(Alliance News) - Lunedì, in apertura, i principali indici europei aprono in profondo rosso, in scia alle forti perdite registrate in Asia e appesantiti dal rialzo del petrolio.
Il balzo dei prezzi del petrolio sopra USD100 al barile e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno alimentando i timori di una crisi energetica globale con possibili ripercussioni su crescita e mercati finanziari.
"Gli investitori si sono svegliati con una crisi petrolifera. Potrebbe averci messo una settimana, ma i prezzi del petrolio hanno finalmente superato la soglia dei USD100 che tutti si aspettavano se Hormuz fosse stato chiuso", osserva l'analista di IG Chris Beauchamp, aggiungendo che il mercato si trova ora di fronte "alla crisi più grande dal Liberation Day e probabilmente dalla pandemia di Covid".
Le tensioni geopolitiche stanno già pesando sui mercati e aumentano il rischio macroeconomico.
"Ora stiamo guardando a una probabilità molto più elevata di una recessione negli USA e a livello globale mentre l'inflazione accelera", spiega Beauchamp, sottolineando che un eventuale rilascio coordinato delle riserve petrolifere potrebbe offrire solo un sollievo temporaneo, "una risposta limitata rispetto alla perdita di produzione causata dalla chiusura di Hormuz e dallo stop dell'output nella regione".
Sul fronte macroeconomico europeo, gli ordini alle fabbriche tedesche sono crollati dell'11% su base mensile a gennaio, molto peggio delle aspettative di mercato che prevedevano un calo del 4,3%, e dopo un aumento rivisto al ribasso del 6,5% nel mese precedente. I dati sono stati pubblicati lunedì dal Federal Statistical Office.
Il calo ha segnato la prima contrazione da agosto, determinata in gran parte dal crollo del 39% dei prodotti metallici lavorati, dopo che gli ordini consistenti del mese precedente avevano creato una base elevata.
Così, il FTSE Mib è in ribasso del 2,1% a 49.867,55, il Mid-Cap è in rosso del 2,1% a 54.976,12, lo Small-Cap cede l'1,6% a 34.056,17 mentre l'Italia Growth arretra dell'1,0% a 8.390,43.
Il FTSE 100 di Londra è in rosso dell'1,8%, il CAC 40 di Parigi cede il 2,6% così come il DAX 40 di Francoforte.
Tornando a Milano, sul listino a più alta capitalizzazione di Piazza Affari, si porta in vetta in apertura Nexi, avanti del 4,3% con oltre 6 milioni di azioni già scambiate.
Forza su Lottomatica, in rialzo dell'1,6% a EUR25,32. Goldman ha alzato il target price sul titolo a EUR29,00 da EUR27,50 con raccomandazione 'buy'.
Bene gli acquisti su Eni, in verde dello 0,3% con oltre 2 milioni di azioni passate di mano.
Intesa Sanpaolo e UniCredit, i titoli con i maggiori scambi per controvalore, cedono rispettivamente il 3,4% e il 3,8%.
FinecoBank - giù del 2,1% - ha comunicato venerdì di aver acquistato 6.000 azioni ordinarie proprie il 4 marzo, chiudendo così il piano di buyback a servizio del sistema incentivante PFA. Le azioni sono state rilevate per un controvalore complessivo di EUR117.420.
Brunello Cucinelli apre gli scambi in ribasso del 2,9% a EUR72,98. Bernstein ha tagliato il target price a EUR108,00 da EUR121,00 con titolo 'outperform'.
Tra gli altri ribassisti, Banca Monte dei Paschi di Siena cede il 3,8%, mentre Mediobanca arretra del 4,0%.
Sul fondo del principale listino si siede in avvio Prysmian che tratta in calo dello 4,8% a EUR94,30 per azione. Goldman ha alzato il target price sul titolo a EUR110,00 da EUR105,00 con raccomandazione 'buy'.
Sul Mid-Cap, Alerion sale dell'1,6% a EUR18,90, distinguendosi come unico titolo in verde del paniere.
