"E qui tanti possono capire..."

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 nov - Nel corso della storia dell'Istituto Europeo di Oncologia, "non ci si è mai fermati, abbiamo continuato a investire e, sottolineo, non abbiamo mai chiesto soldi a nessuno" perché "ci siamo sempre autofinanziati". A sottolinearlo è Carlo Buora, che ricopre da tempo il ruolo di vicepresidente dello Ieo ed in passato è stato manager apicale di Pirelli e Telecom Italia. Nel corso del taglio del nastro del nuovo edificio Ieo 3, Buora in un lungo discorso non ha nascosto quella che è la sua idea del futuro (e del passato) del centro d'eccellenza oncologico, fondato a suo tempo da Umberto Veronesi. Allo Ieo, ribadisce più volte il vicepresidente, "gli investimenti non sono mai mancati, anche quando c'era poca cassa. In media, si aggirano sui 14-15 milioni di euro all'anno, senza contare quelli straordinari". Un esempio è proprio il nuovo edificio Ieo 3, appena inaugurato, con una spesa che si aggira sui 40 milioni di euro. "Non abbiamo chiesto soldi al settore pubblico, che comunque ci ha aiutato con il Servizio sanitario nazionale" ma, allo stesso tempo, "non abbiamo chiesto nulla agli azionisti. Quelli che sono entrati nello Ieo sono sempre stati dei supporter dello Ieo ma noi dicevamo, "saranno supporter fin tanto che non gli chiediamo i soldi" e qui tanti possono capire...".

Parole che arrivano mentre nelle scorse settimane sono tornate indiscrezioni sul maxi-piano da 500 milioni di euro, elaborato a suo tempo dal Leonardo Del Vecchio, che ora starebbe riprendendo quota dopo il cambio di assetto di Mediobanca (tra i soci forti dello Ieo).

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