La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato venerdì di esaminare una controversia riguardante le sanzioni imposte dalla Federal Communications Commission ai principali operatori wireless statunitensi per aver condiviso dati sulla posizione dei clienti senza consenso, nell'ultimo caso che arriva ai giudici e che mette in discussione i poteri di un'agenzia regolatoria statunitense.

La disputa legale riguarda se la decisione della FCC di perseguire decine di milioni di dollari in sanzioni contro operatori come Verizon Communications e AT&T – prima che le aziende accusate avessero la possibilità di difendersi in tribunale – abbia superato l'autorità dell'agenzia federale secondo la Costituzione degli Stati Uniti.

Si prevede che i giudici ascolteranno le argomentazioni e si pronunceranno entro la fine di giugno.

La controversia rappresenta l'ultimo caso che mette alla prova se il sistema di applicazione interna delle leggi da parte di un'agenzia federale violi le disposizioni costituzionali che garantiscono al convenuto il diritto a un processo con giuria.

Il caso nasce da quasi 200 milioni di dollari in multe che la FCC ha imposto nel 2024 ai principali operatori wireless statunitensi, dopo che l'agenzia ha scoperto che avevano venduto l'accesso ai dati sulla posizione dei clienti a terzi senza ottenere il consenso degli utenti.

Le sanzioni includevano una multa di 80 milioni di dollari a T-Mobile, 12 milioni a Sprint, acquisita da T-Mobile nel 2020; 57 milioni ad AT&T; e quasi 47 milioni a Verizon Communications.

Le multe hanno dato origine a contestazioni legali da parte delle aziende che hanno portato a un contrasto tra le corti federali d'appello riguardo all'applicazione interna da parte della FCC delle leggi e delle regole che essa amministra.

La Corte d'Appello del 2° Circuito degli Stati Uniti, con sede a New York, ha confermato la multa della FCC contro Verizon. Il 2° Circuito ha stabilito che la Costituzione consente alla FCC di fornire una valutazione iniziale della sanzione purché la parte accusata possa contestare in tribunale gli sforzi di riscossione del governo.

Questa decisione ha portato Verizon a presentare ricorso alla Corte Suprema.

La Corte d'Appello del 5° Circuito degli Stati Uniti, con sede a New Orleans, è giunta a una conclusione diversa in un caso promosso da AT&T. Il 5° Circuito ha stabilito che la valutazione iniziale della FCC di illeciti e la sanzione hanno privato l'azienda del suo diritto costituzionale a un processo con giuria. Tale decisione ha portato la FCC a ricorrere alla Corte Suprema.

La Corte Suprema, che attualmente ha una maggioranza conservatrice di 6 a 3, ha adottato una visione restrittiva del potere delle agenzie federali in diverse decisioni importanti negli ultimi anni.

Nel 2024 la Corte ha dichiarato incostituzionale l'applicazione interna da parte della Securities and Exchange Commission delle leggi a tutela degli investitori contro le frodi sui titoli. La decisione, presa con 6 voti contro 3 grazie alla maggioranza conservatrice, ha stabilito che i procedimenti avviati dall'agenzia stessa invece che in tribunale federale violano il diritto al processo con giuria sancito dal Settimo Emendamento della Costituzione.

La FCC ha ottenuto una vittoria alla Corte Suprema nel 2025, con una decisione di 6 a 3 che ha confermato il sistema con cui l'agenzia finanzia il suo programma multimiliardario volto ad ampliare l'accesso a telefonia e internet a banda larga per americani a basso reddito e altri beneficiari.