A Wall Street nel pre mercato crolla Intel (-13%)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 gen - Le Borse europee arrivano contrastate all'appuntamento con la metà seduta, mentre l'incertezza geopolitica consiglia prudenza agli investitori dopo il tentativo di rimbalzo della vigilia. A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,53% e nel resto del Vecchio Continente perdono terreno anche Parigi (-0,37%) e Amsterdam (-0,26%), mentre sono sopra la parità Francoforte (+0,11%) e Londra (+0,09%). Si preannuncia un avvio di giornata fiacco anche a Wall Street, dove Intel precipita del 13% nel premercato dopo aver annunciato prospettive giudicate deludenti.

Tornando all'azionario milanese, perdono terreno Nexi (-2,68%), in scia ai rumor sull'uscita del direttore finanziario Bernardo Mingrone, Stellantis (-2,66%) e Campari (-2,03%). Debole anche il Monte dei Paschi di Siena (-1,73%), mentre il mercato attende chiarezza sulla procedura di rinnovo del cda e in particolare sulla partecipazione o meno alla stessa da parte del Ceo Lovaglio. Guadagna terreno invece Saipem (+3,85%), sostenuta insieme all'intero settore energetico dal rialzo del prezzo del petrolio. Trend di cui approfitta anche Eni (+1,52%), premiata inoltre dalla vendite del 10% di un progetto offshore in Costa d'Avorio. Tornano a salire i titoli della Difesa, con Fincantieri a +2,55% e Leonardo a +1,83%. Sul mercato valutario, il dollaro rimane debole dopo aver registrato ieri la flessione più marcata da un mese: il biglietto verde si attesta a 1,1736 per un euro (da 1,1754 ieri in chiusura) e la Bank of China ha fissato la parità con lo yuan sotto la soglia dei 7 yuan per un dollaro per la prima volta dal 2023. Brusco rialzo dello yen, dopo che la ministra delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha dichiarato di monitorare con attenzione i mercati valutari. La divisa nipponica, in precedenza vicina ai minimi dopo che la Bank of Japan ha lasciato invariati i tassi di interesse si attesta ora a 185,64 per un euro (da 186,28 ieri) e 158,16 per un dollaro (da 158,49). Sul fronte dell'energia il prezzo del petrolio è in rialzo in attesa delle mosse degli Stati Uniti sull'Iran: il future marzo sul Wti guadagna l'1,7% a 60,37 dollari al barile e il Brent di pari scadenza l'1,67% a 65,13 dollari. In rialzo dell'1,1% a 38,5 euro al megawattora il gas naturale ad Amsterdam. Ritraccia il prezzo dell'oro dopo aver sfiorato i 5mila dollari l'oncia: la consegna spot cede lo 0,27% a 4.922 dollari dopo un top a 4.967.

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