mercato e a incoraggiare una migliore valutazione del rischio di liquidità basata su tutte le poste in bilancio e fuori bilancio. L'NSFR è definito come rapporto tra l'ammontare disponibile di provvista stabile e l'ammontare obbligatorio di provvista stabile.

          Per la Banca questi indicatori presentano livelli superiori ai limiti regolamentari ed interni di RAF e non hanno mostrato impatti e deterioramenti rilevanti neppure in conseguenza della recente crisi pandemica, dei conflitti Russo-Ucraino e mediorientale e della modifica in senso restrittivo della politica monetaria da parte della BCE.

          Il livello del Net Stable Funding Ratio del Gruppo al 31 dicembre 2024 risulta pari al 382% (a fronte di un livello regolamentare minimo del 100%), mentre il livello del Liquidity Coverage Ratio del Gruppo al 31 dicembre 20241 risulta pari al 909% (a fronte di un livello regolamentare minimo del 100%). Il livello del Net Stable Funding Ratio del Gruppo al 31 marzo 2025 risulta pari al 390%, mentre il livello del Liquidity Coverage Ratio del Gruppo al 31 marzo 20251 risulta pari al 888%.

          Pur in un contesto di riduzione dell'inflazione rimane estremamente complesso prevedere la velocità e la modalità con cui le banche centrali proseguiranno nel processo di adeguamento delle scelte di politica monetaria. Ciò potrebbe creare la necessità per le banche di dover cercare fonti di prestito alternative, con conseguenti difficoltà di ottenimento e rischio di incorrere in più elevati costi di finanziamento. Tale situazione potrebbe pertanto avere un effetto negativo anche sull'operatività, i risultati operativi e la posizione economica e finanziaria di FinecoBank.

      6. ‌Rischio connesso a procedimenti giudiziari e arbitrali e a contenziosi di natura fiscale e ai procedimenti ispettivi da parte delle Autorità di Vigilanza

        Nel corso del normale svolgimento della propria attività, l'Emittente potrebbe essere parte in procedimenti giudiziari, amministrativi e arbitrali o contenziosi di natura fiscale e procedimenti ispettivi da parte delle Autorità di Vigilanza da cui potrebbero derivare obblighi risarcitori o passività per importi rilevanti a carico dello stesso.

        Alla data del presente Documento di Registrazione esistono procedimenti giudiziari e arbitrali pendenti nei confronti del Gruppo, unicamente riferiti a FinecoBank, principalmente riferiti a:

        i) contestazioni dei clienti relative a comportamenti illeciti dei consulenti finanziari della Banca, per cui la stessa può essere ritenuta responsabile in solido; (ii) contestazioni da parte dei clienti per violazioni da parte della Banca della normativa bancaria e finanziaria applicabile o altre violazioni contrattuali; e (iii) richieste di indennità da parte di ex consulenti finanziari a seguito della cessazione del rapporto di agenzia. FinecoBank è anche coinvolta in alcune controversie fiscali.

        1 Determinato come la media del coefficiente di copertura della liquidità sulla base delle osservazioni a fine mese nel corso degli ultimi 12 mesi per ciascun trimestre del pertinente periodo di informativa, coerentemente con quanto riportato nell'Informativa al pubblico Pillar III.

        In relazione a tali procedimenti vi è incertezza circa il possibile esito e l'entità dell'eventuale onere che il Gruppo potrebbe essere chiamato a sostenere.

        In particolare, a presidio delle suddette obbligazioni, nonché dei reclami della clientela non ancora sfociati in procedimenti giudiziari, FinecoBank ha in essere al 31 dicembre 2024 un fondo per rischi e oneri pari a 24.727 migliaia di Euro, oltre a 590 migliaia di Euro a fronte di controversie di natura fiscale. Tale fondo include, oltre alle spese legali a carico del Gruppo in caso di conclusione non favorevole della controversia, la stima delle spese da riconoscere ai legali ed eventuali consulenti tecnici e/o esperti che lo assistono nelle controversie in corso nella misura in cui si ritiene che le stesse non saranno rimborsate dalle controparti.

        La stima riferita alle spese da riconoscere ai legali è stata determinata dal Gruppo in relazione al contenzioso in essere, principalmente sulla base delle Tariffe Forensi previste dalla normativa vigente.

        Contenziosi e verifiche di natura tributaria

        I rischi derivanti da contenziosi o verifiche di natura tributaria al 31 dicembre 2023 si riferivano principalmente ad un avviso di accertamento relativo all'esercizio 2003 ricevuto da FinecoBank nel quale è era contestata la fruizione di crediti d'imposta per 2,3 milioni di Euro, per il quale la Banca ha presentato ricorso in Cassazione ritenendo fondata la propria posizione. La Banca ha già versato le maggiori imposte e gli interessi dovuti.

        Al 31 dicembre 2024 sono in essere alcuni contenziosi di modico valore con riferimento ai quali sono stati posti in essere accantonamenti nella misura ritenuta congrua, date le specifiche circostanze e coerentemente con i principi contabili internazionali, nel fondo imposte e tasse, per maggiori imposte, per complessivi 0,2 milioni di euro e nel fondo rischi e oneri, a fronte di sanzioni e interessi, per complessivi 0,5 milioni di euro.

        Accertamenti ispettivi delle Autorità di vigilanza

        In data 6 giugno 2022 si è conclusa la verifica on-site dell'ispezione sulle procedure relative alla prestazione dei servizi di investimento e sugli adeguamenti alla normativa MIFID II, condotta da Consob nell'ambito dei piani di attività di verifica ordinaria sugli intermediari. Nel dicembre 2022 Consob ha notificato la propria Nota tecnica, disponendo la convocazione degli esponenti aziendali tra i quali anche la Presidente del Collegio Sindacale dell'Emittente, rilevando alcuni ambiti di miglioramento inerenti prevalentemente le regole della product governance, anche in rapporto alla declinazione delle politiche commerciali, e della valutazione di adeguatezza, che la Banca ha prontamente colto, predisponendo un piano di azioni inviato all'Autorità in data 28 febbraio 2023, attualmente in avanzato stato di realizzazione, il cui completamento è previsto nel corso dell'esercizio 2025.

        L'Emittente rappresenta che, nel corso del primo semestre 2023, Banca d'Italia ha svolto un'ispezione di carattere ordinario sul rispetto della normativa in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo. L'esito dell'ispezione è stato "parzialmente sfavorevole" senza tuttavia comportare l'applicazione di sanzioni. In relazione ai rilievi formulati dall'Autorità, la Banca ha predisposto un piano di azioni correttive attualmente in avanzato stato di realizzazione, la cui conclusione, legata al completamento dell'ultima azione correttiva, è prevista nel corso del 2025.

