(Alliance News) - Giovedì, le principali piazze europee hanno chiuso contrastate. In Germania, la sorpresa si è riscontrata sulle esportazioni, diminuite dello 0,5%, mentre in Francia la crisi politica, che ha portato alle dimissioni del premier, Sebastien Lecornu, mantiene alta la tensione.

L'oro procede ancora sui massimi, complici le tensioni geopolitche, sebbene vi siano sprazzi di pace tra Palestina e Israele, a maggior ragione dopo la pubblicazione dei verbali della Federal Reserve, che individuano nei fragili dati del mercato del lavoro la ragione per un ulteriore taglio dei tassi, ma contestualmente invitano alla cautela per la persistente inflazione.

In questo contesto, il Mib è calato dell'1,6% a 42.791,60 punti, il Mid-Cap è sceso dello 0,3% a 58.254,75, lo Small-Cap è salito dello 0,3% a 37.848,94 e l'Italia Growth ha guadagnato lo 0,3% a 8.853,14 punti.

Il CAC 40 di Parigi scende dello 0,1%, il DAX 40 di Francoforte raccoglie lo 0,3% e il FTSE 100 di Londra cede lo 0,5%.

Chris Beauchamp, Chief Market Analyst presso IG, ha commentato: "Se c'è un'operazione di svalutazione, nessuno sembra averlo detto al dollaro USA. Questo ha raggiunto un picco di due mesi, mentre il posizionamento inizia finalmente a spostarsi di nuovo verso un biglietto verde considerato a buon mercato. Questo rimbalzo mette a repentaglio oro e argento nel breve termine, e i trader devono ricordare che il momentum funziona in entrambi i sensi".

A Piazza Affari, la giornata è stata assolutamente da dimenticare per Ferrari, che ha ceduto oltre il 15% a EUR354,0 ad azione. Negativo il Capital Markets Day per per Elkann che, come ricorda Francesco Bonazzi di Alliance News, si è trattato di "un appuntamento con il mercato che raramente è stato così sfortunato e che al momento sta costando oltre EUR13 miliardi di capitalizzazione di mercato, scesa a EUR68 miliardi, mentre ieri sera era a EUR81 miliardi. Sono stati proprio guidance e fatturato, per ora, a deludere molti investitori".

Azimut Holding ha registrato a settembre una raccolta netta positiva di EUR1,9 miliardi, di cui EUR1,2 miliardi in soluzioni gestite, portando il totale da inizio anno a EUR15,3 miliardi. Il titolo è cresciuto dello 0,6%.

Buzzi ha mantenuto la vetta con un rialzo del 5,1% a EUR49,42 ad azione.

Ascopiave ha ceduto a Hera - in verde dello 0,7% - la partecipazione del 3% detenuta in Hera Comm per un importo complessivo di EUR55,0 milioni. Il titolo di Ascopiave è sceso dello 0,2%.

A otto giorni dalla visita dei banchieri milanesi a Siena, i vertici di Monte dei Paschi di Siena - in flessione dello 0,7% - sono stati ieri in Piazzetta Cuccia, dopo l'OPAS che ha portato il Monte a detenere l'86% di Mediobanca, ribassista dell'1,1%. Il piano di integrazione durerà un anno.

Prysmian, in chiusura ribassista con l'1,5%, si è vista alzare il target price da Goldman a EUR99,00 da EUR90,00.

Dopo il buyback da EUR1,0 milioni, Recordati è calata del 2,7%.

DiaSorin è andata nel gruppo di coda col segno meno per l'1,5%, insieme a Moncler, giù del 2,0%, e a Leonardo, in ribasso dell'1,3%.

Sul Mid-Cap, Banca Ifis ha concluso un'operazione di cartolarizzazione STS di crediti per un valore nominale complessivo pari a circa EUR610,0 milioni, a scopo di funding della propria controllata Banca Credifarma. Il titolo è aumentato dello 0,2%.

Fincantieri - su dello 0,8% - ha fatto sapere che Ramazel, società del gruppo, ha firmato un contratto con Jan De Nul, azienda belga leader a livello mondiale nelle attività di ingegneria marittima e offshore, per la fornitura di mission critical equipment destinato a una nave di nuova costruzione.

