14 aprile -
Cosa conta oggi sui mercati statunitensi e globali
Di Mike Dolan, Editor-at-Large, Finance and Markets
I mercati si aggrappano alla speranza di una svolta definitiva nei negoziati tra Stati Uniti e Iran; i prezzi del petrolio arretrano e le borse rimbalzano, nonostante l'entrata in vigore del blocco statunitense sui porti iraniani.
La timida ondata di vendite azionarie di lunedì mattina, poi rientrata, indica che l'impatto di ogni colpo di scena nel conflitto sembra affievolirsi. Gli investitori restano convinti che assisteremo presto a una significativa de-escalation e a uno sblocco delle forniture petrolifere.
Approfondirò questo e altro di seguito.
Ma prima, leggete il mio ultimo editoriale sul perché la svolta politica in Ungheria potrebbe avere pesanti implicazioni per gli asset dell'UE.
E ascoltate l'ultimo episodio del podcast quotidiano Morning Bid, in cui discuto del ritorno - quasi completo - dell'S&P 500 ai livelli pre-bellici.
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I MERCATI, STANCHI DELLA GUERRA, FILTRANO I RUMORI DI FONDO
Nonostante l'imposizione del blocco statunitense e i toni duri tra Washington e Teheran, i rapporti delle ultime 24 ore suggeriscono che il dialogo tra le parti prosegue e che i colloqui potrebbero riprendere questa settimana.
Ciò è bastato a riportare il greggio Brent e il WTI sotto i 100 dollari al barile. Il ripiegamento del petrolio ha contribuito a innescare un rally a Wall Street lunedì, con l'S&P 500 che ha chiuso in rialzo di circa l'1%, attestandosi su livelli superiori a quelli dell'inizio della guerra, oltre sei settimane fa.
Questo slancio è proseguito martedì, con gli indici azionari asiatici che hanno chiuso in positivo, le borse europee in rialzo e i futures di Wall Street in lieve crescita. L'indice del dollaro è sceso ai minimi da un mese e mezzo a causa del miglioramento del sentiment di rischio.
Sul fronte societario, la stagione delle trimestrali è nel vivo e i trader attendono oggi nuovi aggiornamenti dalle grandi banche statunitensi. Goldman Sachs, che ha pubblicato i risultati lunedì, ha registrato una battuta d'arresto nel trading di reddito fisso e valute durante il trimestre, trascinando al ribasso il titolo nonostante i risultati principali abbiano superato le stime.
JPMorgan, Citi e Wells Fargo saranno le prossime a presentare quella che si preannuncia come un'altra serie di risultati societari impressionanti, nonostante lo shock petrolifero di fine trimestre.
L'FMI, nel frattempo, avrà oggi l'ingrato compito di pubblicare le previsioni per l'economia mondiale per quest'anno. Sia il Fondo che la Banca Mondiale hanno già segnalato che taglieranno le proiezioni di crescita globale e alzeranno le stime sull'inflazione a causa della guerra.
Sul fronte macroeconomico statunitense, le vendite di case esistenti sono scese ai minimi di nove mesi a marzo, penalizzate da un mercato del lavoro debole e dal calo del potere d'acquisto e della ricchezza delle famiglie. Le prospettive per l'anno appaiono tutt'altro che brillanti, con i tassi ipotecari in aumento nel contesto della guerra in Iran.
Altrove, le esportazioni cinesi sono diminuite a marzo, poiché la guerra in Iran sembra aver ostacolato la domanda tecnologica legata all'IA. Le spedizioni verso l'estero sono cresciute solo del 2,5%, il minimo da cinque mesi, ben al di sotto del balzo del 21,8% registrato a febbraio. Gli economisti interpellati da Reuters avevano previsto una crescita dell'8,3%.
Grafico del giorno
Lunedì Goldman Sachs ha superato le aspettative sull'utile trimestrale, grazie alla solidità dell'attività di M&A e del trading azionario, ma le azioni della banca d'investimento statunitense sono scese del 2% a causa della debolezza nei mercati del reddito fisso, nel trading sui tassi d'interesse, nei mutui e nel credito. I ricavi della banca hanno comunque raggiunto i 17,2 miliardi di dollari, il totale trimestrale più alto dal record di 17,7 miliardi di dollari del primo trimestre del 2021.
Eventi da seguire oggi
* PPI USA di marzo (14:30 CEST)
* Asta di titoli di Stato USA a 12 mesi (17:30 CEST)
* Interventi di Michael Barr (Fed), Susan Collins (Fed Boston), Thomas Barkin (Fed Richmond) e Anna Paulson (Fed Philadelphia)
* Risultati societari USA: JPMorgan, Citigroup, Wells Fargo
* L'FMI pubblica l'ultimo World Economic Outlook (15:00 CEST)
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Le opinioni espresse sono quelle dell'autore. Esse non riflettono le posizioni di Reuters News che, in base ai Trust Principles, si impegna all'integrità, all'indipendenza e all'assenza di pregiudizi.



