      7. ‌Rischi derivanti da fattori ambientali, sociali e di governance (ESG)

        I rischi ESG sono, in generale, fattori climatici e ambientali, sociali e di governance che possono influenzare significativamente la performance di un'azienda nel lungo termine. Si tratta

        di tutti quei fattori che, se non gestiti correttamente, possono generare rischi per un'azienda, un'industria o un intero sistema economico.

        Questi impattano in modo trasversale sulle tradizionali categorie di rischio identificate e gestite dagli enti finanziari, come i rischi di credito, operativi, di mercato, di liquidità, e il rischio reputazionale.

        Dal 2020 il Gruppo ha iniziato una progressiva integrazione dei rischi ambientali, sociali e di governance nel proprio framework di risk management.

        Oltre a ciò, nell'ambito del processo del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) certificato ai sensi del Regolamento EMAS n. 1221/2009/CE, nel corso del 2024 è stata aggiornata l'Analisi Ambientale, ovvero lo strumento del SGA che consente di mappare i bisogni e le aspettative degli stakeholder in ambito ambientale, rilevandone i rispettivi rischi per FinecoBank, e di definire una classificazione dei rischi generati e subiti dall'organizzazione connessi agli aspetti ambientali maggiormente significativi sulla base delle attività aziendali.

        Rischi climatici e ambientali

        I cambiamenti climatici e il degrado ambientale danno origine a mutamenti strutturali che influiscono sull'attività economica e, di conseguenza, sul sistema finanziario.

        I cambiamenti climatici originano comunemente (i) il rischio fisico e (ii) il rischio di transizione.

        I fattori di rischio fisico, in particolare quelli appartenenti ai rischi fisici acuti, potrebbero causare danni sia agli asset di proprietà delle società del Gruppo, sia agli asset acquisiti a garanzia della capogruppo FinecoBank. Gli stessi potrebbero inoltre determinare un peggioramento del merito creditizio delle controparti verso cui il Gruppo risulta esposto. I fattori di rischio fisico, in particolare quelli cronici, potrebbero determinare il default o il downgrade di controparti finanziarie e sovrane esposte ad elevati rischi climatici e ambientali.

        I rischi di transizione, in particolare quelli relativi al cambiamento delle preferenze e delle esigenze della clientela, potrebbero impattare anch'essi sul modello di business di FinecoBank. In particolare, la clientela potrebbe orientarsi verso prodotti del risparmio gestito di Asset Manager terzi, con migliori caratteristiche ESG rispetto a quelli di Fineco Asset Management Designated Activity Company (FAM), o verso intermediari che offrono prodotti con migliori caratteristiche ESG rispetto a quelli di FinecoBank, o maggiormente attivi in iniziative di sostenibilità ambientale.

        Anche i rischi di transizione derivanti da cambiamenti normativi potrebbero avere un impatto sul modello di business delle società del Gruppo. In particolare, nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio potrebbero insorgere normative più restrittive dal punto di vista climatico e ambientale in ambito di concessione e valutazione del merito creditizio della clientela, ma anche normative volte ad indirizzare i capitali della clientela verso attività più sostenibili sotto il profilo climatico e ambientale. Nuove normative in ambito di concessione e valutazione del merito creditizio della clientela potrebbero comportare maggiore onerosità e burocrazia nell'attività di concessione e valutazione del merito creditizio della clientela. Nuove normative volte ad indirizzare i capitali della clientela verso attività più sostenibili sotto il profilo climatico e ambientale potrebbero comportare una maggiore onerosità e burocrazia nell'attività di brokerage e consulenza.

        Rischi sociali

        Conformemente al report dell'EBA sulla gestione e supervisione dei rischi ESG per gli istituti creditizi e le imprese di investimento, pubblicato a giugno 2021, si definisce rischio sociale il rischio di un impatto finanziario negativo derivante da fattori sociali che colpiscono l'istituto creditizio, le sue controparti o i suoi asset.

        Nello specifico, tra i fattori di rischio sociale si segnalano:

        1. il rischio di Greenwashing che rappresenta il rischio di fornire alla clientela o al mercato (stakeholders) informazioni non veritiere o fuorvianti, attraverso dichiarazioni, comunicati o informative che non riflettono adeguatamente il profilo di sostenibilità dell'ente o di un prodotto/servizio finanziario fornito. In tali circostanze, il Gruppo potrebbe subire un danno reputazionale con conseguente fuga di una parte di clientela verso intermediari terzi, oppure registrare perdite operative per i reclami e le cause legali avanzate dalla clientela e dalle associazioni dei consumatori.

        2. i rischi inerenti alla sfera dei dipendenti, tra cui il rischio di non riuscire ad attrarre o trattenere forza lavoro con adeguate competenze ed esperienza e il rischio di non riuscire a garantire la salute e la sicurezza all'interno del luogo di lavoro. In seguito alle dimissioni di singoli consulenti o gruppi di consulenti che detengono in gestione portafogli rilevanti, la clientela fidelizzata dal consulente potrebbe decidere di seguirlo presso la società concorrente. Inoltre, le società del Gruppo potrebbero subire perdite finanziarie dovute a risarcimenti e spese legali relative a cause con dipendenti, e perdere attrattività sotto il punto di vista reputazionale verso gli altri dipendenti attuali o potenziali.

        3. i rischi inerenti alla sfera della clientela, tra cui il rischio di condotta, intrinseco al modello di business della Capogruppo FinecoBank, focalizzato sull'attività di brokerage e consulenza alla clientela al dettaglio, e si configura come il rischio di subire perdite in seguito ad un'offerta inappropriata di servizi finanziari, sia volontaria che negligente, ed i derivanti costi processuali. In tali casi, il Gruppo potrebbe sostenere delle spese per il risarcimento dei clienti coinvolti e delle spese legali, nel caso in cui i clienti agiscano tramite l'autorità giudiziaria.

          Dal momento che il Gruppo si avvale principalmente di canali digitali, il rischio di non riuscire a garantire la privacy dei dati personali della clientela e il rischio di non riuscire a garantire alla clientela l'accesso ai servizi finanziari sono fattori strettamente connessi al rischio ICT e di sicurezza. In tali casi, il Gruppo potrebbe subire sia delle perdite dirette dovute rimborsi per reclami o cause legali con la clientela, sia sperimentare un calo dei volumi di business dovuti alla perdita di fiducia nei confronti dell'azienda.

          Altri fattori di rischio attinenti alla sfera della clientela sono il rischio di cambiamento delle preferenze della clientela, e il rischio di ritiro dei depositi da parte della clientela in seguito ad eventi sociali (es. guerre) o ambientali (eventi metereologici estremi). I depositi a vista della clientela, infatti, costituiscono la principale fonte di finanziamento della Banca, e una riduzione di questi ultimi determinerebbe una minor liquidità a disposizione della Banca.

