(Alliance News) - Lunedì, i mercati avviano la settimana con un'impostazione difensiva dopo l'annuncio di un possibile blocco dello Stretto di Hormuz da parte degli USA, anche se i movimenti restano nel complesso contenuti.
L'attenzione degli investitori si divide tra l'avvio della stagione delle trimestrali relative al primo quarter e gli sviluppi geopolitici.
La seduta di venerdì è risultata poco significativa, con mercati laterali e dati macro sostanzialmente ignorati.
Negli USA, l'inflazione di marzo ha segnato un aumento dello 0,9% su base mensile, portando il dato annuo al 3,3%, spinto quasi interamente dall'energia, mentre la componente core è rimasta contenuta allo 0,2% mensile. Le aspettative di inflazione di lungo periodo si sono mantenute stabili, rafforzando l'idea di un approccio attendista da parte della Fed.
I colloqui tra USA e Iran, durati oltre 20 ore in Pakistan, si sono chiusi senza accordo, con divergenze su Hormuz e sul programma nucleare iraniano. In risposta, Donald Trump ha annunciato l'intenzione di bloccare lo Stretto, minacciando anche azioni contro le navi legate a Teheran.
In avvio di settimana prevale così il classico "risk-off": il petrolio torna sopra i USD100 al barile, il dollaro si rafforza, mentre i mercati azionari risultano in calo. Tuttavia, le reazioni restano moderate, segno che il mercato interpreta le mosse USA come leva negoziale più che come un cambiamento strutturale, spiega Michael Brown, analista di Pepperstone.
Così, il FTSE Mib è in ribasso dello 0,8% a 47.245,69, il Mid-Cap perde lo 0,7% a 56.859,49, lo Small-Cap cede lo 0,7% a 33.747,67, mentre l'Italia Growth arretra dello 0,3% a 8.605,70.
Il FTSE 100 di Londra è in rosso dello 0,5%, il CAC 40 di Parigi cede lo 0,9% mentre il DAX 40 di Francoforte scende dell'1,0%.
Tornando a Milano, sul listino a più alta capitalizzazione di Piazza Affari, Leonardo si porta in vetta in apertura con un attivo del 2,4% e 600.000 azioni già scambiate.
Bene gli acquisti su Saipem, in verde dell'1,4% con quasi 5 milioni di azioni passate di mano.
Aria tesa a Siena in vista dell'assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena, chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione in un contesto particolarmente acceso. Come scrive il Corriere della Sera lunedì, tra gli elementi più rilevanti emersi nelle ultime settimane figurano il licenziamento per giusta causa dell'ex amministratore delegato Luigi Lovaglio e la presa di posizione del fondo sovrano norvegese Norges Bank Investment Management, che ha deciso di sostenere con il proprio 2,4% del capitale la lista presentata dal gruppo PLT Energia, guidato da Pierluigi Tortora, che candida proprio Lovaglio come CEO.
MPS è in calo dello 0,4%.
A Milano, Banco BPM si avvicina all'assemblea del 16 aprile in un clima più disteso rispetto a Siena. Il nodo riguarda la partecipazione del 3,7% detenuta da Banco BPM in MPS, costruita tramite acquisti sul mercato e l'acquisizione di Anima, poi diluita dall'OPS su Mediobanca. Una quota comunque rilevante, in grado di incidere sull'assemblea. La decisione sul voto sarà presa il 14 aprile dal cda: sul tavolo l'astensione oppure il sostegno alla lista del consiglio uscente.
BPM cala dell'1,1%, Mediobanca è in ribasso dello 0,9% mentre Anima Holding arretra dello 0,3% sul Mid-Cap.
Eni è in rialzo dello 0,8% a EUR24,135. La guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz rappresentano, secondo Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, "l'evento più importante degli ultimi 40 anni", aprendo a misure straordinarie per gestire una crisi energetica senza precedenti, come riporta lunedì il Corriere della Sera.
Nel frattempo, la controllata del Cane a sei zampe, Plenitude, e Acea - in calo dello 0,1% sul Mid-Cap - venerdì hanno comunicato il perfezionamento dell'acquisizione da parte di Plenitude del 100% del capitale sociale di Acea Energia e del 50% del capitale sociale di Umbria Energy.
Con questa operazione, approvata dalle autorità competenti, Plenitude acquisisce circa 1,2 milioni di clienti, come si legge nella nota diffusa dalle società.
