(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 mar - La tensione tra Stati Uniti e Ue sull'uso del petrolio russo, le quotazioni del greggio che tornano a salire e la durata del conflitto contro Teheran che appare, al momento, indecifrabile. Il quattordicesimo giorno di guerra Usa-Iran fa sentire ancora una volta i suoi effetti sui listini europei, segnati per tutta seduta da una forte volatilità (che testimonia le incertezze degli operatori in queste ore). Al centro della scena le mosse di Donald Trump, criticato da Bruxelles per aver revocato per 30 giorni le sanzioni sul petrolio di Mosca, senza effetti sui prezzi del barile che restano sui 100 dollari. Il presidente statunitense avrebbe però assicurato ai leader del G7 che l'Iran "sta per arrendersi" e ha promesso di fornire (se necessario) scorte militari alle petroliere che attraversano Hormuz. A complicare il quadro il "giallo" dei presunti negoziati riservati per garantire il passaggio dallo stretto di navi del nostro Paese. Indiscrezione riportata dal Ft ma subito smentita da fonti di Palazzo Chigi. In tutto questo, gli analisti parlano con insistenza dei rischi di uno "shock stagflazionistico" e si chiedono come reagiranno le Banche centrali, Fed in testa, davanti ai dati macro statunitensi che certificano un'inflazione Pce 'core' in rialzo e un Pil più deludente del previsto.

A Piazza Affari, dove il Ftse Mib a tratti è l'indice migliore, la seduta da montagne russe si chiude con un rosso dello 0,31%, così come perdono quota tutti i principali mercati del Vecchio Continente. In evidenza, tra i principali titoli milanesi, gli energetici con Saipem (+2,5%) ed Eni (+2,7%). +1,7% per Generali ancora in scia ai conti, mentre le banche registrano una seduta fiacca. In fondo le peggiori sono Stellantis (-4,4%) e Fincantieri (-3,4%). Avio, che il 23 marzo entrerà nel Ftse Mib, mette a segno un rimbalzo dell'8% dato che gli analisti credono che la società supererà i target.

Sul mercato valutario prosegue il rafforzamento del dollaro che beneficia della corsa ai beni rifugio: l'euro scende sotto quota 1,15 per la prima volta da novembre e si attesta a 1,1439 (da 1,1519 ieri in chiusura). Il biglietto verde sale anche a 159,56 yen (da 159,00), mentre il rapporto euro/yen è a 182,56 (da 183,45). Bitcoin in rialzo del 2% a 71.500 dollari, poco mosso l'oro spot sotto quota 5.100 dollari l'oncia. Sul fronte energetico, il prezzo del gas naturale segna -0,7% a 50,5 euro al megawattora mentre il future di aprile del Wti riparte e guadagna l'1,7% a 97,3 dollari al barile e il contratto per maggio del Brent scambia a 102,1 dollari (+1,6 per cento).

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