Gli investitori azionari continuano a mantenere un atteggiamento orientato al rischio, tornando a privilegiare le notizie considerate positive provenienti dal Golfo, anche se la reazione del mercato alla sospensione del "Project Freedom" appare "leggermente eccessiva". Lo afferma Chris Turner, analista di ING, sottolineando come l'attenzione degli operatori si stia concentrando anche sull'intensa attività diplomatica avviata dall'Iran dopo le recenti visite del ministro degli Esteri in Russia e Cina.
Secondo ING, lo scenario più favorevole ipotizzato dal mercato è che il presidente USA Donald Trump voglia raggiungere un accordo prima dell'incontro con il presidente cinese Xi Jinping previsto per il 14 e 15 maggio, con Pechino potenzialmente pronta a esercitare pressioni su Teheran per favorire un'intesa.
Turner avverte tuttavia che "la prospettiva di un accordo di pace permanente resta altamente incerta" e ritiene probabile che il petrolio continui a mostrare elevata volatilità.
Secondo l'analista di ING, il mercato energetico guarda con attenzione al rischio che nelle prossime settimane venga raggiunto un punto critico sulle scorte globali di greggio.
"La storia sarebbe quella di scorte petrolifere così ridotte da innescare una guerra di offerte per approvvigionamenti sempre più scarsi", osserva Turner, aggiungendo che questo scenario potrebbe provocare "un rialzo non lineare dei prezzi del petrolio".
L'attenzione della giornata resta quindi concentrata sui dati settimanali della Energy Information Administration relativi alle scorte petrolifere USA, attesi alle 1630 CEST. Il consenso prevede un calo di 2,4 milioni di barili dopo la riduzione di 6,2 milioni registrata la settimana precedente.
"Qualsiasi riduzione molto superiore alle attese potrebbe spingere nuovamente il petrolio bruscamente al rialzo", commenta Chris Turner.
Nonostante le tensioni geopolitiche, questa fase di ottimismo su un possibile accordo di pace sta favorendo il ritorno dei flussi verso l'azionario globale, sostenuti dalla convinzione che gli investimenti nel comparto tecnologico e nell'intelligenza artificiale continueranno a rappresentare un driver di crescita.
I listini cinesi hanno mostrato forza grazie a dati PMI di aprile superiori alle attese, elemento che ha spinto USD/CNY sui minimi dell'anno vicino a quota 6,81. Secondo Turner, un contesto più favorevole per i mercati emergenti tende storicamente a penalizzare il dollaro, come già avvenuto tra gennaio e febbraio in presenza di forti flussi verso questa asset class.
L'andamento della valuta USA dipenderà però sia dall'evoluzione del petrolio sia dai dati sul mercato del lavoro americano, con il report ADP atteso indicare un incremento di 120.000 occupati ad aprile. "Qualsiasi dato significativamente inferiore alle attese potrebbe pesare sul dollaro", osserva Turner.
Sul fronte europeo, ING evidenzia come l'euro abbia recentemente sottoperformato rispetto ad altre valute, tra cui sterlina e franco svizzero, a causa di dati macroeconomici dell'Eurozona inferiori alle aspettative negli ultimi due mesi e dell'impatto negativo derivante dal rialzo dei prezzi energetici.
Nonostante ciò, la coppia EUR/USD continua a beneficiare del clima "pro-risk" e della convinzione del mercato che la European Central Bank possa procedere con un rialzo precauzionale dei tassi a giugno.
"Con aspettative di inflazione molto elevate, l'euro avrà bisogno che la BCE dia seguito a quel rialzo", spiega Turner, sottolineando che un mancato intervento e il conseguente calo dei tassi reali finirebbero per penalizzare la moneta unica. Gli operatori guardano inoltre al wage tracker della BCE e ai dati di aprile sui prezzi alla produzione dell'Eurozona.
Per quanto riguarda la sterlina, Turner definisce il quadro britannico un vero "conundrum". I rendimenti dei Gilt UK hanno raggiunto massimi pluriennali in vista delle elezioni locali di giovedì, anche se secondo ING il sell-off del mercato obbligazionario britannico potrebbe non essere direttamente collegato alla politica interna.
Questo, secondo l'analista, spiegherebbe la resilienza della sterlina nonostante la pressione sui titoli di Stato. "Sia i Gilt sia la sterlina potrebbero comunque affrontare rischi al ribasso se le elezioni locali dovessero innescare una seria sfida all'attuale leadership del Partito Laburista", conclude Turner.



















