L'economia della zona euro si sta dimostrando resiliente alle tensioni commerciali e il blocco sta crescendo vicino al suo potenziale, il che potrebbe spingere la Banca Centrale Europea ad aumentare le proiezioni di crescita la prossima settimana, ha dichiarato mercoledì la presidente della BCE, Christine Lagarde.

Si prevedeva che la zona euro avrebbe subito una frenata della crescita a causa dei dazi statunitensi, dell'apprezzamento dell'euro e della crescente concorrenza dalla Cina, fattori che penalizzano le esportazioni. Tuttavia, i risultati effettivi sono stati ben più favorevoli, indicando una economia interna piuttosto resiliente.

«Negli ultimi esercizi di previsione, abbiamo rivisto al rialzo le nostre proiezioni», ha dichiarato Lagarde durante un evento organizzato dal Financial Times. «La mia sensazione è che potremmo farlo di nuovo a dicembre».

Lagarde ha citato gli indicatori di fiducia, compresi quelli relativi al settore manifatturiero, e i dati sull'occupazione come segnali di resilienza.

La presidente della BCE ha inoltre ribadito il suo mantra secondo cui la politica monetaria si trova in una «buona posizione», un segnale che gli investitori interpretano come la conferma che non sono previsti cambiamenti nei tassi d'interesse.

Gli investitori finanziari attribuiscono una probabilità quasi nulla a una modifica dei tassi nella prossima riunione della BCE, prevista per il 18 dicembre, e prevedono che i tassi rimarranno invariati per diversi mesi, dato che l'inflazione si è mantenuta vicino all'obiettivo del 2% per tutto l'anno.

Lagarde, tuttavia, ha respinto le richieste del presidente francese Emmanuel Macron di una politica più favorevole alla crescita, sostenendo che un costo del denaro più basso farebbe poco per risolvere i problemi strutturali, tra cui le barriere interne che ostacolano la libera circolazione di beni e capitali.

«Se dovessi abbassare i tassi d'interesse ai minimi storici, se dovessi attuare un massiccio quantitative easing, ... cambierebbe le barriere di cui parlavo?»

«Favorirebbe il movimento di beni e la fornitura di servizi tra gli Stati membri? No, non lo farebbe», ha affermato Lagarde.

Ha comunque aggiunto che si tratta di un dibattito utile da affrontare e che è «interessante» considerare una modifica del Trattato UE, che definisce il ruolo primario della BCE come garante della stabilità dei prezzi.