        4. Nell'ambito della sfera dei fornitori terzi esiste il rischio che questi ultimi non si conformino alle norme loro applicabili o agli standard etici aziendali, con un possibile coinvolgimento del Gruppo in scandali di rilevanza sociale.

        5. Relativamente alla sfera dei mercati finanziari esiste il rischio di variazioni di prezzo avverse (dovute al verificarsi di fattori di rischio sociali o ambientali) degli strumenti finanziari valutati al Fair Value all'interno del Bilancio e quelli detenuti dal Gruppo in pegno a garanzia di affidamenti in conto corrente. Sotto questo profilo si evidenzia che solo la Capogruppo FinecoBank presenta esposizioni verso il rischio di mercato, che risultano tuttavia contenute e limitate alle attività funzionali all'attività di brokerage con la clientela (non vi sono posizioni direzionali aperte).

        Rischi di governance

        Conformemente al report dell'EBA sulla gestione e supervisione dei rischi ESG per gli istituti creditizi e le imprese di investimento, pubblicato a giugno 2021, si definisce rischio di governance il rischio di un impatto finanziario negativo derivante da fattori di governance che colpiscono l'istituto creditizio, le sue controparti o i suoi asset.

        Tra i principali fattori di rischio di governance, si segnala la non conformità alla governance interna, la non conformità agli standard etici e il rischio di coinvolgimento del Gruppo, anche involontario, in attività di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

        La non conformità alla governance interna e la non conformità agli standard etici sono fattori di rischio che rientrano all'interno delle fattispecie di rischio di compliance. Quest'ultimo rappresenta il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme di legge, di regolamenti, ovvero di norme di autoregolamentazione o di codici di condotta.

        Lo svolgimento di operazioni, ordinarie o straordinarie, in violazione delle procedure interne, o senza il coinvolgimento degli organi o delle funzioni competenti, potrebbe comportare delle perdite operative per il Gruppo, ad esempio nel caso di errori commessi dal personale senza che siano stati svolti i dovuti controlli.

        Il mancato rispetto degli standard etici da parte del personale potrebbe parimenti comportare dei danni economici diretti per le società del Gruppo, ad esempio nel caso in cui la fornitura di determinati beni o servizi fosse affidata a fornitori terzi in seguito ad atti di corruzione. Un esempio di danni economici indiretti invece è rappresentato dalle sanzioni comminate dalle autorità di vigilanza in seguito ad atti di corruzione, nel caso in cui i presidi anticorruzione fossero giudicati insufficienti. Inoltre, in caso di atti di corruzione, l'immagine del Gruppo nei confronti degli stakeholder potrebbe essere compromessa, con conseguente danno reputazionale.

        Il coinvolgimento del Gruppo, anche involontario, in attività di riciclaggio o finanziamento del terrorismo potrebbe determinare l'applicazione di sanzioni o l'imposizione di restrizioni da parte delle autorità di vigilanza (ad esempio una restrizione all'acquisizione di nuova clientela), qualora ad esempio il framework dei controlli non fosse giudicato sufficientemente solido.

    3. ‌Rischi connessi al quadro normativo e regolamentare
      1. ‌Rischio connesso all'evoluzione della regolamentazione del settore bancario

L'Emittente è soggetto ad un'articolata e stringente regolamentazione di matrice europea e nazionale, che concerne e ricomprende anche l'attività di vigilanza delle autorità preposte (i.e. Banca d'Italia e Consob).

Inoltre, a decorrere da gennaio 2022, FinecoBank è stata classificata quale "significant institution" da parte della BCE ed è pertanto soggetta alla diretta supervisione della BCE in conformità al Meccanismo Unico di Vigilanza (MUV).

La regolamentazione anzidetta, applicabile anche all'attività di vigilanza, è soggetta a continui aggiornamenti ed evoluzioni della prassi. La normativa applicabile disciplina i settori in cui le banche possono operare con lo scopo di preservare la stabilità e solidità delle stesse, limitandone l'esposizione al rischio. In particolare, l'Emittente e le società bancarie del Gruppo sono tenute a rispettare i requisiti di adeguatezza patrimoniale previsti dalla normativa europea e dalla legge italiana.

Inoltre, in qualità di emittente quotato, Fineco è altresì tenuta a rispettare le disposizioni legali e regolamentari e la vigilanza Consob in materia. A queste si aggiungono specifiche normative in tema - a titolo esemplificativo ma non esaustivo - di antiriciclaggio, usura, tutela del consumatore. Eventuali mutamenti al complesso sistema di norme e regolamenti e/o cambiamenti delle modalità di interpretazione e/o applicazione delle stesse da parte delle competenti autorità, potrebbero dar luogo a nuovi oneri ed adempimenti a carico dell'Emittente con possibili impatti negativi sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'Emittente.

Basilea III

A partire dal 1° gennaio 2014, parte della normativa di vigilanza è stata modificata in base alle indicazioni derivanti dai c.d. accordi di Basilea III, principalmente con finalità di un significativo rafforzamento dei requisiti patrimoniali minimi, del contenimento del grado di leva finanziaria e dell'introduzione di policy e di regole quantitative per l'attenuazione del rischio di liquidità negli istituti bancari.

I requisiti prudenziali di vigilanza di Fineco al 31 dicembre 2023 e al 31 dicembre 2024 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV), come successivamente modificata dalla Direttiva 2019/878 (CRD V) e dalla CRD VI (come di seguito definita) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, come successivamente modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II) e dal CRR III (come di seguito definito, che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3), raccolte ed attuate dalla Banca d'Italia tramite la Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 "Disposizioni di vigilanza per le banche" e successivi aggiornamenti (Circolare no. 285). La CRD IV, come modificata dalla CRD V e dalla CRD VI, è comunemente nota come CRD e il CRR, come modificato dal CRR II e dal CRR III, è comunemente noto come CRR.

In data 27 ottobre 2021, la Commissione Europea ha pubblicato un pacchetto di riforme destinate al settore bancario volto a rafforzare la resilienza delle banche (cd. "Banking Reform Package 2021").

Il 19 giugno 2024, la Direttiva (UE) 2024/1619 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, che modifica la Direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance ("CRD VI") e il Regolamento (UE) 2024/1623 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, che modifica il Regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto concerne i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operativo, il rischio di mercato e l'output floor ("CRR III") sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e sono entrati in vigore il 9 luglio 2024. Le disposizioni previste dal CRR III sono applicabili a partire dal 1° gennaio 2025, a eccezione di alcuni articoli applicabili a partire dal 9 luglio 2024 e del Fundamental Review of the Trading Book ("FRTB").