Tra gli altri ribassisti, Stellantis cede il 2,4%, mentre Moncler arretra del 2,1%.
Vendite anche su Brunello Cucinelli che si piazza sul fondo del principale listino in calo del 2,9% a EUR81,44. Berenberg conferma la raccomandazione buy su Cucinelli e un prezzo obiettivo pari a EUR120,00, senza variazioni, alla luce di un primo trimestre superiore alle attese e di una visibilità sulla crescita che resta elevata nel medio termine.
Sul Mid-Cap, GVS guida i rialzi avanzando del 7,5% con scambi per circa EUR500.000.
Bene BFF Bank, che avanza del 2,1%, dopo il rosso di venerdì.
De' Longhi - su dello 0,9% - venerdì ha fatto sapere che, a partire dal 13 aprile, verrà avviato un nuovo programma di acquisto di azioni proprie per un ammontare di circa EUR60 milioni. Il buyback durerà per massimi sei mesi.
Sul fondo del listino cadetto si piazza NewPrinces, in rosso del 2,4%.
Sullo Small-Cap, Softlab fa meglio di tutti in avvio, salendo del 3,7%.
Dall'altro lato del listino Landi Renzo cede il 4,6% mentre Trevi Finanziaria Industriale lascia il 4,8% sul parterre.
Seco - su dello 0,2% - ha fatto sapere lunedì di aver esteso la propria collaborazione con Hitachi Energy.
A seguito di una fase iniziale durata di un anno e focalizzata sullo sviluppo e sull'integrazione del framework Clea, Hitachi Energy ha firmato un accordo pluriennale con Seco per adottare la soluzione come elemento chiave nell'evoluzione della propria piattaforma Energy Connect, si legge nel comunicato della società.
Fra le PMI, Siav - su del 2,5% - ha comunicato di aver sottoscritto un accordo vincolante per acquisire il 9,1% di Atacod Srl, attraverso un investimento complessivo di EUR1 milione, a fronte di una valutazione pre-money pari a EUR10 milioni.
L'operazione, annunciata da Siav, si inserisce nel percorso di crescita del gruppo e mira ad ampliare l'offerta tecnologica, integrando competenze avanzate nell'automazione dei processi aziendali tramite intelligenza artificiale.
Forza su ICOP che raccoglie lo 0,8%, dopo i guadagni messi a segno nelle ultime tre sessioni.
Destination Italia - flat a EUR0,28 - venerdì ha fatto sapere di aver chiuso il primo trimestre dell'anno con ricavi delle vendite consolidati pari a EUR21,9 milioni, in crescita dell'1,6% rispetto al primo trimestre 2025 pari a EUR21,6 milioni.
Il margine di contribuzione raggiunge EUR2,9 milioni, in incremento del 16% rispetto a EUR2,5 milioni del primo trimestre 2025.
Reway Group si piazza tra i titoli in coda al listino alternativo, in calo dello 0,9%.
A New York, venerdì sera, il Dow ha perso lo 0,6%, il Nasdaq è avanzato dello 0,4%, mentre l'S&P 500 ha chiuso in ribasso dello 0,1%.
In Asia, il Nikkei ha chiuso in rosso dello 0,7%, l'Hang Seng arretra dell'1,1%, mentre lo Shanghai Composite è in verde frazionale.
Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1690 da USD1,1726 di venerdì sera, mentre la sterlina scambia a USD1,3418 da USD1,3463 di venerdì sera.
Tra le commodity, il Brent scambia a USD101,66 al barile da USD96,85 al barile di venerdì sera, mentre l'oro vale USD4.731,60 l'oncia da USD4.768,33 l'oncia di venerdì sera.
Il calendario macroeconomico di lunedì prevede alle 1130 CEST dalla Cina i dati sui nuovi mutui e la crescita dei prestiti in corso.
Alle 1200 CEST in Germania è previsto il report mensile della Bundesbank, mentre negli USA sono in agenda i vertici del Fondo Monetario Internazionale.
Alle 1500 CEST in Francia si tengono le aste di BTF con scadenza a 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi.
Alle 1600 CEST negli USA sono attese le vendite di abitazioni esistenti.
Chiude la giornata alle 1730 CEST negli USA con le aste dei Buoni del Tesoro a tre mesi e sei mesi.
Fra le società di Piazza Affari, non sono attese particolari comunicazioni.
Di Antonio Di Giorgio, Alliance News reporter
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