I produttori di vaccini hanno espresso preoccupazione per la decisione presa venerdì da un comitato consultivo statunitense di abbandonare la raccomandazione storica che prevede la somministrazione universale del vaccino contro l'epatite B a tutti i neonati alla nascita, un cambiamento che, secondo gli esperti di salute pubblica, rischia di compromettere decenni di progressi nel settore.

Merck, la cui Recombivax HB rappresenta da anni un pilastro del programma di immunizzazione infantile negli Stati Uniti, ha dichiarato di essere "profondamente preoccupata" per la decisione presa dall'Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) dei CDC, avvertendo che tale scelta "espone i neonati a rischi inutili di infezione cronica, cancro al fegato e persino morte".

L'azienda ha sottolineato che la dose universale alla nascita, introdotta nel 1991, ha portato a una riduzione del 99% dei casi acuti di epatite B tra bambini e giovani adulti, e ha sostenuto che non esistono prove che un ritardo nella somministrazione offra alcun beneficio. Esperti di malattie infettive, insieme a organizzazioni di pediatri, farmacisti e professionisti della salute pubblica, hanno criticato la decisione.

L'epatite B, che può essere trasmessa dalla madre al bambino durante il parto, può causare gravi malattie epatiche e morte precoce, e non esiste una cura. Secondo la National Foundation for Infectious Diseases, la dose universale alla nascita ha prevenuto oltre 500.000 infezioni infantili, ridotto i casi tra i neonati del 95% e evitato circa 90.100 decessi.

Molti membri del comitato, nominati dal Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., noto scettico sui vaccini, hanno criticato i dati sulla sicurezza del vaccino e affermato che il calendario vaccinale statunitense non è in linea con quello di altri paesi, in particolare la Danimarca, che presenta bassi tassi di epatite B.

GSK ha dichiarato di sostenere la scienza alla base del proprio vaccino e di attendere l'adozione formale della raccomandazione da parte dei CDC per valutare l'impatto della decisione.

Il vaccino Engerix-B di GSK è approvato dal 1989 e sono state somministrate 1,4 miliardi di dosi in tutto il mondo.

Dopo la votazione, le azioni di Merck e GSK sono scese di circa l'1% ciascuna. Le azioni di Sanofi quotate negli Stati Uniti, un altro produttore di vaccini contro l'epatite B, sono invece salite di circa lo 0,7%.

Il panel ora raccomanda che solo i neonati di madri risultate positive all'epatite B ricevano la dose alla nascita. Ai genitori dei neonati le cui madri risultano negative viene consigliato di decidere, in consultazione con un operatore sanitario, quando e se iniziare il ciclo vaccinale.

Merck ha invitato il comitato a reintegrare le organizzazioni di collegamento e i medici di prima linea nei propri gruppi di lavoro, definendo essenziali le discussioni guidate da esperti medici e scientifici per stilare raccomandazioni solide e basate sulle evidenze che tutelino la salute pubblica.