La Banca Centrale Europea ha praticamente confermato di aver concluso la fase di allentamento monetario, mentre la Bank of England ha tagliato i tassi con una votazione risicata, mentre i dissidenti hanno espresso preoccupazioni sulle pressioni inflazionistiche. I mercati si aspettano ancora un ulteriore allentamento monetario negli Stati Uniti il prossimo anno, ma alcuni responsabili della Federal Reserve hanno anche avvertito che la più grande economia mondiale potrebbe già essere in surriscaldamento.
Ecco la situazione delle banche centrali in 10 mercati sviluppati:
1/ SVIZZERA
La Banca Nazionale Svizzera ha lasciato invariato il tasso di interesse di politica monetaria allo 0% l'11 dicembre, il più basso tra le banche centrali dei mercati sviluppati, e ha dichiarato che il recente accordo per ridurre i dazi statunitensi sui prodotti svizzeri ha migliorato le prospettive economiche.
Anche se l'inflazione svizzera è a zero, grazie al franco rifugio forte che riduce i costi delle importazioni, la soglia per portare i tassi in territorio negativo è elevata e gli economisti prevedono una lieve ripresa della crescita dei prezzi l'anno prossimo, con la BNS che resterà ferma fino al 2026.
2/ CANADA
La Bank of Canada ha mantenuto il suo tasso chiave al 2,25% la scorsa settimana, dopo 225 punti base di allentamento in questo ciclo. Il governatore Tiff Macklem ha dichiarato che l'economia sta dimostrando resilienza alle misure commerciali statunitensi.
Si prevede che la BOC manterrà i tassi invariati fino al 2027, dopo che la spesa pubblica e le robuste esportazioni di petrolio hanno portato la crescita del terzo trimestre al 2,6% e rafforzato il mercato del lavoro.
3/ SVEZIA
La Riksbank svedese si aspetta che i precedenti allentamenti monetari inizino a sostenere la crescita del PIL e, con l'inflazione annua appena sopra il target del 2%, ha mantenuto i tassi all'1,75% il 18 dicembre; gli analisti prevedono un nuovo rialzo verso la fine del 2026.
4/ NUOVA ZELANDA
Con la disoccupazione bloccata ai massimi da nove anni, adottare una posizione restrittiva sarà una scelta difficile per la nuova governatrice della Reserve Bank of New Zealand, Anna Breman.
Tuttavia, una serie di decisi tagli dei tassi ha contribuito a portare l'inflazione nella fascia alta dell'obiettivo della banca centrale; i mercati monetari prevedono che il tasso di riferimento della Nuova Zelanda si avvicinerà al 3% entro dicembre 2026, rispetto all'attuale 2,25%.
5/ EUROZONA
La Banca Centrale Europea è ferma al 2% da giugno e anche l'ultima pausa di giovedì è stata accompagnata da revisioni al rialzo delle previsioni di crescita e inflazione.
Tuttavia, i trader non si sono sbilanciati su una stretta monetaria, dopo che la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha citato una forte incertezza ed è rimasta vaga sulle prospettive future.
6/ STATI UNITI
La Federal Reserve ha tagliato i tassi il 10 dicembre, con una votazione divisa, per poi suggerire una pausa.
I dati sul lavoro, pubblicati in ritardo, hanno mostrato un calo del mercato occupazionale in ottobre, seguito da una ripresa il mese successivo; anche i leader aziendali statunitensi si aspettano ulteriori aumenti dei prezzi a causa dei dazi.
I responsabili della Fed prevedono solo un taglio di 25 punti base nel 2026, il che potrebbe generare disaccordi con il presidente Donald Trump, che auspica un allentamento più deciso: tutti gli occhi sono puntati su come si comporterà il successore, non ancora nominato, del presidente della Fed, Jay Powell.
7/ GRAN BRETAGNA
I membri del comitato della Bank of England hanno votato a stretta maggioranza per un taglio di un quarto di punto al 3,75% giovedì; il governatore Andrew Bailey ha avvertito che ulteriori allentamenti saranno una decisione difficile.
Nonostante il bilancio britannico del 26 novembre, caratterizzato da un aumento delle tasse, abbia peggiorato il sentiment economico e si preveda che freni l'inflazione il prossimo anno, i dissidenti della BoE sono preoccupati che la crescita dei prezzi possa restare troppo elevata.
8/ NORVEGIA
La Norges Bank è stata la più prudente tra i paesi del G10, avendo tagliato i tassi di soli 50 punti base in questo ciclo.
Giovedì ha mantenuto i costi di finanziamento invariati, anche se i mercati dei futures prevedono altri 44 punti base di allentamento il prossimo anno, dopo il raffreddamento dell'inflazione.
9/ AUSTRALIA
La Reserve Bank of Australia sembra essere la prima a raggiungere il punto di svolta. Martedì ha mantenuto i tassi fermi al 3,6%, ha escluso ulteriori allentamenti di politica monetaria e, soprattutto, ha avvertito che la prossima mossa potrebbe essere un rialzo se le pressioni inflazionistiche dovessero persistere.
Ciò ha rafforzato il dollaro australiano e pesato sui titoli di stato. I mercati prezzano completamente un rialzo entro giugno 2026 e vedono buone probabilità che avvenga già a maggio.
10/ GIAPPONE
La Bank of Japan, attualmente l'unica banca centrale in modalità rialzista, si appresta ad aumentare i tassi allo 0,75% nella riunione di venerdì.
I mercati giapponesi sono sotto i riflettori a livello globale. L'annuncio del primo ministro Sanae Takaichi di un massiccio stimolo ha fatto impennare i rendimenti dei titoli di stato a lunga scadenza, con effetti anche altrove, mentre lo yen è sotto pressione.
Il governatore Kazuo Ueda sarebbe sollevato se le sue dichiarazioni post-riunione evitassero di accelerare la vendita di uno o dell'altro.

















