ROMA, 17 dicembre (Reuters) - Il 2025 si chiuderà con una crescita dello 0,6%, leggermente rivista al rialzo rispetto allo 0,5% di settembre, secondo le stime di Prometeia, in linea con il 2024 ma inferiore alla media dell'Eurozona.

Lo si legge nel report trimestrale diffuso dall'istituto di ricerca economica oggi.

"Dopo il rimbalzo post-Covid sostenuto dal forte impulso fiscale, l'Italia torna nei ranghi, nonostante il PNRR a sostegno", afferma lo studio. "Senza di esso, nel biennio 2024-25 l'economia sarebbe rimasta sostanzialmente ferma".

Nel periodo di previsione, la crescita, dopo il picco del 2026 a +0,7%, si stabilizzerà attorno a +0,5%.

Le stime sono sostanzialmente in linea con quelle governative - +0,5% quest'anno e +0,7% per il prossimo - e con quelle di altri previsori tra cui Istat, che è marginalmente più pessimista sul 2025 (+0,5%) e più ottimista sul 2026 (+0,8%).

Quanto ai conti pubblici, secondo Prometeia, restano ordinati ma sotto pressione, e difettano di "sguardo lungo".

La legge di bilancio 2026-2028 conferma un'impostazione prudente, in linea con il Piano Fiscale-Strutturale 2024. Per il 2026 il deficit è previsto al 2,8% del Pil, con spazi leggermente più espansivi per il biennio successivo.

"Non è ancora contabilizzato l'aumento della spesa militare fino a 0,5 punti di Pil entro il 2028, che richiederà risorse aggiuntive", osserva ancora l'istituto, sottolineando che il pacchetto di bilancio 2026 - che mobilita circa 18 miliardi di euro di misure lorde, principalmente sulla spesa - avrà un impatto macroeconomico modesto l'anno prossimo e solo leggermente positivo negli anni successivi.

Da ultimo, Prometeia invita a "sfruttare" l'attuale "luna di miele" dei mercati con Roma - lo spread con in Bund vale 65 centesimi, sui minimi da almeno 16 anni - per avviare le riforme strutturali necessarie in un contesto internazionale cambiato, prima che l'effetto del PNRR svanisca, con la priorità assoluta di aumentare la produttività.

(Valentina Consiglio, editing Stefano Bernabei)