(Alliance News) - Proseguono in rosso, per le maggiori piazze europee, le contrattazioni di giovedì. Da un lato i rischi geopolitici non paiono affievolirsi, con la "tregua fragile" siglata tra Iran, Israele e USA; dall'altro le minacce di Trump alla NATO per un mancato intervento su Teheran svelano lo spettro di una crisi più profonda.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che l'UE dovrebbe valutare la possibilità di sospendere temporaneamente le sue rigide regole di spesa qualora la guerra con l'Iran e il conseguente shock energetico dovessero aggravarsi.
Il tutto, mentre in Spagna e in Germania cala la produzione industriale del mese di febbraio.
Così, il MIB prosegue in ribasso dello 0,2% a 46.978,54 punti, il Mid-Cap dello 0,6% a 56.414,22, lo Small-Cap dello 0,5% a 33.792,03 e l'Italia Growth invece va in positivo dello 0,2% a 8.552,51 punti.
Col segno meno anche le altre piazze: il CAC 40 dello 0,8%, il DAX 40 dell'1,2% e il FTSE 100 di Londra dello 0,1%.
A Piazza Affari, si gioca su più fronti la partita per la nuova governance di Leonardo, in rosso per l'1,2% a EUR56,95 ad azione. Le nomine restano il principale obiettivo. Secondo i rumors, infatti, Giovanbattista Fazzolari avrebbe sondato la disponibilità di Lorenzo Mariani, amministratore delegato di MDBA.
L'altro nome sul tavolo sarebbe quello di Gian Piero Cutillo, manager director della divisione elicotteri di Leonardo, ritenuto vicino al ministro dell'economia, Giancarlo Giorgetti, e al ministro della difesa, Guido Crosetto.
La fusione tra Saipem e Subsea7, da cui nascerà il colosso Saipem7 con ricavi per EUR21 miliardi, sembra procedere spedita verso il via libera. Secondo un report di Barclays, i timori dell'Antitrust brasiliana sarebbero meno rigidi del previsto. Il titolo di Saipem registra un rialzo del 2,3%.
Hera - che raccoglie lo 0,5% - raddoppia la centrale geotermica di Ferrara, con un investimento di EUR50 milioni. Il progetto, sostenuto dal PNRR, punta a portare la potenza termica a 32 MW entro l'agosto 2026.
La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino allarma la Regione Lazio, che ha accolto con urgenza l'appello dei sindacati che osservano con preoccupazione l'indotto al collasso e 45 licenziamenti già avviati nella logistica. Stellantis si muove con una flessione dell'1,5%.
Italgas - in attivo dell'1,9% - ha sottoscritto con un pool di banche italiane e internazionali una nuova linea di credito revolving sustainability linked da EUR900 milioni con durata massima di cinque anni. Inoltre, la società ha comunicato giovedì di aver lanciato una nuova emissione obbligazionaria a tasso fisso con scadenza a sei anni.
Eni, titolo più scambiato per controvalore con volumi per EUR102,1 milioni, si muove in territorio positivo per l'1,2%, mentre Amplifon, tra i peggiori performer in partenza, registra vendite per il 2,1%.
Le utility prendono la vetta con A2A allo 0,9% e Terna all'1,4%. Moncler guadagna il fondo del paniere con vendite per il 2,5%.
Sul Mid-Cap, Webuild - che cede l'1,2% - ha comunicato che Lane, controllata statunitense di Webuild, si è aggiudicata il contratto "Moving I-4 Forward – Project 2" da USD582 milioni per la progettazione e la costruzione di un tratto chiave del più ampio programma di ammodernamento della Interstate-4, contribuendo a potenziare la connettività in Florida.
I dati di Goldenpoint confermano l'efficacia di OVS - in calo dello 0,8% - nel comparto moda, core business del gruppo di Stefano Beraldo, che include Piombo, Stefanel e Les Copains. L'operazione Kasanova è stata invece archiviata.
Tinexta - con acquisti per lo 0,1% - ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha avviato le attività propedeutiche alla fusione per incorporazione della società in Zinc BidCo, operazione funzionale al delisting.
Prosegue tonica Comer Industries con il 6,3% a EUR43,90 ad azione. NewPrinces scivola in fondo al listino con il 4,1% a EUR17,20 ad azione.
Sullo Small-Cap, OPS eCom - che raccoglie il 30% - ha fatto sapere che il consiglio di amministrazione ha modificato l'assetto manageriale della società, una mossa finalizzata al percorso di rilancio di OPS eCom e a favorire un riposizionamento strategico.
Nello specifico, il cda ha nominato il presidente Cosimo Saracino quale nuovo amministratore delegato, al posto di Ciro Di Meglio che ha rinunciato alla carica mantenendo quella di consigliere non esecutivo.
The Italian Sea Group prosegue gli scambi con il segno meno per il 2,8% a EUR12,25 ad azione, mentre Bastogi guadagna il 2,4% a EUR1,30 ad azione.
Tra le PMI, eVISO - in verde per lo 0,5% - ha annunciato la costituzione in Spagna della società EVISO LUZ Y GAS SA, con sede in Galizia e capitale sociale pari a EUR60.000, segnando l'avvio operativo della propria espansione nel mercato iberico.
Cyberoo, in flessione dello 0,5%, ha sottoscritto con V-Valley, società del gruppo Esprinet Spa e leader in Italia e Spagna nella distribuzione di advanced solutions, un accordo strategico volto a rafforzare la presenza delle soluzioni Cyberoo sul mercato italiano e ad accelerarne la diffusione attraverso il canale.
Franchetti, non interessato da scambi, ha reso noto giovedì il rafforzamento del proprio posizionamento in Brasile attraverso il signing per l'acquisizione della maggioranza del gruppo ECR, che, si legge in una nota "si inserisce in continuità con il percorso di sviluppo già avviato dal gruppo nel Paese".
High Quality Food - con vendite per il 3,6% - ha reso noto mercoledì l'ingresso di Lorenzo Uleri nel ruolo di direttore commerciale, a partire dall'1 aprile.
Il board di Poligrafici Printing, flat a EUR0,474, ha approvato i conti evidenziando un utile netto consolidato pari a EUR913.000, in crescita rispetto a EUR791.000 dell'esercizio precedente. Il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo pari a EUR0,016 per azione rispetto a EUR0,0075 dello scorso anno.
A New York, ieri sera, il Dow è avanzato del 2,9% a 47.909,92 punti, il Nasdaq è salito del 2,9% a 24.903,17, mentre l'S&P 500 ha fatto un passo avanti del 2,5% a 6.782,81.
Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1675 da USD1,1690 di mercoledì sera, mentre la sterlina scambia a USD1,3404 da USD1,3439 di ieri sera.
Tra le commodity, il Brent scambia a USD97,99 al barile da USD94,94 al barile di ieri sera, mentre l'oro vale USD4,730,10 l'oncia da USD4.755,50 l'oncia di mercoledì sera.
Sul calendario macroeconomico di giovedì, alle 1430 CEST, dagli USA, spazio alle richieste iniziali di disoccupazione e all'indice PCE, mentre alle 2230 CEST sarà la volta della pubblicazione del bilancio della Federal Reserve.
Di Michele Cirulli, Alliance News reporter
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