In seguito alla decisione di differimento di un anno (i.e. fino a Gennaio 2026) della data di applicazione del FRTB nell'Unione Europea, il 24 Marzo 2025 la Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica per valutare possibili ulteriori azioni entro il suo mandato a valere su tre opzioni potenziali: (i) implementare il FRTB come attualmente disciplinato nel Banking Reform Package a decorrere dal 1 Gennaio 2026; (ii) posticipare la data di applicazione di un ulteriore anno (i.e. 1 Gennaio 2027); o (iii) introdurre modifiche temporanee e mirate al regime relativo al rischio di mercato per un periodo massimo di 3 anni. La consultazione pubblica è terminata il 22 aprile 2025. Alla data di questo Documento di Registrazione non risultano atti formali adottati dalla Commissione Europea né è possibile prevedere se e quando si procederà in questo senso.

I requisiti prudenziali di vigilanza di Fineco al 31 marzo 2025, pertanto, sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV), come successivamente modificata dalla Direttiva 2019/878 (CRD V) e dalla Direttiva (UE) 2024/1619 (CRD VI) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, come successivamente modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II) e dal Regolamento (UE) 2024/1623 (CRR III).

Sulla base di tali disposizioni, il Gruppo deve soddisfare i seguenti i requisiti in materia di Fondi Propri previsti dall'articolo 92 del CRR:

  • un coefficiente di capitale primario di classe 1 pari almeno al 4,5%, espresso in percentuale dell'importo complessivo dell'esposizione al rischio (RWA - Risk Weighted Assets);

  • un coefficiente di capitale di classe 1 pari almeno al 6%, espresso in percentuale dell'importo complessivo dell'esposizione al rischio (RWA - Risk Weighted Assets);

  • un coefficiente di capitale totale pari almeno all'8%, espresso in percentuale dell'importo complessivo dell'esposizione al rischio (RWA - Risk Weighted Assets);

  • un coefficiente di leva finanziaria del 3%, espresso in percentuale come rapporto fra il capitale di classe 1 (ossia Tier 1) e l'esposizione complessiva dell'ente determinata ai sensi dell'articolo 429 del CRR.

    A questi requisiti minimi si aggiunge il requisito combinato di riserva di capitale (combined buffer) definito dall'articolo 128(6) della CRD per soddisfare il quale il Gruppo non utilizza il capitale primario di classe 1 detenuto per rispettare, tra gli altri, i requisiti in materia di Fondi Propri previsti dalle lettere a); b); e c) dell'articolo 92 del CRR. Il mancato rispetto del requisito combinato di riserva di capitale determina limitazioni alle distribuzioni, richiedendo l'applicazione del calcolo del "ammontare massimo distribuibile" (Maximum Distributable Amount - MDA), e la necessità di adottare un piano di conservazione del capitale.

    Ai fini dell'onere del conteggio del MDA, il requisito combinato di capitale non si considera rispettato se la banca non dispone di Fondi Propri sufficienti, sia in termini quantitativi che qualitativi, per rispettare contestualmente il requisito combinato di riserva di capitale, i requisiti di cui alle lettere a); b) e c) dell'articolo 92 del CRR e il requisito dei Fondi Propri aggiuntivi che fa fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva di cui all'articolo 104 (1)(a) della CRD.

    Il requisito combinato di riserva di capitale applicabile a FinecoBank è composto dalle seguenti riserve:

  • riserva di conservazione del capitale (Capital conservation buffer - CCB) in coerenza

    con l'art. 129 della CRD, pari al 2,5% dell'esposizione complessiva al rischio della Banca;

  • riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (Institution specific countercyclical capital buffer - CCyB) da applicarsi nei periodi di eccessiva crescita del credito in coerenza con l'articolo 130 della CRD (paragrafi da 1 a 4) che, per il Gruppo risulta pari allo 0,13% al 31 dicembre 2024. Questa riserva è calcolata in funzione della distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti del Gruppo e delle decisioni delle singole autorità nazionali competenti che definiscono i coefficienti specifici applicabili in ciascun Paese. Al 31 marzo 2025 la riserva di capitale anticiclica specifica per FinecoBank è pari a 0,13% (in coerenza con l'articolo 130 della CRD VI);

  • riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (Systemic Risk Buffer, SyRB) definita da Banca d'Italia per tutte le banche autorizzate in Italia relativamente alle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia, che per il Gruppo risulta pari a 0,26% al 31 dicembre 2024. Al 31 marzo 2025 la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico per il Gruppo è pari allo 0,21%. Si precisa che il tasso obiettivo dell'1% deve essere raggiunto gradualmente costituendo una riserva pari allo 0,5% delle esposizioni rilevanti entro il 31 dicembre 2024 e il rimanente 0,5% entro il 30 giugno 2025.

L'articolo 136 della CRD stabilisce l'obbligo per le autorità nazionali designate di attivare un quadro operativo per la definizione del coefficiente della riserva di capitale anticiclica (countercyclical capital buffer, CCyB) a decorrere dal 1° gennaio 2016. Il coefficiente è soggetto a revisione con cadenza trimestrale. La normativa europea è stata attuata in Italia con la Circolare no. 285, che contiene apposite norme in materia di CCyB. Il decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72 ha individuato nella Banca d'Italia l'autorità designata ad adottare le misure macroprudenziali nel settore bancario, incluso il CCyB. La disciplina si applica a livello individuale e consolidato alle banche e alle imprese di investimento e il coefficiente di riserva anticiclica non può essere superiore al 2,5%.

A partire da tale data, pertanto, gli enti hanno l'obbligo di detenere una loro specifica riserva di capitale anticiclica equivalente all'importo complessivo della loro esposizione al rischio, calcolato conformemente all'articolo 92, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 575/2013, moltiplicato per il coefficiente anticiclico specifico della banca, calcolato conformemente alle previsioni di cui alla Parte I, Titolo II, Capitolo I, Sezione III della Circolare no. 285. Secondo il comunicato stampa pubblicato in data 28 marzo 2025 dalla Banca d'Italia, il coefficiente della riserva di capitale anticiclica resta invariato allo zero per cento nel secondo trimestre del 20252.

Il coefficiente di riserva anticiclica specifico del Gruppo calcolato sulla base dei coefficienti applicabili al 31 dicembre 2024 è pari allo 0,13% a livello consolidato, corrispondente a circa

6.521 migliaia euro. Non si evidenziano impatti significativi sull'eccedenza di capitale del Gruppo.

In riferimento ai requisiti di capitale applicabili al Gruppo FinecoBank si precisa che, a conclusione del processo di revisione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process

- SREP), in data 3 dicembre 2024 l'Autorità di vigilanza ha comunicato i seguenti requisiti patrimoniali (Pillar 2 Requirement - P2R) applicabili al Gruppo dal 1° gennaio 2025 (invariati rispetto all'anno precedente):

  • 8,27% in termini di CET 1 ratio;

    2 Il coefficiente è relativo alle esposizioni verso controparti italiane.

  • 10,14% in termini di T1 Ratio;

  • 12,64% in termini di Total Capital Ratio.

