rally di Buzzi, gas e petrolio giù con ipotesi pace Ucraina

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - Le Borse europee chiudono in accelerazione dopo un avvio in sordina, ignorando la debolezza del Nasdaq a Wall Street, appesantito dal mezzo tonfo di Nvidia, che cede oltre il 4% dopo un'indiscrezione secondo cui Meta starebbe valutando di usare i chip AI di Google. I listini europei hanno cambiato passo, inizialmente, quando dai dati Adp di oggi dagli Usa è emerso un indebolimento del mercato del lavoro: nelle ultime quattro settimane le aziende private hanno tagliato in media 13.500 posti, contro i 2.500 dell'aggiornamento precedente. Un elemento che ha rafforzato l'ipotesi di un taglio dei tassi già a dicembre: secondo il Cme FedWatch l'82,7% del mercato prezza una sforbiciata di 25 punti base, rispetto al 39% della scorsa settimana. A sostenere il sentiment hanno contribuito anche le parole del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, secondo cui c'è una "buona possibilità" che il presidente Trump annunci un nuovo presidente della Federal Reserve prima di Natale, che presumibilmente avrà posizioni più morbide verso l'amministrazione Repubblicana. A contribuire alla spinta in positivo, inoltre, sono state anche le indiscrezioni dei media americani secondo cui l'Ucraina avrebbe accettato il nuovo impianto di un accordo di pace con la Russia proposto da Washington.

Così a Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in progresso dello 0,9%. Parigi +0,8%, Francoforte +1%, Amsterdam +0,6%, Madrid +0,9%, mentre l'Euro Stoxx 50 si è attestato a +0,8% e il Ftse 100 di Londra ha chiuso a +0,8%. Nel paniere principale milanese in luce Buzzi (6,9%) in scia al settore europeo del cemento che strizza l'occhio alla ricostruzione in Ucraina dopo la guerra. Seguono Stellantis (+3,5%) e Nexi (4,9%), sostenuta dalle indiscrezioni su un possibile rafforzamento della quota di Cassa depositi e prestiti nel capitale. Denaro anche sui bancari, con Banca Mps (3,6%), Mediobanca (2,7%), UniCredit (2,8%) e Banco Bpm (1,8%) che hanno contribuito al rimbalzo dell'indice. Più defilata, dopo un avvio brillante, Leonardo (+0,9%). In coda gli energetici con Enel (-0,9%), Italgas (-0,7%) ed Hera (-0,8%).

Il possibile via libera di Kiev al nuovo schema di intesa con Mosca ha infatti contribuito ad alleggerire il prezzo delle materie prime. il Brent è scivolato a 61,7 dollari al barile (-2,7%) e il Wti si è portato a 57,2 dollari (-2,7%), dopo che in mattinata i future di gennaio trattavano poco sopra i 63 e 59 dollari rispettivamente. Il gas naturale ad Amsterdam scende 29,4 euro al megawattora (-0,9%). L'oro spot resta sui massimi di settimana, a circa 4.137 dollari l'oncia (+0,1%), con i future stabili a 4.170 dollari. Bitcoin, sopra gli 87.000 dollari (-2,7%), mentre sul valutario l'euro tratta a 1,1569 dollari, poco sopra la chiusura di ieri (1,1520), vale 180,5 yen (da 180,7), mentre il dollaro/yen si attesta a 156,03 (da 156,8).

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