Assenza Wall Street smorza nervosismo, ok Leonardo e Mps

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 gen - Si chiude in rosso una seduta difficile per le Borse europee che accusano il colpo delle nuove minacce di dazi trumpiani ai paesi che si oppongono ai piani Usa sulla Groenlandia. I listini, orfani peraltro del faro di Wall Street (chiusa per festività), terminano tutti in territorio negativo, con Milano in calo dell'1,32%, ma senza eccessivi scossoni, considerando anche che l'Italia non fa parte della nuova 'lista nera' di Trump. Il tycoon, nel weekend, ha minacciato l'introduzione di tariffe doganali contro gli otto paesi che hanno inviato truppe nell'isola artica, "riaprendo di fatto la guerra commerciale tra Usa e Ue", osservano gli economisti di Ing. E oggi ha incalzato: "non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace" visto che mi è stato negato il Premio Nobel "per aver fermato otto guerre in più". I leader europei si riuniranno giovedì a Bruxelles in un vertice straordinario ma stanno già valutando contro misure. "L'impatto economico diretto dei dazi non rappresenta l'elemento centrale - rilevano gli analisti di Equita -. Il rischio è piuttosto di natura geopolitica, in un momento in cui i mercati arrivano da una performance forte e risultano quindi più sensibili a prese di profitto".

Ad approfittarne in questo scenario di tensione globale sono ancora una volta i titoli della difesa, con Leonardo (+1,66%) che conduce una seduta in controtendenza a Piazza Affari. Seduta positiva anche per Mps (+0,93%), dopo i rumors di un alleggerimento della quota in Mediobanca (-0,5%) in vista della nuova fase del risiko bancario. Bene Inwit (+1,15%) e Diasorin(+1,23%). Male invece St (-4,7%) che dopo la recente corsa dei tech è tra i titoli più sensibili alle prese di beneficio in caso di aumento dell'avversione al rischio. Tra i peggiori anche Brunello Cucinelli (-3,4%), ma la maglia nera va ad Amplifon (-6,2%).

Oro e argento continuano a macinare record, con la consegna spot del metallo giallo in rialzo dell'1,7% a 4.672 dollari l'oncia e l'argento sopra i 92 dollari (+5%). Sul mercato valutario, il dollaro scivola a 1,164 per un euro (1,1623 in avvio e 1,1598 venerdì in chiusura). Il biglietto verde si attesta anche a 158 yen (da 158,06 in avvio e 158,08), mentre il rapporto euro/yen è a circa 184 (da 183,74 e 183,33). e preferiscono non esporsi sull'azionario. Sul fronte energetico, recupera terreno il petrolio, con il Wti per marzo a 59,3 dollari al barile (-0,2%) e il Brent di pari scadenza a 64 dollari (-0,02$). In calo del 4,8% il gas naturale ad Amsterdam a quota 35 euro al megawattora.

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