I coefficienti di capitale sopra riportati includono il requisito aggiuntivo di Pillar 2 pari a 2,00%3 e il Combined Buffer Requirement4 (CBR), da soddisfarsi con strumenti di capitale primario CET1, composto dalla Riserva di conservazione del capitale (Capital Conservation Buffer -CCB) per 2,50% e dalla Riserva di capitale anticiclica specifica (Countercyclical Capital Buffer

- CCyb) per 0,14%5.

Al 31 dicembre 2024, i coefficienti di capitale del Gruppo erano: 25,91% di CET1 Ratio

(rispetto al 24,34% del 31 dicembre 2023), 35,78% di T1 Ratio e Total Capital Ratio (34,91%

al 31 dicembre 2023) e 5,22% di Coefficiente di leva finanziaria (4,95% al 31 dicembre 2023).

Si segnala, altresì, che al 31 marzo 2025 il CET1 ratio preliminare6 è pari al 24,1%, il Tier 1 ratio preliminare6 e il Total Capital ratio preliminare6 sono pari al 33,08%, il Coefficiente di leva finanziaria è pari al 5,34%.

L'eventuale deterioramento di detti requisiti prudenziali potrebbe avere un impatto, anche significativo, sull'integrità e sulle dinamiche gestionali dell'Emittente.

MREL

La BRRD (come di seguito definita) ha introdotto requisiti per le banche al fine di disporre in qualsiasi momento di un sufficiente importo aggregato di fondi propri e passività trasformabili in capitale attraverso il bail-in, allo scopo di assicurare che una banca, in caso di applicazione di detto strumento di risoluzione, disponga di passività sufficienti per assorbire le perdite e per garantire il rispetto dei requisiti patrimoniali richiesti per l'autorizzazione all'esercizio della sua attività (Minimum Requirement for Own Funds and Eligible Liabilities - MREL).

A conclusione del processo amministrativo relativo alla determinazione del requisito minimo dei fondi propri e delle passività ammissibili (MREL), alla fine del mese di novembre 2024 FinecoBank ha ricevuto da Banca d'Italia e dal Single Resolution Board la decisione aggiornata sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) che sostituisce la precedente decisione comunicata al pubblico nel mese di dicembre 2023. A partire dalla data di notifica, FinecoBank deve rispettare su base consolidata un requisito MREL TREA (esposizione al rischio) pari al 19,01% - a cui va sommato il Combined Buffer Requirement applicabile - e un requisito MREL LRE (esposizione complessiva per la leva finanziaria) confermato al 5,25%. Al fine del rispetto del requisito e del computo delle altre passività ammissibili emesse da Fineco, non è richiesto un requisito di subordinazione nell'emissione di strumenti MREL eligible (e.g. Senior unsecured). Al 31 dicembre 2024 FinecoBank evidenzia risultati superiori ai requisiti da rispettare dal 1° gennaio 2025 (MREL TREA pari a 51,51% e

3 A seguito della CRD V art. 104a, le banche devono soddisfare il requisito patrimoniale di Pillar 2 (P2R) con almeno il 75% del capitale di classe 1 e almeno il 56,25% del capitale primario di classe 1 (CET1).

4 A partire dal 31 dicembre 2024 il Combined Buffer Requirement includerà anche la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (systemic risk buffer, SyRB) da calcolarsi sulle esposizioni ponderate per il rischio di credito e di controparte verso i residenti in Italia. Il tasso obiettivo dell'1% dovrà essere raggiunto gradualmente costituendo una riserva pari allo 0,5% delle suddette esposizioni rilevanti entro il 31 dicembre 2024 e il rimanente 0,5% entro il 30 giugno 2025.

5 Il CCyB si riferisce alla data del 30 settembre 2024. Il buffer anticiclico CCyB dipende dall'esposizione del Gruppo verso Paesi in cui i buffer anticiclici sono o saranno stabiliti in misura superiore allo 0%, di conseguenza varierà su base trimestrale.

6 Gli schemi segnaletici in materia di fondi propri e coefficiente di leva finanziaria sono stati oggetto di aggiornamenti per recepire le novità introdotte dal Regolamento (UE) 2024/3117 ed esclusivamente per la data contabile del 31 marzo 2025 la scadenza di inoltro delle relative segnalazioni è stata posticipata al 30 giugno 2025, pertanto, non si possono escludere affinamenti con impatti sugli indicatori sopra riportati che, per tale motivo, sono stati indicati come "preliminari". Inoltre, si fa presente che il calo del CET1 ratio è dovuto all'entrata in vigore del CRR III, al netto della quale l'indicatore sarebbe in aumento.

MREL LRE pari a 7,51%). Al 31 marzo 2025 i requisiti di FinecoBank preliminari sono pari a 47,40% di MREL TREA e 7,66% MREL LRE.

L'eventuale deterioramento di detti requisiti patrimoniali MREL potrebbe avere un impatto, anche significativo, sull'integrità e sulle dinamiche gestionali dell'Emittente.

Revisione del quadro per la gestione delle crisi e l'assicurazione dei depositi

Di recente è stata adottata anche una revisione del quadro per la gestione delle crisi e l'assicurazione dei depositi. Tale revisione include tra le altre cose delle modifiche al rango dei crediti in casi di insolvenza garantendo la general depositor preference con la single-tier depositor preference. L'attuazione delle proposte di riforma è soggetta alla pubblicazione del testo della cd. BRRD3 nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea ed alla seguente implementazione nell'ordinamento nazionale ad opera del legislatore domestico. Pertanto, a ulteriori procedure legislative e, alla data del presente Documento di Registrazione, vi è ancora incertezza sulla portata dell'entrata in vigore e attuazione della medesima e sugli effetti sull'operatività di Fineco.

‌PARTE SECONDA
  1. ‌PERSONE RESPONSABILI, INFORMAZIONI PROVENIENTI DA TERZI, RELAZIONI DI ESPERTI E APPROVAZIONE DA PARTE DELLE AUTORITÀ COMPETENTI
    1. ‌Persone responsabili del Documento di Registrazione

      FinecoBank S.p.A., con sede in Milano, Piazza Durante 11, è responsabile delle informazioni fornite nel presente Documento di Registrazione.

    2. ‌Dichiarazione di responsabilità

      FinecoBank S.p.A. attesta che, per quanto a propria conoscenza, le informazioni contenute nel Documento di Registrazione sono conformi ai fatti e non presentano omissioni tali da alterarne il senso.

    3. ‌Relazioni e pareri di esperti

      Ai fini della redazione del Documento di Registrazione non sono state emesse relazioni o pareri di esperti, ad eccezione delle relazioni rilasciate da KPMG S.p.A., la società di revisione che ha effettuato la revisione contabile per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2023 (la Società di Revisione).

