Jefferies diffonde un'analisi tematica dedicata al crypto brokerage in Italia e, contestualmente, aggiorna le valutazioni sui principali wealth manager quotati.
FinecoBank viene confermata con raccomandazione 'buy' e target price fissato a EUR26,00, in aumento rispetto a EUR21,50, mentre per Banca Mediolanum e Banca Generali il giudizio resta 'hold', con prezzi obiettivo portati rispettivamente a EUR20,40 da EUR15,90 e a EUR61,00 da EUR44,70.
Le revisioni derivano da stime di utile per azione più elevate e da ipotesi di costo del capitale più contenute, in un contesto di prospettive migliorate per margine di interesse e commissioni.
Nel report intitolato "Unlocking Crypto – A New Growth Engine for Fineco", firmato da Marco Nicolai, Andrew Moss, Joseph Dickerson, Jonathan Pierce, Inigo Vega, Alexander Demetriou, Miruna Chirea, Theo Massing e Priya Rathod, gli analisti esaminano in dettaglio il potenziale del crypto brokerage come nuovo driver di crescita per FinecoBank.
Secondo Jefferies, la banca appare la prima realtà tradizionale italiana pronta a offrire ai clienti il trading spot diretto di token digitali, una volta completato l'iter autorizzativo. Questa iniziativa potrebbe sostenere l'utile per azione fino al 3% entro il 2029 e rafforzare il posizionamento competitivo del gruppo rispetto ai challenger digitali, con ricavi stimati tra il 3% e l'8% sopra il consenso nel 2027 e nel 2028.
L'ingresso nel crypto brokerage viene interpretato non solo come una leva tattica sugli utili, ma come un passaggio strategico verso l'evoluzione della finanza tokenizzata. Richiamando una precedente analisi sugli asset digitali, gli esperti sottolineano che "ci aspettiamo che mercati dei capitali, pagamenti, catene di fornitura e altro migrino dai sistemi tradizionali verso infrastrutture blockchain, rimodellando il modo in cui il valore viene trasferito, regolato e conservato a livello globale".
In questo quadro, FinecoBank risulta ben posizionata grazie a una quota di circa il 10% dei volumi di trading azionario in Italia e a una base di circa 1,8 milioni di clienti, con EUR155 miliardi di asset sulla piattaforma.
Sul piano quantitativo, nello scenario base Jefferies ipotizza che circa il 2% degli asset in custodia venga investito in token digitali entro il 2029, generando volumi di trading per circa EUR5 miliardi.
Con un margine stimato di 40 punti base, l'impatto sarebbe pari a circa EUR20 milioni di ricavi aggiuntivi e a un incremento dell'EPS dell'1,5%. In uno scenario più favorevole, con una penetrazione al 4%, il contributo all'EPS salirebbe intorno al 3%, mentre nello scenario più prudente resterebbe vicino all'1%.
Gli analisti richiamano l'esperienza di Swissquote come esempio di come il crypto brokerage possa diventare un contributore rilevante ai ricavi di un intermediario, pur riconoscendo che il mercato italiano presenta condizioni meno favorevoli rispetto a quello svizzero, anche per motivi fiscali.
Sul fronte regolamentare, Jefferies ricorda che Fineco è in dialogo con le autorità per ottenere lo status di CASP ai sensi del regolamento MiCAR.
Il vice direttore generale Paolo Di Grazia, durante una call con gli analisti, ha affermato: "stiamo discutendo con i regolatori per ottenere il permesso di iniziare a offrire crypto sulla nostra piattaforma. Vediamo molto interesse tra i nostri clienti, ma non sappiamo ancora quando esattamente, perché prima dobbiamo chiarire tutto con le autorità".
Considerando le tempistiche procedurali e l'assenza, a fine 2025, di autorizzazioni CASP rilasciate in Italia, Jefferies ritiene comunque plausibile un via libera nel corso del 2026.
L'aggiornamento del report include anche una revisione delle stime e delle valutazioni per Banca Mediolanum e Banca Generali.
Su Banca Mediolanum, Jefferies ha aumentato le previsioni di EPS in media del 12%, riflettendo soprattutto stime più elevate sui ricavi commissionali, sostenute da masse in gestione più consistenti, e un quadro più favorevole per il margine di interesse.
L'evoluzione trimestrale del NII è risultata più solida del previsto e le ipotesi sui tassi sono state riviste a 200 punti base dai 180 precedenti. A ciò si aggiunge una riduzione del costo del capitale al 10,5% dall'11,0%, che ha contribuito all'aumento del target price a EUR20,40.
Pur a fronte di una dinamica degli utili più robusta, Jefferies ritiene il profilo rischio-rendimento sostanzialmente equilibrato ai livelli correnti, confermando la raccomandazione hold.
Nel dettaglio, le nuove stime su Banca Mediolanum indicano una crescita significativa del margine di interesse e delle commissioni nette, con costi operativi rivisti leggermente al ribasso, mantenendo una traiettoria coerente con un modello di business fortemente orientato alla raccolta gestita e alla consulenza finanziaria.
Per Banca Generali, Jefferies segnala un aumento medio delle stime di EPS di circa il 7%, legato a ipotesi più costruttive sui ricavi commissionali e a un miglioramento delle assunzioni sul costo del capitale. Il titolo continua a trattare a multipli elevati rispetto alla media del settore, riflettendo una redditività strutturalmente superiore, con un ROTE atteso su livelli particolarmente robusti anche nel medio termine.
Nel confronto valutativo, Banca Generali presenta multipli P/E e P/TNAV più alti rispetto a Banca Mediolanum.
Nel complesso, Jefferies conclude che FinecoBank, Banca Mediolanum e Banca Generali mostrano profili di business distinti ma complementari. Fineco emerge come la storia di crescita più orientata all'innovazione e al brokerage, con l'opzione crypto che aggiunge un ulteriore driver strutturale di EPS.
Banca Mediolanum resta più esposta alla dinamica delle masse in gestione e alla leva dei tassi sul margine di interesse, mentre Banca Generali continua a distinguersi per redditività e qualità delle commissioni.
Giovedì mattina, FinecoBank avanza dell'1,2% a EUR22,30 per azione, Banca Mediolanum guadagna il 2,6% a EUR19,57 e Banca Generali sale dell'1,8% a EUR56,70.

















