Da tre anni, il rally delle azioni americane è trainato da alcune large cap, che traggono vantaggio dal tema dell'IA.

Nel frattempo, le società a bassa capitalizzazione stanno faticando di più. L'indice delle small cap americane, il Russell 2000, è molto meno esposto al settore tecnologico.

In tre anni, il divario di performance è raddoppiato: +39% per il Russell 2000 contro il 70% per l'S&P500.

Fonte: MarketScreener

La leadership delle grandi capitalizzazioni non è una novità. Negli ultimi dieci anni, il Russell 2000 ha sovraperformato l'S&P500 solo due volte (nel 2016 e nel 2020).

Un divario di performancegiustificato: storicamente, le small cap sovraperformano perché le piccole imprese registrano una crescita maggiore rispetto alle società più grandi, i cui business sono più maturi.

Ma da tre anni sono proprio i 7 Magnifici a trainare la crescita degli utili, mentre il 40% delle società dell'indice Russell 2000 non registra utili. Le small cap, più indebitate, sono state penalizzate in particolare dall'aumento dei tassi.

Recentemente, le prospettive di un calo dei tassi e la correzione dei valori dell'IA hanno permesso al Russell 2000 di recuperare un po' del suo ritardo e di raggiungere quasi la parità con l'S&P500 nel 2025.

In un momento in cui tutti guardano al 2026, la domanda che ora sorge spontanea è se il prossimo anno il Russell potrà sovraperformare l'S&P 500.

Il contesto macroeconomico sembra comunque favorevole: i tagli dei tassi da parte della Fed (tre nel 2025 e forse uno o due nel 2026) dovrebbero produrre i loro effetti nel 2026 e aiutare le imprese. Sul piano fiscale, il piano di riduzione delle imposte approvato dal Congresso quest'estate sarà di sostegno.

Pertanto, prendendo come riferimento le proiezioni economiche della Fed, la crescita statunitense dovrebbe accelerare nuovamente il prossimo anno, passando dall'1,7% nel 2025 al 2,3% nel 2026.

I titoli del Russell ne trarranno vantaggio tanto più che sono più esposti al mercato statunitense rispetto ai titoli di L'S&P 500.

Gli analisti prevedono una crescita del 35% in ciascuno dei prossimi due anni per le società dell'indice Russell 2000, contro il 14% per quelle dell'indice L'S&P500. Il tutto con una valutazione superiore del 5% rispetto a quella dell'indice L'S&P 500, contro un premio storico del 15%.