Lo spettro di una guerra commerciale deprime i mercati
La settimana inizia all'insegna della depressione a Parigi come nelle altre piazze europee, di fronte allo spettro di una guerra commerciale euro-americana ravvivato dalle tensioni geopolitiche riguardanti il futuro della Groenlandia.
Pubblicato il 19/01/2026 alle 12:00
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Verso le 11:50, il CAC40 perde l'1,6% attestandosi a circa 8130 punti, una flessione sostanzialmente in linea con quella dell'indice paneuropeo Euro Stoxx 50 (-1,7%), mentre Wall Street oggi rimarrà chiusa per il "Martin Luther King Day".
Donald Trump ha promesso sabato di applicare una serie di dazi doganali su diversi suoi alleati europei, del 10% a partire dal 1° febbraio, poi del 25% dal 1° giugno, fino a quando gli Stati Uniti non prenderanno il controllo della Groenlandia.
In risposta, Ursula von der Leyen ha affermato che l'Unione Europea è pienamente solidale con la Danimarca e ha avvertito che nuovi dazi rischierebbero di compromettere le relazioni transatlantiche.
Secondo Bloomberg, l'UE starebbe valutando di imporre dazi su circa 93 miliardi di dollari di prodotti americani come ritorsione, facendo temere seriamente il ritorno di una guerra commerciale tra Washington e Bruxelles.
"Consigliamo comunque agli investitori di mantenere la calma", modera Joachim Klement di Panmure Liberum, ritenendo che questi dazi potrebbero essere facilmente aggirati dalle aziende colpite.
"Basta che i produttori europei spediscano i loro prodotti negli Stati Uniti passando per paesi esenti da questi dazi, come Spagna, Italia, Belgio e Irlanda", spiega questo analista di mercato.
In questo contesto, gli operatori prestano poca attenzione a una buona notizia sul fronte dell'inflazione nell'area euro: Eurostat ha rivisto il suo tasso annuale all'1,9% per dicembre, contro il 2% della stima rapida e dopo il 2,1% di novembre.
Sempre sul fronte dei dati macroeconomici, la settimana sarà caratterizzata dalla pubblicazione, negli Stati Uniti, di una nuova stima del PIL del terzo trimestre, nonché dei redditi e delle spese delle famiglie, accompagnati dall'indice dei prezzi PCE.
Da questa parte dell'Atlantico, nei prossimi giorni usciranno gli indici ZEW in Germania e sul clima degli affari in Francia, oltre all'inflazione nel Regno Unito e agli indici PMI nelle stime rapide.
La settimana vedrà anche salire di tono la stagione delle trimestrali, con in particolare quelle di Netflix, 3M, J&J, Travelers, P&G e Intel negli Stati Uniti, e di Rio Tinto, Mercedes-Benz, LVMH o Ericsson in Europa.
Al momento, sul CAC40, i titoli del lusso come LVMH (-4%) o Hermès (-3%) pagano a caro prezzo il ritorno delle tensioni commerciali, mentre Thales (+2%) sembra invece beneficiare dell'inasprimento delle relazioni euro-americane.
Altrove in Europa, Bayer guadagna il 7% a Francoforte, dopo che la Corte Suprema americana ha accettato di esaminare il caso Durnell, che ha creato un precedente per il rimborso dei danni causati dal Roundup, una questione enorme per il gruppo tedesco.
D'Ieteren balza dell'8% a Bruxelles, dopo la voce diffusa venerdì sera dal Financial Times, secondo cui la sua controllata Belron (casa madre di Carglass) sarebbe in trattative preliminari in vista di una quotazione in Borsa.
Donald Trump ha promesso sabato di applicare una serie di dazi doganali su diversi suoi alleati europei, del 10% a partire dal 1° febbraio, poi del 25% dal 1° giugno, fino a quando gli Stati Uniti non prenderanno il controllo della Groenlandia.
In risposta, Ursula von der Leyen ha affermato che l'Unione Europea è pienamente solidale con la Danimarca e ha avvertito che nuovi dazi rischierebbero di compromettere le relazioni transatlantiche.
Secondo Bloomberg, l'UE starebbe valutando di imporre dazi su circa 93 miliardi di dollari di prodotti americani come ritorsione, facendo temere seriamente il ritorno di una guerra commerciale tra Washington e Bruxelles.
"Consigliamo comunque agli investitori di mantenere la calma", modera Joachim Klement di Panmure Liberum, ritenendo che questi dazi potrebbero essere facilmente aggirati dalle aziende colpite.
"Basta che i produttori europei spediscano i loro prodotti negli Stati Uniti passando per paesi esenti da questi dazi, come Spagna, Italia, Belgio e Irlanda", spiega questo analista di mercato.
In questo contesto, gli operatori prestano poca attenzione a una buona notizia sul fronte dell'inflazione nell'area euro: Eurostat ha rivisto il suo tasso annuale all'1,9% per dicembre, contro il 2% della stima rapida e dopo il 2,1% di novembre.
Sempre sul fronte dei dati macroeconomici, la settimana sarà caratterizzata dalla pubblicazione, negli Stati Uniti, di una nuova stima del PIL del terzo trimestre, nonché dei redditi e delle spese delle famiglie, accompagnati dall'indice dei prezzi PCE.
Da questa parte dell'Atlantico, nei prossimi giorni usciranno gli indici ZEW in Germania e sul clima degli affari in Francia, oltre all'inflazione nel Regno Unito e agli indici PMI nelle stime rapide.
La settimana vedrà anche salire di tono la stagione delle trimestrali, con in particolare quelle di Netflix, 3M, J&J, Travelers, P&G e Intel negli Stati Uniti, e di Rio Tinto, Mercedes-Benz, LVMH o Ericsson in Europa.
Al momento, sul CAC40, i titoli del lusso come LVMH (-4%) o Hermès (-3%) pagano a caro prezzo il ritorno delle tensioni commerciali, mentre Thales (+2%) sembra invece beneficiare dell'inasprimento delle relazioni euro-americane.
Altrove in Europa, Bayer guadagna il 7% a Francoforte, dopo che la Corte Suprema americana ha accettato di esaminare il caso Durnell, che ha creato un precedente per il rimborso dei danni causati dal Roundup, una questione enorme per il gruppo tedesco.
D'Ieteren balza dell'8% a Bruxelles, dopo la voce diffusa venerdì sera dal Financial Times, secondo cui la sua controllata Belron (casa madre di Carglass) sarebbe in trattative preliminari in vista di una quotazione in Borsa.
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