Gli indici azionari hanno oscillato ancora una volta al ritmo delle trimestrali e delle tendenze di fondo. In Europa, i movimenti sono andati da un rialzo dello 0,7% per il CAC 40 francese a un crollo spettacolare del 3,2% per il Bel 20 belga. Parigi ha trovato sostegno nei solidi risultati di Schneider Electric, che ha chiuso in rialzo del 3%, segnando un massimo storico e consolidando la sua posizione di titolo con il peso maggiore nel CAC 40. Il FTSE e il Dax hanno terminato in rialzo dello 0,4%.

Al contrario, Bruxelles è stata frenata dai suoi due nomi di punta nel settore sanitario, ArgenX e UCB, crollati dell'8% dopo risultati giudicati deludenti. È una variante della sindrome Novo Nordisk: il Bel 20 è fortemente esposto a queste due società, proprio come l'indice OMX di Copenaghen lo è allo specialista dei farmaci anti-obesità. Una simile concentrazione è comoda quando tutto va bene, ma punge quando il sentiment cambia.

A New York, il Nasdaq ha ceduto terreno dopo il rimbalzo delle due sedute precedenti. L'indice a forte componente tecnologica è stato trascinato in basso da un calo del 5,5% di Nvidia, dopo la pubblicazione dei dati trimestrali. Un epilogo singolare, considerando che il titolo era inizialmente salito su risultati che erano, sotto ogni punto di vista, stratosferici. Il mercato resta a disagio per le implicazioni dell'intelligenza artificiale, un tema che continua ad alimentare un dibattito acceso. In poche parole, questo salto tecnologico finirà per minare gruppi tech finora intoccabili, o addirittura innescare uno shock sociale ed economico più ampio? Nessuno ha una risposta definitiva, eppure gli scenari apocalittici tendono a soffocare le narrazioni più ordinarie.

Ciò che è emerso ieri è che i titoli dei semiconduttori hanno vacillato mentre i nomi del software hanno esteso il rimbalzo. Una delle lezioni più chiare degli ultimi mesi è che la tecnologia non è più un blocco monolitico che sale e scende all'unisono. Gli investitori stanno riscoprendo la selettività, avanzando nella nebbia creata dalla complessità dell'attuale sconvolgimento tecnologico. Alcuni movimenti di mercato ormai sfidano una logica lineare. Prendiamo la seduta di ieri: Nvidia e i produttori di chip sono arretrati, eppure Schneider ha brillato grazie alla sua esposizione ai data centre trainati dall'IA. Dopo la chiusura negli Stati Uniti, Dell è balzata dell'11% per ragioni molto simili a quelle di Schneider, mentre l'operatore di data centre CoreWeave è affondato su una guidance giudicata poco convincente.

In questo contesto, potrebbe tornare in primo piano il tema del Fed Put. È questa la convinzione tra gli investitori americani secondo cui la Federal Reserve, alla fine, interviene tagliando i tassi se la situazione dovesse davvero sfuggire di mano. Il rendimento dei Treasury statunitensi a dieci anni è sceso di nuovo sotto il 4% ieri, una soglia superata solo due volte da dicembre.

L'ultima seduta sia della settimana sia del mese è inoltre segnata dalla stabilizzazione dei prezzi del petrolio, mentre Stati Uniti e Iran si apprestano a riprendere i colloqui sul nucleare la prossima settimana. Sul fronte geopolitico, le tensioni sono alte in Afghanistan, dove il Pakistan sta conducendo intensi raid aerei contro posizioni talebane, alimentando lo spettro di un conflitto aperto con il regime. Nel frattempo, salvo un brusco dietrofront, l'oro è pronto a registrare un settimo rialzo mensile consecutivo, che sarebbe un primato dal 1973, secondo Bloomberg.

Gli investitori seguono inoltre da vicino lo scontro tra il Pentagono e il suo fornitore di IA Anthropic, che sembra peggiorare. L'attenzione si sta anche spostando sui segnali d'allarme nel credito privato. L'ultimo episodio è il collasso del mutuante ipotecario britannico MFS, un fallimento che potrebbe infliggere perdite a diversi creditori di primo piano, tra cui Jefferies, Barclays e Atlas SP Partners. Allo stesso tempo, un fondo di Apollo Global esposto allo stesso segmento di credito privato è stato costretto a ridurre il rischio. I finanzieri si chiedono chi potrebbe essere il prossimo in questo angolo di mercato, sperando che i tasselli del domino non siano troppo vicini tra loro.

Nell'Asia-Pacifico, la Corea del Sud ha infine chiuso in ribasso, con il KOSPI in calo dell'1%. Altrove, i mercati hanno scambiato entro intervalli più ristretti, ma la performance complessiva è stata sufficiente perché l'indice MSCI Asia Pacific segnasse un altro record a fine settimana. Gli indicatori anticipatori in Europa sono prudenti ma orientati al rialzo, mentre i future di Wall Street arretrano leggermente.

