I dati pubblicati giovedì dall'OPEC indicano che l'offerta mondiale di petrolio sarà molto vicina alla domanda nel 2026, una prospettiva che contrasta con le previsioni dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) e di altri analisti, che anticipano invece un eccesso significativo di offerta.

Il gruppo OPEC+, che riunisce l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, la Russia e altri alleati, prevede di sospendere gli aumenti di produzione nel primo trimestre del 2026, in risposta alle diffuse previsioni di un possibile surplus.

Nel suo rapporto mensile pubblicato giovedì, l'OPEC ha comunicato che nel mese di novembre il gruppo OPEC+ ha prodotto 43,06 milioni di barili di greggio al giorno, con un aumento di 43.000 barili al giorno rispetto al mese precedente, a seguito dell'entrata in vigore del più recente accordo di aumento della produzione.

Il rapporto prevede che la domanda di greggio OPEC+ nel 2026 si attesterà in media a 43 milioni di barili al giorno, un dato invariato rispetto al mese scorso e molto vicino ai livelli produttivi di novembre. L'OPEC prevede inoltre che la domanda di suo greggio nel primo trimestre sarà di 42,6 milioni di barili al giorno.

Se l'OPEC+ dovesse mantenere nel 2026 il ritmo produttivo di novembre e le altre condizioni restassero invariate, la produzione supererebbe la domanda di soli 60.000 barili al giorno, secondo un calcolo Reuters basato sul rapporto OPEC. Questo dato contrasta con la stima dell'IEA, che sempre giovedì ha indicato che l'offerta globale di petrolio supererà la domanda di quasi 3,84 milioni di barili al giorno — pari a circa il 4% della domanda mondiale — nel prossimo anno.

Nel suo rapporto, l'OPEC ha inoltre confermato le previsioni di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2025 e il 2026 e ha sottolineato che l'economia mondiale rimane solida.

(Editing di Mark Potter, Kirsten Donovan)