      Per maggiori informazioni si rinvia al Capitolo 2 (Revisori Legali dei Conti) e al Capitolo 11 (Informazioni finanziarie riguardanti le attività e le passività, la situazione finanziaria e i profitti e le perdite dell'Emittente), che seguono.

    4. ‌Informazioni provenienti da terzi

      Il presente Documento di Registrazione non contiene informazioni provenienti da terzi al di fuori delle informazioni concernenti i giudizi di rating attribuiti all'Emittente di cui al Paragrafo

      4.1.6 (Rating attribuiti all'Emittente su richiesta dell'Emittente. Breve spiegazione del significato dei rating qualora sia stato pubblicato in precedenza dall'agenzia di rating) che segue.

      L'Emittente conferma che tali informazioni sono state riprodotte fedelmente e che, per quanto l'Emittente sappia e sia in grado di accertare sulla base di informazioni pubblicate da S&P Global Ratings, non sono stati omessi fatti che potrebbero rendere le informazioni riprodotte inesatte o ingannevoli.

    5. ‌Dichiarazione dell'Emittente

      L'Emittente dichiara che:

      1. Il Documento di Registrazione è stato approvato da Consob in qualità di autorità competente ai sensi del Regolamento Prospetti;

      2. Consob approva tale Documento di Registrazione solo in quanto rispondente ai requisiti di completezza, comprensibilità e coerenza imposti dal Regolamento Prospetti;

      3. tale approvazione non dovrebbe essere considerata un avallo dell'Emittente oggetto del Documento di Registrazione.

  2. ‌REVISORI LEGALI DEI CONTI
    1. ‌Nome e indirizzo dei revisori dell'Emittente

      L'Assemblea dei Soci del 28 aprile 2021 ha approvato il conferimento a KPMG S.p.A. dell'incarico per la revisione legale dei conti di FinecoBank S.p.A. per gli esercizi 2022 - 2030.

      KPMG S.p.A., ha sede in Milano, Via Vittor Pisani n. 25, è iscritta al Registro dei Revisori Legali presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze al numero progressivo 70623. KPMG

      S.p.A. appartiene all'ASSIREVI Associazione Italiana Revisori Contabili.

    2. ‌Informazioni circa dimissioni, revoche dall'incarico o risoluzioni del contratto d'incarico della Società di Revisione

      Non si sono verificate dimissioni, revoche dall'incarico o risoluzioni del contratto d'incarico a KPMG S.p.A. in qualità di Società di Revisione nel corso degli esercizi 2023 e 2024.

  3. ‌FATTORI DI RISCHIO

    Per una descrizione dei fattori di rischio relativi all'Emittente e al Gruppo, si rinvia alla Parte Prima - "1. Fattori di Rischio" del presente Documento di Registrazione.

  4. ‌INFORMAZIONI SULL'EMITTENTE
    1. ‌Storia ed evoluzione dell'Emittente

      L'Emittente è una società autorizzata a svolgere attività bancaria ed è iscritto, ai sensi dell'art. 13 del Testo Unico Bancario (il TUB), all'Albo delle Banche tenuto dalla Banca d'Italia (codice meccanografico n. 3015.5 e numero di matricola 526130). L'Emittente è, altresì, autorizzato dalla Banca d'Italia alla prestazione di determinati servizi e attività d'investimento come definiti ai sensi dell'art. 1, comma 5, del D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (il TUF) (autorizzazione n. 039839 del 13 dicembre 1999). In particolare, l'Emittente è autorizzato a prestare i servizi e le attività di investimento di seguito elencati:

      • negoziazione per conto proprio;

      • esecuzione di ordini per conto dei clienti;

      • ricezione e trasmissione di ordini;

      • sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente;

      • collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente; e

      • consulenza in materia di investimenti.

      L'Emittente, inoltre, dal 16 aprile 2007 è regolarmente iscritto nell'apposito albo tenuto presso l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) (n. di iscrizione D000159524) e svolge attività di intermediazione assicurativa consistente nel presentare o proporre prodotti assicurativi ovvero nel prestare assistenza e consulenza finalizzate a tale attività.

      A far data dal 11 maggio 2019, FinecoBank è iscritta, in qualità di "Capogruppo" del "Gruppo Bancario FinecoBank", nell'Albo dei gruppi bancari (unitamente alla propria controllata Fineco Asset Management) esercitando quindi attività di direzione e coordinamento sul gruppo ai sensi della vigente normativa.

      La fase iniziale

      L'Emittente - costituito nel 1982 in forma di società a responsabilità limitata sotto la denominazione GI-FIN S.r.l. e con oggetto sociale che prevedeva, inter alia, "l'acquisto e la vendita sia in proprio che in qualità di commissionaria di titoli e valori quotati e non quotati nelle borse valori" - si trasformava in data 12 ottobre 1982 in società per azioni assumendo la denominazione "GI-FIN S.p.A.".

      Nel maggio 1983 l'Emittente incorporava la società Istituto per le Cessioni del Quinto S.p.A. e successivamente variava diverse volte la propria denominazione sociale, fino ad assumere quella di "ICQ Banca Cisalpina S.p.A.". Nel 1996 l'Emittente, all'epoca controllato da Banca Popolare di Novara S.p.A., entrava a far parte del gruppo bancario "BIPOP Banca Popolare di Brescia" per effetto della cessione della partecipazione detenuta dal socio di controllo in favore di Banco Popolare di Brescia - società cooperativa a responsabilità limitata. Nel periodo in questione l'attività dell'Emittente era sostanzialmente concentrata nell'offerta di finanziamenti alla clientela retail.

      A far data dal 4 agosto 1999, l'Emittente assumeva la denominazione societaria di "FIN-ECO

      BANCA ICQ S.P.A." in forma abbreviata "BANCA FIN-ECO S.P.A." e procedeva a un graduale ampliamento della gamma dei prodotti bancari offerti.

      Successivamente, a seguito della fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Reggio Emilia S.p.A. - CARIRE in Banco Popolare di Brescia - società cooperativa a responsabilità limitata, l'Emittente entrava a far parte del gruppo bancario "BIPOP-CARIRE".

      Nel contesto della riorganizzazione delle attività di tale gruppo bancario, l'Emittente, con atto di fusione del 31 marzo 2001, incorporava FIN-ECO ON LINE SIM S.p.A., conferitario del ramo d'azienda della Fin-Eco SIM relativo alle attività di negoziazione e ricezione di ordini per via telematica (c.d. trading online), ponendo così le premesse per lo sviluppo di un'offerta completa e integrata di prodotti e servizi bancari e di investimento.

