Il Tesoro italiano è favorevole alla riconferma di Luigi Lovaglio come amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (MPS), hanno riferito lunedì due fonti a conoscenza della questione, in un momento cruciale per la banca toscana salvata dallo Stato.

Dopo aver guidato l'istituto dal 2022 attraverso una ristrutturazione culminata lo scorso anno con l'acquisizione del concorrente più grande Mediobanca, Lovaglio, 70 anni, è in cerca di un nuovo mandato dal consiglio di amministrazione di MPS ad aprile.

La sua riconferma incontra degli ostacoli. Il consiglio sta ancora discutendo su chi proporre come candidato alla carica di amministratore delegato, tra disaccordi tra gli azionisti e mentre è in corso un'indagine giudiziaria sull'operazione Mediobanca.

Chiedendo di restare anonime per la sensibilità della questione, le fonti hanno affermato che finora il Tesoro ha sostenuto la strategia di Lovaglio per la banca e desidera che MPS prosegua lungo l'attuale percorso. 

POSIZIONE DEL GOVERNO SU LOVAGLIO DECISIVA NONOSTANTE LA PICCOLA PARTECIPAZIONE

Il Tesoro italiano, che detiene una partecipazione residua del 4,9% in MPS, non appoggerebbe alcuna lista di candidati al consiglio con un amministratore delegato alternativo, hanno aggiunto le fonti, precisando che Roma sarebbe favorevole alla nomina di alcuni nuovi consiglieri.

Con il settore finanziario nazionale ancora in evoluzione, la posizione del governo ha un peso che va oltre la reale entità della sua partecipazione azionaria.

Nella riprivatizzazione di MPS dopo il salvataggio del 2017, l'Italia ha coinvolto come investitori chiave Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, e il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone.

Delfin venerdì ha espresso il proprio sostegno a Lovaglio, dichiarando di sostenere il management della banca. Caltagirone, invece, non ha manifestato il suo appoggio all'AD e, secondo fonti, nutre dubbi sul fatto che Lovaglio sia la scelta migliore per il futuro.

Caltagirone venerdì ha negato qualsiasi scontro diretto con Lovaglio, attribuendo l'incertezza sul futuro dell'AD a un dibattito interno al consiglio.

Con l'acquisizione di Mediobanca, principale azionista della più grande compagnia assicurativa italiana Generali insieme a Delfin e Caltagirone, MPS si è posizionata al centro del sistema finanziario del Paese.

Le decisioni sulla leadership della banca sono considerate determinanti per delineare il futuro del settore.

Reuters ha riferito a novembre che Roma punta ancora su un piano di lunga data per combinare MPS con la rivale Banco BPM.

Secondo i banchieri, è attesa un'ulteriore fase di consolidamento nel settore finanziario italiano dopo una serie di fusioni avvenute lo scorso anno, con Generali vista come perno centrale di ogni possibile riorganizzazione del mercato.

A dicembre, l'assicuratore ha abbandonato un accordo di gestione patrimoniale con la francese BPCE dopo le forti critiche del governo italiano e dei principali azionisti Caltagirone e Delfin.

Lovaglio, che ha definito la fusione con Mediobanca una combinazione innovativa tra due istituti profondamente diversi, sta lavorando a una strategia per il gruppo che dovrà essere presentata alla Banca Centrale Europea entro sei mesi dall'operazione.