I futures sugli indici azionari statunitensi sono rimasti per lo più invariati mercoledì, mentre gli investitori attendono la decisione di politica monetaria della Federal Reserve, ampiamente prevista per annunciare un taglio dei tassi d'interesse accompagnato da un commento restrittivo sul percorso dei futuri allentamenti.

L'attuale riunione della banca centrale è considerata una delle più divisive degli ultimi anni, poiché i responsabili politici cercano un delicato equilibrio tra la riduzione dei costi di finanziamento per sostenere il mercato del lavoro e la necessità di contenere una possibile nuova accelerazione dell'inflazione.

L'assenza prolungata di nuovi dati economici, conseguenza della recente chiusura del governo, insieme all'incertezza su chi guiderà la Federal Reserve il prossimo anno, complica ulteriormente le sfide dei policymaker.

Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca e sostenitore dei tagli dei tassi, è considerato il favorito per la guida della Fed.

Secondo il FedWatch Tool del CME, i trader attribuiscono una probabilità dell'89,9% che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse di 25 punti base alle ore 14:00 (ET), puntando anche su ulteriori allentamenti nel 2026.

Se la Fed opterà per un taglio dei tassi restrittivo, in cui il presidente Jerome Powell sottolineerà le persistenti preoccupazioni sull'inflazione e cercherà nuovamente di frenare le aspettative di ulteriori tagli il prossimo anno, i mercati potrebbero reagire in modo molto diverso rispetto a un taglio più accomodante, afferma Daniela Hathorn, senior market analyst di capital.com.

I timori legati all'inflazione hanno portato gli operatori di mercato a prezzare tassi d'interesse più elevati entro la fine del 2026 in Australia, Canada e Giappone.

Sotto la lente degli investitori anche il bilancio della Fed e i piani per l'acquisto di titoli a breve termine, al fine di garantire ampia liquidità al sistema bancario.

Alle 7:00 (ET), i futures Dow E-minis segnavano -30 punti (-0,06%), gli S&P 500 E-minis -4 punti (-0,06%) e i Nasdaq 100 E-minis -39,5 punti (-0,15%).

Le azioni statunitensi sono salite da fine novembre grazie alle aspettative di tassi più bassi, portando l'S&P 500 a meno dell'1% dal record storico. Anche il Russell 2000, indice dei titoli a piccola capitalizzazione, ha toccato un massimo storico, sovraperformando il resto di Wall Street in questo trimestre.

Il resto della settimana sarà probabilmente dominato dalle trimestrali dei principali attori dell'intelligenza artificiale, tra cui la software house Oracle e il produttore di chip Broadcom, i cui risultati sono attesi dopo la chiusura dei mercati.

Le preoccupazioni su una spesa aziendale alimentata dal debito, sulle complesse operazioni di M&A nel settore AI e sull'incertezza riguardo la monetizzazione di questa tecnologia dirompente hanno provocato vendite sia sui mercati azionari che su quelli obbligazionari negli ultimi mesi.

Mercoledì, le azioni del produttore di apparecchiature per l'energia GE Vernova sono salite del 9,2% dopo aver previsto ricavi più alti nel 2026, segnalando una forte domanda per le sue infrastrutture legate all'AI.

Il colosso del credito JPMorgan Chase si è stabilizzato dopo un calo di quasi il 5% nella seduta precedente, a seguito dell'annuncio di spese più elevate previste per il prossimo anno.

GameStop ha perso il 6,3% dopo aver annunciato ricavi del terzo trimestre inferiori alle attese.

La catena di ristorazione Cracker Barrel ha ceduto il 9,8% dopo aver rivisto al ribasso le previsioni di ricavi annuali.