      A seguito della predetta operazione, l'Emittente era in grado di offrire il primo conto deposito remunerato in Italia abbinato a servizi bancari e di investimento, con particolare focus sul canale online. Negli anni successivi - oltre ad un ampliamento dell'offerta di prodotti di banking, brokerage e investing - l'Emittente iniziava ad offrire servizi di consulenza finanziaria sia tramite la propria rete di promotori finanziari, sia tramite una rete di agenti di mutui, presentando un modello di business unico nello scenario competitivo italiano e registrando un significativo incremento della clientela.

      L'ingresso nel Gruppo Capitalia

      In data 1° luglio 2002, per effetto dell'integrazione dei due gruppi bancari "BIPOP-CARIRE" e "Banca di Roma" nasceva il Gruppo Bancario Capitalia ("Gruppo Capitalia"), nel quale confluiva anche l'Emittente.

      La struttura del Gruppo Capitalia prevedeva al vertice la holding Capitalia S.p.A. che, oltre a svolgere attività di direzione e coordinamento sulle società controllate (quali Banca di Roma S.p.A., Banco di Sicilia S.p.A. e Bipop Carire S.p.A.), deteneva una partecipazione di controllo nella sub-holding FinecoGroup S.p.A., società quotata sul Mercato Telematico Azionario, successivamente fusa per incorporazione in Capitalia S.p.A. (si veda infra).

      A tale sub-holding facevano capo, oltre all'Emittente, le società di asset management, le attività di bancassicurazione, le reti di promotori e l'internet banking del Gruppo Capitalia.

      Nel contesto della razionalizzazione organizzativa dell'offerta del Gruppo Capitalia, l'Emittente, con atto di fusione del 28 dicembre 2002, incorporava la società Fin-Eco SIM S.p.A., intermediario del quale già si avvaleva per l'esecuzione sul mercato degli ordini raccolti dalla propria clientela e che svolgeva la propria attività esclusivamente nei confronti delle società facenti capo alla sub-holding FinecoGroup S.p.A..

      Per quanto concerne lo sviluppo della rete di promotori finanziari, a partire dal 2002 si procedeva alla realizzazione di un polo con forti potenzialità nel settore della distribuzione dei servizi e prodotti bancari, finanziari e assicurativi, accentrando la rete distributiva. A far data dal 1° gennaio 2003, infatti, la rete di promotori dell'Emittente e le strutture preposte alla gestione della stessa confluivano in FinecoGroup S.p.A. con l'obiettivo di armonizzarsi con la rete di promotori originariamente riferita al gruppo bancario "BIPOPCARIRE". Ciò consentiva, a fronte della caratterizzazione e della diversa provenienza delle varie componenti della rete, di adottare un unico modello organizzativo di gestione dell'attività dei promotori finanziari e dei criteri di selezione degli agenti.

      Successivamente, per effetto del trasferimento all'Emittente del ramo d'azienda della rete di promotori finanziari di FinecoGroup S.p.A. (in affitto a partire dal 1° gennaio 2004, e a titolo

      definitivo a partire dal 1° ottobre 2005) e dell'ulteriore contestuale acquisto da parte dell'Emittente del ramo d'azienda costituito dai promotori di Banca Manager S.p.A., società del Gruppo Capitalia, l'Emittente assumeva la gestione diretta della rete del gruppo "c.d. Reti Unificate" (Bipop, Fineco e Banca Manager S.p.A.).

      Nell'ambito di tale processo di riorganizzazione, con delibera dell'Assemblea Straordinaria del 24 giugno 2004, l'Emittente assumeva per la prima volta la denominazione di "FINECOBANK S.p.A." - integrata successivamente in "FINECOBANK BANCA FINECO S.p.A.", in forma abbreviata "FINECOBANK S.p.A.", ovvero "BANCA FINECO S.p.A." ovvero "FINECO BANCA S.p.A.".

      In data 1° gennaio 2006, a completamento della razionalizzazione organizzativa e societaria prevista nel "Piano Industriale 2005-2007" del Gruppo Capitalia, si perfezionava la fusione per incorporazione di FinecoGroup S.p.A. nella holding Capitalia S.p.A. In seguito a tale fusione, la partecipazione di controllo nell'Emittente, in precedenza in capo alla sub-holding FinecoGroup S.p.A., veniva trasferita direttamente a Capitalia S.p.A..

      Nel 2006, l'Emittente si confermava, in ambito trading come primo broker italiano per numero di operazioni con una quota di mercato pari al 7,44% (fonte Assosim), in crescita rispetto al 7,19% dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2005.

      L'ingresso nel Gruppo UniCredit e la successiva fase di riorganizzazione

      Per effetto della fusione per incorporazione di Capitalia S.p.A. in UniCredit avvenuta in data 20 settembre 2007, l'Emittente entrava a far parte del Gruppo UniCredit. L'integrazione di Capitalia S.p.A. nel modello divisionale del Gruppo UniCredit aveva l'obiettivo di massimizzare il potenziale di crescita e sviluppo del gruppo risultante da tale operazione di integrazione (i.e. l'attuale Gruppo UniCredit).

      Con particolare riguardo all'Emittente, il piano di riorganizzazione del Gruppo UniCredit prevedeva, tra l'altro, che lo stesso divenisse la società di riferimento del Gruppo UniCredit per le attività di asset gathering e trading online, sostituendo Xelion, all'epoca banca multicanale del Gruppo UniCredit, nell'offerta di servizi bancari e finanziari fuori sede per il tramite di promotori finanziari.

      In coerenza con il modello divisionale del Gruppo UniCredit, la nuova configurazione prospettata per l'Emittente portava, da un lato, allo scorporo dei business relativi alla cessione del quinto, ai mutui e alle carte di credito tra le rispettive società specializzate del Gruppo UniCredit e, dall'altro, all'incorporazione di Xelion.

      Tale ultima operazione, finalizzata a eliminare le sovrapposizioni esistenti nei business delle due banche e a sviluppare sinergie, consentiva di consolidare ulteriormente il ruolo dell'Emittente come polo di riferimento in Italia delle attività di asset gathering (con una rete di promotori finanziari che all'epoca contava circa 2.700 unità), oltreché di società leader nel trading online.

      L'Assemblea dei Soci, su proposta del Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 15 aprile 2014 deliberava di approvare la proposta di ammissione a quotazione delle azioni di Fineco sul Mercato Telematico Azionario, gestito da Borsa Italiana. La quotazione e il conseguente ampliamento della base degli azionisti hanno consentito all'Emittente di rafforzare la visibilità del proprio modello di business, con ciò migliorando la propria posizione sul mercato, anche grazie all'ingresso di investitori istituzionali domestici e internazionali nell'azionariato di Fineco. Dal 1 aprile 2016 Fineco veniva inserita tra i titoli presenti nell'indice del mercato azionario italiano (FTSE-Mib) di Borsa Italiana, che include le 40 classi di negoziazione

      maggiormente negoziate sul mercato e, a partire da marzo 2017, le sue azioni venivano incluse nell'indice STOXXEurope 600.

