Le azioni di Intel sono precipitate del 14% venerdì dopo che l'azienda ha faticato a soddisfare la forte domanda, trainata dall'intelligenza artificiale, per i chip destinati ai data center a causa di vincoli nella catena di approvvigionamento, deludendo così gli investitori che puntavano sulla sua ripresa.

Dopo anni di assenza dal boom dell'IA che ha trasformato Nvidia nell'azienda più preziosa al mondo, Intel sta finalmente beneficiando di un aumento della domanda per i suoi tradizionali chip server, utilizzati insieme ai processori grafici avanzati nei data center.

Questo, insieme agli investimenti di alto profilo da parte del governo degli Stati Uniti, SoftBank e Nvidia, ha riacceso l'interesse degli investitori. Il titolo Intel ha superato la maggior parte delle aziende di semiconduttori lo scorso anno con un guadagno dell'84% e ha proseguito il suo rally nel 2026, segnando un aumento del 47% solo a gennaio.

«Il rally è stato in gran parte guidato dal 'sogno' piuttosto che dalla realtà a breve termine o dai fondamentali», hanno affermato gli analisti di TD Cowen.

Intel non riesce a tenere il passo con la domanda nonostante gestisca le fabbriche a pieno regime, ma il CFO di Intel, David Zinsner, ha dichiarato di aspettarsi un miglioramento della disponibilità di prodotti nel secondo trimestre, dopo aver toccato i livelli più bassi nel primo trimestre.

Anche gli analisti di Jefferies hanno osservato che la carenza di forniture di Intel probabilmente raggiungerà il punto più basso a marzo, mentre la società di intermediazione Oppenheimer ha affermato che i vincoli si attenueranno entro il secondo trimestre.

Le perdite di venerdì sono seguite a previsioni trimestrali di utili e ricavi inferiori alle stime. Il calo cancellerà oltre 35 miliardi di dollari dal valore di mercato di Intel, se le perdite dovessero mantenersi.

«Il ciclo dei server sembra reale, ma l'azienda sembra averlo gravemente sottovalutato, trovandosi con una capacità produttiva impreparata», hanno dichiarato gli analisti di Bernstein.

L'azienda deve affrontare un ritardo nel cambiare la tipologia di semiconduttori prodotti, ostacolando gli sforzi per aumentare la produzione dei processori per data center più richiesti.

A pesare sulle previsioni di Intel vi è anche la carenza globale di memoria, per la quale si prevedono aumenti di prezzo che potrebbero frenare la domanda finale nel mercato dei personal computer – il segmento più importante per Intel, dove i nuovi chip PC "Panther Lake" erano attesi per rilanciare l'azienda dopo anni di perdite di quote di mercato a favore di AMD.

Gli investitori stanno esaminando attentamente la ripresa di Intel sotto la guida del CEO Lip-Bu Tan, che si è concentrato sulla riduzione dei costi e sulla limitazione delle ambizioni di produzione in outsourcing.

La prospettiva di nuovi annunci di clienti esterni ha contribuito notevolmente al rally di Intel prima dei risultati, ma i commenti di Tan durante la call post-earnings hanno indicato che due clienti si sono limitati a valutare i dettagli tecnici della prossima tecnologia produttiva 14A.