Wall Street ha messo a segno una forte serie di rialzi, trainata dai titoli tecnologici e dal calo dei prezzi del petrolio. L'annuncio di venerdì dell'Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz ha rafforzato il clima di ottimismo e alimentato le speranze di una prossima risoluzione del conflitto in Medio Oriente. L'Europa non è da meno e l'attenzione degli operatori si sposta ora sulla stagione delle trimestrali, appena iniziata.
Variazioni settimanali*
FTSE-MIB
48.869  +2,65%Grafico
STOXX EUROPE 600...
626,58  +1,91%
Grafico STOXX EUROPE 600...
S&P 500
7.126,06  +4,54%
Grafico S&P 500
NIKKEI 225
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Grafico NIKKEI 225
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Grafico BRENT CRUDE OIL ...
EURO / US DOLLAR
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Grafico EURO / US DOLLAR
Top/Flop della settimana

Top Europa

Sivers Semi +76,57%: l'azienda tecnologica balza dopo aver annunciato una possibile quotazione secondaria al Nasdaq di New York, pur mantenendo la propria sede centrale in Svezia. Allo stesso tempo, punta a raccogliere 125 MSEK per accelerare i propri progetti tecnologici.
ITM Power +84,3%: il produttore britannico di elettrolizzatori vola dopo aver ottenuto un contratto strategico con il gruppo tedesco di difesa Rheinmetall. Il progetto mira a creare una rete di impianti per la produzione di carburanti sintetici per la NATO.
Soitec +53,47%: l'azienda di semiconduttori sta attirando un rinnovato interesse grazie alle promettenti tecnologie legate all'IA, in particolare la fotonica su silicio e le architetture ottiche. Gli investitori prevedono che questi nuovi mercati potrebbero generare margini più elevati.

Flop Europa

Alstom -28,12%: il fornitore di materiale ferroviario crolla dopo aver rivisto al ribasso le previsioni finanziarie e rinunciato al proprio obiettivo di generazione di cassa. Questo cambiamento di rotta su un indicatore chiave del settore preoccupa il mercato, nonostante un portafoglio ordini ancora pieno.
Barry Callebaut -18,36%: il produttore di cioccolato e fornitore dei gelati Magnum riporta risultati in calo a causa delle difficoltà di approvvigionamento del cacao. Prevede ora un calo dell'EBIT di circa il 15%.
Kering -8,27%: il gruppo del lusso pubblica risultati deludenti con un calo del fatturato nel primo trimestre. La performance negativa di Gucci, marchio di punta del gruppo, unita alla guerra in Iran, indebolisce le ambizioni del gruppo per quest'anno.
Robertet -7,51%: il titolo è in calo nonostante i solidi risultati annuali dell’esercizio 2025. Il gruppo di profumi resta cauto sulle prospettive per il 2026. Gli analisti di Oddo BHF sottolineano i rischi di tensioni legate al conflitto in Medio Oriente che pesano sulla visibilità dell’attività.

Top USA

Revolution Medicines +54,21%: grande successo per il gruppo specializzato in oncologia. I risultati preliminari di una sperimentazione clinica di fase 3 per il prodotto Daraxonrasib sono incoraggianti. Il prodotto ha mostrato una sopravvivenza globale mediana di 13,2 mesi, contro i 6,7 mesi della chemioterapia.
Oracle +26,74%: gli investitori sembrano aver colto l’occasione per entrare in un settore ritenuto sottovalutato. Anche Fair Isaac (+16%) e SAP (+13%) hanno beneficiato di questo rimbalzo.
Coreweave +14,65%: la corsa agli armamenti hardware nell'intelligenza artificiale riprende con rinnovato vigore. Il settore cresce, trainato da investimenti massicci: Nvidia investe 5 miliardi di dollari in Intel, mentre Microsoft impegna 17,4 miliardi di dollari con Nebius Group in cinque anni. Anche Broadcom beneficia di questa dinamica, con il titolo che guadagna il 7%.

Flop USA

Carmax -12,5%: la pubblicazione dei risultati ha preoccupato gli investitori. Sebbene i dati siano complessivamente in linea con le previsioni, al bilancio si è aggiunta una svalutazione, nonché una lieve erosione dei margini sulle vendite di veicoli di seconda mano.
Fastenal -6,86%: la decisione del presidente americano di imporre dazi doganali ha pesato sui risultati delle aziende, e Fastenal non fa eccezione. Il gruppo ha dichiarato un aumento dei costi più rapido della sua capacità di adeguare i prezzi, gravando sui margini che si sono attestati al di sotto degli obiettivi.