      L'uscita dal Gruppo UniCredit e il nuovo assetto societario

      In data 7 maggio 2019, UniCredit e FinecoBank comunicavano che i rispettivi Consigli di Amministrazione avevano approvato, dandone debita informativa al mercato, una serie di azioni e procedure volte a consentire un'ordinata transizione di FinecoBank al di fuori del Gruppo UniCredit (c.d. "smooth transition") e finalizzate ad assicurare alla medesima Banca di poter operare come società pienamente indipendente dal punto di vista regolamentare, di liquidità ed operativo.

      Successivamente, in data 8 maggio 2019, UniCredit annunciava di aver completato con successo la procedura di accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 103,5 milioni di azioni ordinarie FinecoBank, corrispondenti a circa il 17% del capitale azionario esistente della Banca (data di regolamento 10 maggio 2019).

      Conseguentemente al predetto regolamento, detenendo una quota di minoranza nella Società (pari a circa il 18,3% del capitale sociale) ed avendo rinunciato all'esercizio dei diritti amministrativi previsti dall'articolo 2364 Codice Civile, UniCredit comunicava l'uscita di FinecoBank dal proprio Gruppo.

      In data 11 maggio 2019, FinecoBank veniva iscritta, in qualità di "Capogruppo" del "Gruppo Bancario FinecoBank", nell'Albo dei gruppi bancari (unitamente alla propria controllata Fineco Asset Management Dac) esercitando quindi attività di direzione e coordinamento sul gruppo ai sensi della vigente normativa.

      In data 8 luglio 2019, UniCredit comunicava l'avvio di un'operazione di cessione delle restanti azioni ordinarie di FinecoBank in suo possesso (pari a circa il 18,3% del capitale sociale della Società), attraverso una ulteriore procedura di accelerated bookbuilding rivolta a determinate categorie di investitori istituzionali, completata con successo il giorno successivo mediante la cessione di circa 111,6 milioni di azioni ordinarie FinecoBank (data di regolamento 11 luglio 2019).

      Alla data del Documento di Registrazione, FinecoBank non è soggetta né a controllo né influenza notevole di alcuna società.

      Nel 2017 Fineco ha iniziato ad offrire i propri servizi anche nel Regno Unito in regime di libera prestazione con un'offerta focalizzata sui servizi bancari e di brokerage. Alla luce dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, Fineco ha inizialmente aderito al Temporary Permission Regime (TPR) e, successivamente, ha gradualmente cessato l'offerta dei propri servizi nel Regno Unito. Allo stato la Banca non presta più i propri servizi finanziari nel Regno Unito.

      Nel 2017 è stata costituita Fineco Asset Managament DAC (Fineco AM), società di investimento irlandese dedicata all'offerta di fondi UCITS gestiti internamente ed esternamente, con una strategia finalizzata alla definizione strategica dell'asset allocation e alla selezione dei migliori gestori internazionali con l'obiettivo, pertanto, di diversificare e migliorare l'offerta dei prodotti gestiti e ulteriormente migliorare la competitività di Fineco tramite un modello di business verticale integrato.

      Nel 2018 Fineco AM ha ottenuto la passaportazione della società di Gestione degli UCITS dall'Irlanda al Lussemburgo al fine di divenire il gestore di "Fonds Commun de Placement (FCP) CORE SERIES Umbrella Fund", gestito da Amundi S.A.. Il 1 agosto 2018, Fineco AM ha ottenuto l'approvazione da parte della Banca Centrale Irlandese del suo multi manager

      UCITS umbrella fund, "FAM Series UCITS ICAV" e l'11 dicembre 2018, di un ulteriore UCITS umbrella fund, "FAM Evolution". Alla data del 31 dicembre 2024 Fineco AM gestisce asset per 36,7 miliardi di Euro, di cui 24,9 miliardi di Euro relativi a classi retail e circa 11,8 miliardi di Euro a classi istituzionali.

      Lo scenario prospettico, pur in un contesto complesso, vede il Gruppo sfruttare due trend strutturali che stanno trasformando la società italiana: la digitalizzazione e la richiesta di consulenza. Si sta, infatti, assistendo ad una accelerazione verso soluzioni che porteranno ad un mondo più moderno e digitalizzato: la gestione dei servizi bancari da parte della clientela sarà sempre più orientata all'utilizzo di piattaforme digitali, favorendo il modello di business del Gruppo, che da sempre è orientato in questa direzione.

      Altri rilievi in merito ad eventi recenti

      Emissione e riacquisto di strumenti Additional Tier 1

      In data 4 marzo 2024 FinecoBank ha portato a termine il collocamento di un'emissione sul mercato di strumenti Additional Tier 1 destinati agli investitori istituzionali, per un importo complessivo pari a 500 milioni di euro e una cedola semestrale per i primi 5,5 anni pari al 7,5% (con spread pari a 5,5 anni Mid Swap rate interpolato + 488,9 basis points) rispetto a una guidance iniziale pari all'8%.

      In data 11 marzo 2024 si è conclusa l'offerta di acquisto dello strumento Additional Tier 1

      emesso nel mese di luglio 2019.

      In data 3 giugno 2024 è stato richiamato il private placement Additional Tier 1 emesso nel mese di gennaio 2018.

      Infine, in data 3 dicembre 2024 è stata esercitata l'opzione di rimborso integrale dello strumento

      Additional Tier 1, emesso nel mese di luglio 2019.

      Per ulteriori informazioni si veda il Paragrafo 4.1.8 (Descrizione del finanziamento previsto delle attività dell'Emittente) che segue.

      Acquisto di azioni proprie

      In data 6 marzo 2025, FinecoBank ha concluso il programma di acquisto di azioni proprie a servizio del sistema incentivante 2024 "Sistema 2024 PFA" - a favore dei Consulenti Finanziari identificati come "Personale più rilevante", avviato in data 6 febbraio 2025.

      Per ulteriori informazioni si veda il Paragrafo 10.1 (Informazioni relative agli assetti proprietari) che segue.

      1. ‌Denominazione legale e commerciale dell'Emittente

        L'Emittente è una banca costituita in forma di società per azioni denominata "FinecoBank Banca Fineco S.p.A." o in forma abbreviata "FinecoBank S.p.A.", ovvero "Banca Fineco S.p.A.", ovvero "Fineco Banca S.p.A.".

      2. ‌Luogo e numero di registrazione dell'Emittente e suo codice identificativo del soggetto giuridico (LEI)

L'Emittente è iscritto nel Registro delle Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi, sezione ordinaria, con Codice Fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese n. 01392970404,

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FinecoBank Banca Fineco S.p.A. published this content on October 31, 2025, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on October 31, 2025 at 10:57 UTC.