Il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato giovedì il suo omologo cinese Xi Jinping, durante un incontro a Pechino, a rafforzare la cooperazione in materia di geopolitica, commercio e ambiente, in un momento in cui l'Unione europea (UE) cerca il sostegno della Cina per porre fine alla guerra in Ucraina.
Una folta delegazione di imprese francesi ha accompagnato Emmanuel Macron in occasione della sua quarta visita di Stato in Cina, in un contesto di forti tensioni commerciali alimentate dai dazi statunitensi e dalle esportazioni cinesi, che penalizzano interi settori dell'industria europea.
Pechino, dal canto suo, punta ad attenuare le frizioni commerciali con l'UE riguardo alle sue esportazioni di veicoli elettrici, fortemente sovvenzionati, e si presenta come un partner commerciale affidabile e un mercato alternativo agli Stati Uniti.
«Il dialogo tra Cina e Francia è più che mai indispensabile», ha dichiarato Emmanuel Macron a Xi Jinping durante il loro colloquio al Grande Palazzo del Popolo, a Pechino. «Vi propongo un triplice programma positivo per le nostre relazioni: stabilità geopolitica, riequilibrio economico e sostenibilità ambientale.»
«Dobbiamo continuare a mobilitarci a favore della pace e della stabilità nel mondo», ha aggiunto il presidente francese, facendo riferimento in particolare alla guerra in Ucraina. «La nostra capacità di agire insieme è determinante.»
Emmanuel Macron incontrerà nuovamente Xi Jinping venerdì durante uno spostamento a Chengdu, nella provincia del Sichuan (centro), segno di un'accoglienza particolarmente calorosa da parte di Xi Jinping, che raramente accompagna i suoi ospiti fuori da Pechino.
Gli analisti sottolineano tuttavia le importanti restrizioni politiche che gravano sulla partnership franco-cinese.
NESSUNA GRANDE NOVITÀ ATTESA PER AIRBUS E COGNAC
Xi Jinping non dovrebbe approvare, durante la visita del suo omologo francese, un ordine di 500 aerei Airbus, atteso da tempo, la cui realizzazione potrebbe indebolire Pechino nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti, che a loro volta premono per nuovi impegni di acquisto di Boeing.
È inoltre poco probabile che Xi Jinping aumenti i prezzi minimi di vendita a cui sono sottoposti la maggior parte dei produttori francesi di cognac in Cina, mentre Parigi ha sostenuto un'iniziativa della Commissione europea per aumentare i dazi sulle importazioni cinesi di auto elettriche.
La Commissione europea ha inoltre presentato mercoledì un piano per rafforzare la resistenza dell'UE a minacce come le carenze di approvvigionamento di terre rare, attraverso il miglioramento delle disposizioni commerciali esistenti e la creazione di nuove misure di difesa economica.
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, qualsiasi apertura da parte della Cina sarebbe accolta favorevolmente da Emmanuel Macron, mentre la Russia può contare sul continuo sostegno di Pechino.
«Qualunque siano i cambiamenti nell'ambiente esterno, i nostri due Paesi dovrebbero sempre mostrare l'indipendenza e la visione strategica delle grandi potenze», ha dichiarato Xi Jinping a Emmanuel Macron, aggiungendo che la Cina resta determinata a promuovere la pace in Ucraina e a Gaza.
Ha colto l'occasione della visita del presidente francese per annunciare che la Cina fornirà ai palestinesi un aiuto di 100 milioni di dollari per la ricostruzione, una somma tuttavia ben inferiore agli 1,6 miliardi di euro promessi dall'UE in aprile per i prossimi tre anni.
MACRON RESPINGE «LA LEGGE DEL PIÙ FORTE»
Xi Jinping ha inoltre incoraggiato il suo omologo francese ad approfondire la cooperazione nei settori dell'aerospaziale e dell'energia nucleare, così come nell'intelligenza artificiale, nell'economia verde e nella biofarmaceutica.
I due leader hanno firmato 12 accordi di cooperazione al termine dei loro colloqui, riguardanti l'invecchiamento della popolazione, gli investimenti bilaterali, l'energia nucleare e la protezione dei panda.
In passato, Emmanuel Macron ha cercato di opporre a Pechino un fronte comune dell'UE, prestando attenzione a non mettere a rischio un mercato di esportazione chiave per molte grandi aziende francesi.
Dirigenti di Airbus, BNP Paribas, Schneider e Alstom, oltre a rappresentanti di società francesi del settore lattiero-caseario e avicolo, hanno accompagnato Emmanuel Macron in Cina.
Il deficit commerciale dell'UE e della Francia con la Cina è costantemente aumentato negli ultimi anni.
«I nostri due Paesi hanno un ruolo da svolgere, insieme ad altri partner, per gettare le basi di una governance economica riequilibrata, più equa, più solida, fondata sulle regole e non sulla legge del più forte», ha affermato Emmanuel Macron.
«È essenziale (...) creare un contesto di fiducia e affrontare tutti i rischi di instabilità nelle catene di approvvigionamento», ha inoltre dichiarato il presidente francese.
La Cina è il settimo partner commerciale della Francia e acquista circa 35 miliardi di dollari di merci francesi all'anno, secondo i dati delle dogane cinesi. Circa il 10% di questi prodotti sono cosmetici, mentre parti di ricambio per aerei e alcolici figurano tra le principali esportazioni francesi.
La Francia importa invece circa 45 miliardi di dollari di prodotti cinesi, principalmente pacchi di basso valore spediti da piattaforme online come Shein, grazie a una deroga doganale dell'UE per acquisti inferiori a 150 euro.
(Servizio di Joe Cash, Ethan Wang e Qiaoyi Li; versione italiana a cura della redazione; editing di Blandine Hénault)
di Joe Cash



















