Wall Street ha chiuso in ribasso giovedì, con l'aumento del prezzo del petrolio che ha riacceso i timori legati all'inflazione e alle prospettive di allentamento monetario da parte della Fed. Il Dow Jones ha ceduto l'1,61% mentre il Nasdaq ha perso lo 0,26%.

L'estensione del conflitto in Medio Oriente ha riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza dello stretto di Ormuz, una via essenziale per il trasporto mondiale di energia, mentre il traffico marittimo è diminuito a causa delle minacce di attacchi missilistici e di droni.

In questo contesto, il greggio americano è balzato a 81 dollari al barile, un massimo da luglio 2024, mentre il Brent è salito del 4,9% attestandosi a 85,41 dollari.

Donald Trump ha ribadito i suoi obiettivi di guerra, tra cui un cambio di regime in Iran. "Vogliamo essere coinvolti nella scelta della persona che guiderà l'Iran in futuro", ha dichiarato.

Il conflitto sta inoltre assumendo una dimensione più regionale. L'esercito israeliano ha effettuato raid nella periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah dopo i lanci di razzi di quest'ultimo sul territorio dello Stato ebraico. Allo stesso tempo, Tsahal afferma di colpire "le infrastrutture del regime" iraniano.

In un contesto particolarmente denso dal punto di vista geopolitico, i dati macroeconomici della giornata saranno comunque da monitorare, a cominciare dal rapporto sull'occupazione statunitense di febbraio, che sarà pubblicato nel primo pomeriggio.

Tra i titoli, SPIE ha annunciato venerdì le dimissioni del presidente e amministratore delegato Gauthier Louette, accompagnate da una riorganizzazione della governance con la separazione delle funzioni di presidente e amministratore delegato e la nomina di due nuovi dirigenti per assicurare la successione. Il gruppo ha inoltre rivisto al rialzo il proprio obiettivo di margine Ebita al 2028, dopo la crescita registrata lo scorso anno.

Dal canto suo, Atos punta a una stabilizzazione nel 2026, prima di accelerare la crescita e la generazione di cassa tra il 2027 e il 2028, dopo aver superato il proprio obiettivo di margine lo scorso anno.

Sul mercato valutario, l'euro guadagna lo 0,05% a 1,1613 USD.