La Commissione Europea consentirà ai governi dell'UE di utilizzare parte del margine di manovra fiscale già concesso per l'aumento delle spese militari per finanziare la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, ha dichiarato il Commissario europeo per l'Economia Valdis Dombrovskis.

La mossa giunge in risposta alle pressioni dell'Italia, attesa alle urne il prossimo anno, per un allentamento delle regole fiscali comunitarie a sostegno degli elettori colpiti dal rincaro delle bollette energetiche, causato dal conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran che ha bloccato il transito di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz.

In condizioni normali, i governi dell'UE sono tenuti a mantenere il deficit di bilancio al di sotto del 3% del PIL per conformarsi alle regole fiscali dell'Unione.

Tuttavia, l'invasione russa dell'Ucraina e la minaccia che Mosca rappresenta oggi per l'UE hanno spinto la Commissione a stabilire, nel marzo 2025, che ogni paese membro possa spendere un ulteriore 1,5% del PIL all'anno per quattro anni in difesa senza incorrere in sanzioni.

A differenza di Finlandia, paesi baltici o Polonia, accomunati da una storia di occupazione russa, l'Italia percepisce la minaccia russa come remota e, anziché sugli armamenti, intende concentrarsi sull'attenuazione dell'impatto del caro energia per i cittadini italiani.

Roma ha quindi esercitato forti pressioni affinché la Commissione concedesse flessibilità fiscale per ammortizzare gli effetti dell'aumento dei costi energetici, nonostante pochi altri paesi dell'UE ritenessero necessario tale margine di manovra.

Come compromesso, la Commissione - che ha esortato i governi a rispettare i segnali di prezzo dell'energia e a ridurre i consumi piuttosto che sovvenzionarli - ha deciso di permettere ai paesi UE di destinare lo 0,3% del PIL, nell'ambito dell'1,5% già autorizzato per la difesa, a investimenti volti a favorire la transizione dai combustibili fossili all'energia verde.

Dombrovskis ha precisato che sarà consentito l'utilizzo dello 0,3% del PIL annuo nel 2026, 2027 o 2028, per un totale non superiore allo 0,6% del PIL nel triennio, per sostenere, ad esempio, l'acquisto di veicoli elettrici, la conversione degli impianti di riscaldamento a gas o gasolio in pompe di calore, l'installazione di pannelli solari o sistemi di accumulo.

Il Commissario ha però chiarito che tale flessibilità non potrà essere impiegata per sussidiare i prezzi dei combustibili fossili, come nel caso della decisione italiana di tagliare le accise sulla benzina. 'Iniziative di questo tipo non sono ammissibili', ha dichiarato Dombrovskis riferendosi ai tagli fiscali.

I paesi che decideranno di avvalersi dello spazio fiscale supplementare concesso dalla Commissione per l'energia verde potranno dedurre le misure attuate a partire da febbraio, ha aggiunto Dombrovskis.

Per gli Stati membri che hanno già esaurito l'intero margine dell'1,5% del PIL in investimenti per la difesa, come Lituania ed Estonia, resta la possibilità di richiedere alla Commissione l'ulteriore 0,3% del PIL, che sarà concesso previa analisi della sostenibilità del debito.