(Alliance News) - Come scrive Milano Finanza mercoledì, potrebbe riaprirsi a breve l'attività istruttoria dei magistrati di Milano nell'inchiesta MPS-Mediobanca che vede indagati per presunta manipolazione del mercato e ostacolo alla vigilanza Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente di Delfin ed EssilorLuxottica Francesco Milleri e l'Ad di Montepaschi Luigi Lovaglio.
I magistrati ipotizzano un accordo tra più soggetti nella privatizzazione di MPS e nel tentativo di scalata a Mediobanca, con l'obiettivo finale di influenzare Generali.
È ormai in fase conclusiva l'analisi dei dispositivi sequestrati a novembre, inclusi quelli degli indagati, e la prossima tappa potrebbe essere l'audizione dei protagonisti e di alcuni testimoni per rafforzare il quadro probatorio.
L'inchiesta, coordinata dai pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, era partita nel febbraio 2025 dopo un esposto di Mediobanca. Dopo una prima fase di attesa legata alle assemblee chiave delle due banche, a novembre c'è stata un'accelerazione con perquisizioni e sequestri, legati a un presunto accordo tra Caltagirone e Delfin risalente al 2019.
I tempi si sono allungati per questioni tecniche e legali, tra cui ricorsi, difficoltà nell'estrazione dei dati e la necessità di selezionare le informazioni tramite parole chiave. Resta da analizzare il telefono dell'ex dirigente del Tesoro Marcello Sala: i pm hanno chiesto al Parlamento l'autorizzazione a verificare eventuali comunicazioni con esponenti politici.
Proprio queste chat potrebbero chiarire il ruolo del Ministero dell'Economia nella vendita di una quota di MPS nel 2024, operazione ritenuta dagli inquirenti favorevole ai promotori della scalata a Mediobanca.
Di Chiara Bruschi, Alliance News reporter
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