LU-VE - in negativo dell'1,0% - ha fatto sapere giovedì che nei primi nove mesi dell'anno ha riportato un fatturato prodotti pari a EUR144,7 milioni, con un incremento del 3,4% dal 30 settembre 2024.

Secondo ricostruzioni di stampa, Ferretti - in rosos dello 0,4% - si trova tra due fuochi: un possibile riassetto societario e tensioni tra l'azionista cinese Weichai e l'ad Alberto Galassi. Alcuni fondi sovrani del Golfo avrebbero mostrato interesse per il gruppo, ma Weichai non sembra intenzionata a uscire.

Colpo di scena nella cessione dei 600.000 punti di riconsegna imposta dall'Antitrust a Italgas - su dell'1,3% - dopo l'acquisizione di 2i Rete Gas: Acea - in risalita dell'1,2% - non avrebbe presentato offerte vincolanti per gli Atem di interesse.

Da segnalare il rialzo deciso di Cementir Holding con il 10% mentre Moltiply Group ha chiuso il listino con un calo del 4,1%.

Sullo Small-Cap, Eems Italia - flat a EUR 0,1650 - ha fatto sapere che Francesco La Fauci, amministratore indipendente e presidente del Comitato per il controllo sulla gestione, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico per ragioni personali.

Bastogi, che ieri in chiusura ha registrato il massimo a 52 settimane a EUR0,958 ad azione, si è mostrata ribassista per il 2,9%.

Netweek, che ha chiuso flat a EUR0,0380, ha comunicato mercoledì che l'assemblea ordinaria degli azionisti ha nominato Iana Permiakova e Fabio Del Corno come consiglieri di amministrazione, già cooptati a luglio.

Gefran, che giovedì ha comunicato la vendita di 10.000 azioni ordinarie della società da parte dell'amministratore Luigi Franceschetti, ha chiuso su dello 0,8%.

Beewize ha chiuso ribassista dello 0,9% dopo una sessione in cima e tra i worst performer figurano Ratti col 4,2% e Seri Industrial col 4,1%.

Tra le PMI, Mare Group, che ha lasciato sul parterre il 4,4%, ha avviato un'OPA sul 100% di Eles, in discesa dello 0,4%.

Siav - in rialzo del 2,9% - ha completato il collocamento del prestito obbligazionario da EUR2 milioni, interamento sottoscritto da Banca Valsabbina, che ha agito come unico investitore e ha ricoperto anche i principali ruoli connessi all'emissione e alla gestione del titolo.

Italian Wine Brands, in forza del 3,0%, tramite le controllate IWB Italia e Giordano Vini, ha sottoscritto un'offerta vincolante con il gruppo Caffo, noto per l'Amaro del Capo, per la cessione del ramo d'azienda di Valle Talloria a Diano d'Alba, comprendente il polo industriale e le attività collegate.

Si segnalano i rialzi a doppia cifra di Edgelab con il 14% e di International Care Company con il 12%.

Mevim si è accomodata sul fondo con vendite per il 10% a EUR0,245 ad azione.

A New York, il Dow Jones procede in rosso dello 0,3%, il Nasdaq cede lo 0,3% mentre l'S&P 500 flette dello 0,2%.

Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1581 da USD1,1609 della chiusura azionaria di mercoledì sera mentre la sterlina scambia a USD1,3333 da USD1,3424 di ieri sera.

Tra le commodity, il Brent scambia a USD66,07 al barile da USD65,82 al barile della chiusura di ieri sera mentre l'oro vale USD4.023,90 l'oncia da USD4.047,59 l'oncia di ieri sera.

Sul calendario economico di venerdì, alle 1000 CEST sono previsti i dati sulla produzione industriale italiana e alle 1110 CEST l'asta di BOT con scadenza a 12 mesi.

Alle 1200 CEST c'è il meeting dell'Ecofin, mentre dalle 1430 CEST in USA si nanalizzano i dati sul salario, sulla retribuzione media oraria e sulle buste paga.

Alle 1900 CEST, sempre negli USA, vi sono i dati di Baker Huges sul numero totale degli impianti di estrazione.

Da Piazza Affari, non sono previste comunicazioni di rilievo.

Di Michele Cirulli, Alliance News Reporter

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