Lovaglio, 70 anni, lo scorso anno ha guidato Monte dei Paschi (MPS) nell'acquisizione della rivale più grande Mediobanca, mentre il settore bancario italiano era attraversato da un'ondata di consolidamenti.
L'operazione ha rafforzato l'influenza di due investitori chiave nella finanza italiana: l'imprenditore edile Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio. Sono i due maggiori investitori di MPS e detengono entrambi partecipazioni anche nella più grande compagnia assicurativa italiana, Generali, insieme a Mediobanca.
Con MPS ora posizionata al centro del sistema finanziario italiano, secondo i banchieri le decisioni sulla sua leadership saranno determinanti per il futuro del settore.
Lovaglio è in cerca di un nuovo mandato dal consiglio di amministrazione di MPS ad aprile, ma diverse fonti a conoscenza della questione hanno riferito a Reuters negli ultimi mesi che si trova ad affrontare delle sfide, complicate dall'indagine della procura di Milano sull'operazione Mediobanca.
MPS ha espresso piena fiducia nell'AD, che è sotto inchiesta insieme a Caltagirone e al presidente di Delfin, Francesco Milleri, per una presunta intesa occulta volta a prendere il controllo di Mediobanca e Generali tramite MPS.
Tutti e tre hanno negato qualsiasi illecito e finora l'autorità di vigilanza sui mercati italiana ha escluso l'esistenza di un accordo non dichiarato.
Il Gruppo Caltagirone, commentando venerdì un articolo del Financial Times su un presunto scontro tra l'AD di MPS e Caltagirone, ha affermato che un dibattito interno su un piano strategico richiesto dalle autorità di vigilanza e sul rinnovo del consiglio non deve essere interpretato come espressione del ruolo di un grande azionista.
"Collegare questa discussione in consiglio al ruolo di un grande azionista, o alla partecipazione di Mediobanca in Generali, è una lettura opportunistica", ha dichiarato il gruppo.
Venerdì Delfin ha espresso il proprio sostegno a Lovaglio, affermando di supportare la gestione della banca e di non essere al momento in trattative per vendere la propria quota in MPS.
Delfin possiede il 17,5% di MPS, Caltagirone il 10,3%. Sono entrati nel capitale dopo che l'Italia, che aveva salvato MPS nel 2017 acquisendo una quota del 68%, ha ridotto la propria partecipazione a meno del 5%.
Dopo la riduzione della quota da parte del Tesoro, MPS ha sostituito cinque amministratori, nominando tra i nuovi membri del consiglio il figlio di Caltagirone, Alessandro, ed Elena De Simone, consigliera di Caltagirone SpA. (Segnalazione di Valentina Za e Giuseppe Fonte. Editing di Jane Merriman)




