Il board di Anima Holding - in ribasso del 2,2% - ha approvato i dati di raccolta relativi a febbraio 2026, mese che si è chiuso con una raccolta netta negativa per EUR560 milioni nel risparmio gestito.
Nel dettaglio, la raccolta di risparmio gestito al netto delle deleghe assicurative di ramo I è risultata pari a meno EUR67 milioni nel mese. Dall'inizio dell'anno il saldo è negativo per EUR240 milioni. Le masse complessive in gestione del gruppo si attestano a EUR214,6 miliardi a fine febbraio, che salgono a EUR216,0 miliardi includendo anche il risparmio amministrato.
Tra i titoli sul fondo del listino cadetto, Interpump Group è in rosso del 3,1%, segnando la terza seduta consecutiva con candela ribassista.
Vendite per MAIRE che cede il 4,0% a EUR13,20 per azione.
Sullo Small-Cap, in avvio fa meglio di tutti Italian Sea Group - su del 5,6% - che lunedì ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha cooptato Pietro Smeriglio come nuovo membro del board, attribuendogli anche la qualifica di datore di lavoro ai sensi della normativa sulla sicurezza. Il consiglio ha inoltre deliberato di richiedere a Borsa Italiana l'esclusione volontaria dal segmento STAR per semplificare e ottimizzare le attività aziendali e le risorse disponibili, con l'obiettivo di aumentare la flessibilità operativa e concentrarsi sulla gestione della situazione finanziaria.
Dall'altro lato del listino Italian Exhibition Group lascia il 12% sul parterre.
Borsa Italiana ha comunicato venerdì che, da lunedì, e fino a successivo provvedimento, sulle azioni ordinarie OPS Italia - flat a EUR0,07 - non sarà consentita l'immissione di ordini senza limite di prezzo.
Fra le PMI, ICOP è il titolo con i maggiori scambi per controvalore e cede il 2,4%.
CrowdFundMe - non ancora interessata da scambi - lunedì ha fatto sapere di aver approvato l'operazione di reverse take-over avente a oggetto la fusione per incorporazione di Smart4Tech e di WeAreStarting nella società.
E-Globe - flat a EUR0,64 - ha fatto sapere di aver chiuso il 2025, secondo i risultati preliminari, con un valore della produzione pari a EUR33 milioni circa, mentre l'Ebitda è pari a circa EUR700.000. L'indebitamento finanziario netto si attesta a EUR4,2 milioni.
Talea Group ha comunicato venerdì che i soci hanno nominato il nuovo consiglio d'amministrazione, di cui faranno parte tre membri. Il presidente sarà Riccardo Iacometti, il vice Marco Di Filippo mentre l'unico indipendente sarà Marco Guidi.
A New York, venerdì, il Dow Jones ha chiuso in rosso dell'1,0%, l'S&P 500 ha ceduto l'1,3, mentre il Nasdaq ha perso l'1,6%.
Fra le piazze asiatiche, il Nikkei ha chiuso in ribasso del 5,2%, lo Shanghai Composite ha terminato in rosso dello 0,7%, mentre l'Hang Seng ha ceduto l'1,4%.
Sul fronte valutario, come detto in apertura, l'euro passa di mano a USD1,1518 da USD1,1601 di venerdì in chiusura azionaria europea, mentre la sterlina scambia a USD1,3307 da USD1,3394 di venerdì sera.
Tra le commodity, il Brent scambia a USD106,60 al barile da USD90,83 al barile di venerdì sera, mentre l'oro vale USD5.104,74 l'oncia da USD5.147,68 l'oncia di venerdì sera.
Il calendario macroeconomico e societario di lunedì prevede dagli USA, alle 1600 CET, il dato sulle aspettative di inflazione dei consumatori mentre alle 1630 CET è in programma un'asta dei buoni del Tesoro a tre e sei mesi.
Nel calendario societario di Piazza Affari, sono attesi i conti di Caltagirone Editore, CIR, Digital Bros, Sanlorenzo e Valsoia.
Di Antonio Di Giorgio, Alliance News reporter
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