Il Dipartimento del Lavoro ha dichiarato che l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,6% il mese scorso, in linea con le stime degli economisti intervistati da Reuters, dopo il balzo dello 0,9% registrato a marzo.
Nei 12 mesi terminanti ad aprile, il CPI è avanzato del 3,8%, segnando il più grande incremento su base annua dal maggio 2023 e superando leggermente le previsioni del 3,7%, a seguito del rialzo del 3,3% di marzo.
'Questo è il primo rapporto sull'inflazione in cui vediamo i prezzi al consumo direttamente influenzati... quanto a lungo i prezzi del petrolio rimarranno alti? Saranno vischiosi? Finche' non vedremo scendere le quotazioni del greggio, l'inflazione sarà destinata a restare', ha affermato Adam Sarhan, amministratore delegato di 50 Park Investments a New York.
'Questa è una preoccupazione per il mercato e, cosa più importante, per la Fed.'
L'indice del dollaro, che misura la valuta statunitense rispetto a un paniere di divise, è salito dello 0,4% a 98,36, avviandosi verso il maggior guadagno percentuale giornaliero dal 2 aprile, con l'euro in calo dello 0,42% a 1,1732 dollari.
I mercati hanno ampiamente scontato qualsiasi possibilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve per quest'anno, mentre le aspettative per un rialzo di almeno 25 punti base nella riunione di dicembre della banca centrale sono salite al 36% dal 23,6% della sessione precedente, secondo il FedWatch Tool di CME.
Kevin Warsh, scelto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump come prossimo presidente della Fed, è stato confermato dal Senato statunitense per un mandato di 14 anni come governatore della Federal Reserve; il Senato ha inoltre approvato l'inizio di un conto alla rovescia di 30 ore che consentirà il voto per confermare Warsh per un mandato quadriennale simultaneo come presidente già mercoledì.
TRUMP: L'ACCORDO CON L'IRAN E' 'APPESO A UN FILO'
Dopo un forte rialzo a marzo con l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, il dollaro aveva ripiegato ad aprile sull'ottimismo per il possibile raggiungimento di un accordo per porre fine al conflitto.
Le speranze di un accordo di pace sull'Iran sono tuttavia svanite martedì, dopo che Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco con l'Iran è 'appeso a un filo', poiche' Teheran ha respinto una proposta statunitense per porre fine al conflitto, rimanendo ferma su una lista di richieste che il presidente degli Stati Uniti ha definito 'spazzatura'.
Il greggio statunitense è salito del 4,17% a 102,08 dollari al barile e il Brent è salito a 107,84 dollari al barile, in rialzo del 3,48%, poiche' l'ultimo stallo ha alimentato i timori sull'offerta.
IL GIAPPONE SI MUOVE PER SOSTENERE LO YEN
Contro lo yen, il dollaro si è rafforzato dello 0,33% a 157,66. La valuta giapponese era balzata improvvisamente all'inizio di martedì, alimentando speculazioni su un 'rate check', operazione che spesso funge da precursore di un intervento valutario.
Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti e il Giappone ritengono che l'eccessiva volatilità nel mercato valutario sia indesiderabile, commenti interpretati come un sostegno al recente round di interventi di Tokyo per sostenere lo yen.
Il Giappone è intervenuto per sostenere la valuta due settimane fa, secondo quanto riferito a Reuters da due fonti vicine alla questione.
La sterlina si è indebolita dello 0,62% a 1,3523 dollari dopo aver toccato 1,3498, il livello più basso dal 30 aprile, mentre il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha sfidato le richieste di dimissioni, dicendo ai ministri che avrebbe continuato a governare nonostante 48 ore 'destabilizzanti' di crescenti pressioni per fissare un calendario per la sua partenza dopo la sconfitta alle elezioni locali.
Kit Juckes, macro strategist di Societe Generale, ha affermato in una nota di ritenere che gran parte delle notizie negative sia già scontata dai prezzi 'e la sterlina potrebbe alla fine offrire un'opportunità di acquisto', ma 'la combinazione del Regno Unito tra inflazione vischiosa e crescita debole è, tuttavia, una ricetta per il proseguimento del declino a lungo termine della sterlina'.
Il dollaro è salito dello 0,03% a 6,793 contro lo yuan cinese offshore in vista dei colloqui tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping a Pechino questa settimana, dopo aver raggiunto 6,7885, il livello più forte dal febbraio 2023.
Mitul Kotecha, responsabile della strategia FX e tassi per l'Asia di Barclays, ha indicato in una nota che la banca si aspetta che lo yuan 'continui a gravitare intorno a 6,80 nel breve termine, con rischi di rafforzamento' rispetto al biglietto verde, mentre uno yuan stabile o leggermente più forte 'sarebbe utile per spianare la strada verso le discussioni tra i due paesi'.
Trump ha dichiarato lunedì che discuterà il tema delle vendite di armi a Taiwan e il caso del magnate dei media detenuto Jimmy Lai, e affronterà anche il tema del sostegno di Washington alla difesa di Taiwan.



