Grafico Materie Prime
Materie prime

Energia: l'Iran ha annunciato la riapertura totale dello Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale, nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in Libano. Donald Trump ha accolto con favore la notizia, ma ha precisato che il blocco navale contro l'Iran rimane in vigore. Gli Stati Uniti manterranno questa restrizione fino alla firma definitiva di un accordo bilaterale con Teheran. Ciononostante, questa riapertura porta un immediato sollievo sui mercati energetici mondiali. Il WTI americano crolla di quasi il 12% attestandosi a circa 82 USD (scadenza maggio 2026). Il Brent del Mare del Nord scende di oltre il 10% e si attesta intorno agli 88 USD (scadenza giugno 2026). Il barile americano torna così al suo livello più basso dall'inizio di marzo e si allontana dal picco di 115 USD raggiunto due settimane fa.

Metalli: a Londra il rame sale a 13.270 USD. Gli operatori ritengono che una risoluzione del conflitto in Medio Oriente farà scendere i prezzi dell'energia e stimolerà la domanda. Il meccanismo è chiaro: se la situazione si stabilizza in modo duraturo, il rame potrebbe beneficiare di un calo futuro dei tassi d'interesse della Fed e di una ripresa della propensione al rischio. Per i metalli preziosi il quadro è simile: l’oro sale oltre i 4.800 USD. Il calo dei prezzi del petrolio placa i timori di inflazione, il che avvantaggia il metallo giallo poiché tassi di interesse elevati rendono l’oro meno attraente (l’oro non offre alcun rendimento).

Prodotti agricoli: nonostante il calo dei prezzi del petrolio, a Chicago i cereali salgono. Il bushel di grano viene scambiato a circa 604 centesimi, il mais sale a 456 centesimi e la soia si mantiene a 1.175 centesimi.

Grafico Materie Prime
Macroeconomia

Macro: se i mercati azionari hanno chiaramente voltato pagina sul conflitto in Iran, i tassi rimangono invece su livelli elevati. E questo nonostante l’annuncio dell’apertura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran, che ha permesso un’ulteriore distensione su questo fronte. Tra le misure per far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia e l'incremento dei bilanci militari, i mercati obbligazionari si preparano a deficit più elevati nei prossimi anni. E se il calo dei prezzi del petrolio allontana il rischio di una forte spinta inflazionistica, ci sarà comunque un impatto non trascurabile che probabilmente non consentirà alle banche centrali di riprendere i tagli dei tassi.

Crypto: sulla falsariga degli indici azionari, il bitcoin è salito del 7% questa settimana e torna a sfiorare i 76.000 USD. D'altra parte, se l'S&P 500 si muove su livelli storici, non è affatto così per il BTC, che rimane in calo del 40% rispetto al picco di ottobre 2025, quando aveva raggiunto i 126.000 USD. La stessa dinamica si osserva anche negli ETF Bitcoin Spot, con 332 milioni di dollari di afflussi questa settimana, portando il patrimonio totale di questi prodotti quotati negli Stati Uniti a 97 miliardi di dollari, un livello che rimane, anche in questo caso, lontano dai 169 miliardi raggiunti lo scorso ottobre. Il rimbalzo si fa sentire anche sulle principali criptovalute: l'ether (ETH) sale del +7,5% e si attesta ora sopra i 2.350 USD, Solana (SOL) guadagna l'8,5% intorno agli 88 USD, e l'XRP (XRP) avanza del 9,5% sulla settimana, avvicinandosi a 1,45 USD.

Grafico di Prezzo
I guadagni spettacolari del mercato americano ad aprile ricordano lo scenario dei "dazi reciproci" della primavera del 2025: un grande timore seguito da un forte rimbalzo. L'Europa era meno vivace fino all'annuncio, venerdì pomeriggio, della riapertura dello Stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco.

Oltre agli alti e bassi geopolitici, nei prossimi giorni le prime pagine saranno occupate dalla prima grande settimana completa di risultati societari del primo trimestre. Al centro della scena europea appariranno Thales, L'Oréal, ABB, EssilorLuxottica, Roche, Nestlé e SAP. Negli Stati Uniti, saranno Tesla, IBM, GE Aerospace, Boeing e Philip Morris a farla da protagoniste.

Sul fronte macroeconomico, il calendario sarà scarno negli Stati Uniti, con le sole vendite al dettaglio di marzo (martedì). Mentre l'inflazione britannica (mercoledì) e quella giapponese (venerdì) faranno da contorno agli indicatori PMI Flash di aprile delle principali economie (giovedì).
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*La performance settimanale degli indici e delle azioni si riferisce al periodo che va dall'apertura dei mercati il lunedì alla preparazione di questa newsletter il venerdì.
La performance settimanale di materie prime, metalli preziosi e valute si riferisce a un periodo di 7 giorni da un venerdì al successivo, fino alla preparazione di questa newsletter. Tali attività continuano la loro quotazione nei weekend.