Principali appuntamenti economici di oggi:

In programma oggi: la fiducia dei consumatori Gfk nel Regno Unito; le nuove costruzioni abitative in Giappone; in Francia, i tassi di inflazione preliminari annuali e mensili seguiti dalle richieste di sussidi di disoccupazione; in Spagna, i tassi di inflazione preliminari annuali e mensili; in Svizzera, il tasso di crescita del PIL e gli indicatori anticipatori KOF; in Germania, il tasso di disoccupazione, il cambiamento della disoccupazione e il numero di disoccupati seguiti dai tassi di inflazione preliminari annuali e mensili; in Cina, gli IDE cumulati annuali; negli Stati Uniti, il PPI core mensile, il PPI mensile e il PMI di Chicago; in Canada, il tasso di crescita annualizzato del PIL, il PIL mensile, il PIL mensile preliminare e il tasso di crescita trimestrale del PIL. L'agenda completa qui.

  • EUR / USD: 1,18 USD
  • Oro: 5.186,8 USD
  • Petrolio Brent: 71,27 USD
  • Stati Uniti 10 anni: 4%
  • BITCOIN: 67.636,5 USD

Notizie aziendali:

  • Mps ha approvato il piano industriale 2026-2030 con sinergie da 700 milioni di euro derivanti dalla fusione con Mediobanca, puntando a un utile netto di 3,7 miliardi di euro nel 2030.
  • Stellantis ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro a causa di oneri straordinari per 25,4 miliardi, sospendendo il dividendo per il 2026.
  • Prysmian ha registrato un utile netto record di 1,27 miliardi di euro nel 2025 e prevede un adjusted EBITDA tra 2,625 e 2,775 miliardi di euro per il 2026.
  • Eni ha chiuso il 2025 con un utile netto adjusted di 4,98 miliardi di euro, in calo del 5%, e prevede investimenti lordi di 7 miliardi di euro per il 2026.
  • Poste Italiane ha registrato ricavi record di 13,1 miliardi di euro nel 2025 (+4%) e un utile netto di 2,2 miliardi (+10%), proponendo un dividendo di 1,25 euro per azione.
  • doValue ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 8,2 milioni di euro, ma un utile netto adjusted triplicato a 25,3 milioni di euro.
  • Prysmian ha proposto un aumento del dividendo del 13% a 0,90 euro per azione grazie ai risultati record del 2025.
  • Terna ha annunciato la cessione delle attività di trasmissione in Perù per 15 milioni di dollari, con il closing previsto entro il terzo trimestre del 2026.
  • Fincantieri ha siglato un accordo con la spagnola Navantia per il progetto European Patrol Corvette, supportato dal Fondo Europeo per la Difesa.
  • Saipem ha chiuso il 2025 con risultati solidi e prevede un EBITDA adjusted di 1,9 miliardi di euro per il 2026, sostenuto da un backlog superiore a 31 miliardi di euro.

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Raccomandazioni degli analisti:

  • Eni S.p.a: Oddo BHF mantiene la raccomandazione neutrale e alza il prezzo obiettivo da 15 a 20 EUR.
  • Moncler S.p.a.: Bernstein mantiene la raccomandazione di performance di mercato e alza il prezzo obiettivo da 55 a 57,50 EUR.
  • Eni S.p.a: HSBC mantiene la raccomandazione di mantenere e alza il prezzo obiettivo da 16,50 a 17,50 EUR.
  • Eni S.p.a: JP Morgan mantiene la raccomandazione di sottopeso e alza il prezzo obiettivo da 17 EUR a 17,50 EUR.
  • Pirelli & C. S.p.a.: UBS mantiene la raccomandazione di acquisto e alza il prezzo obiettivo da 6,80 EUR a 7,10 EUR.
  • Prysmian S.p.a.: JP Morgan mantiene la raccomandazione overweight e alza il prezzo obiettivo da 101 a 113 EUR.
  • Eni S.p.a: RBC Capital mantiene la raccomandazione di performance settoriale e alza il prezzo obiettivo da 17 a 20 EUR.
  • Eni S.p.a: Barclays mantiene la raccomandazione overweight e alza il prezzo obiettivo da 20 a 22,50 EUR.
  • Poste Italiane S.p.a.: Barclays mantiene la raccomandazione di ponderazione di mercato e alza il prezzo obiettivo da 21,50 a 22 EUR.
  • Eni S.p.a: Goldman Sachs mantiene la raccomandazione di acquisto e alza il prezzo obiettivo da 17 EUR a 19 EUR.
  • Stellantis N.v.: Piper Sandler & Co mantiene la raccomandazione di sovrappeso e riduce il prezzo obiettivo da 15 a 14 USD.