(Alliance News) - Il FTSE MIB cede terreno martedì, riportandosi verso area 49.100, in un contesto in cui il sentiment di mercato si deteriora rapidamente a causa del riemergere del rischio geopolitico. Le aspettative di una rapida de-escalation del conflitto USA–Iran si sono indebolite dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha definito il cessate il fuoco "sull'orlo del collasso" e respinto la controproposta iraniana come "inaccettabile".
L'aumento delle tensioni si riflette immediatamente sulle materie prime energetiche, con il petrolio in rialzo e il conseguente riemergere dei timori inflazionistici. Questo scenario complica il quadro macro, già caratterizzato da una crescita fragile e da un'elevata sensibilità ai dati in arrivo.
Sul fronte delle banche centrali, i mercati stanno rapidamente ricalibrando le aspettative di politica monetaria. In UK si prezzano ormai quasi tre ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bank of England entro fine anno, mentre nell'area euro le attese risultano anch'esse più aggressive. I money market attribuiscono oltre l'86% di probabilità a un primo rialzo della BCE a giugno, con fino a tre interventi complessivi scontati nel corso dell'anno.
In questo contesto, il MIB sta marcando un passivo dell'1,0% a 49.184,71 punti, il Mid-Cap cede lo 0,2% a 59.604,58, lo Small-Cap sta lasciando sul parterre lo 0,3% a 34.626,88 e l'Italia Growth cede lo 0,4% a 8.885,13 punti.
Il CAC 40 arretra dello 0,6%, il DAX 40 cede lo 0,8% così come il FTSE 100 arretra dello 0,5%.
A Piazza Affari, Amplifon sta facendo un passo indietro del 3,4%, in posizione per la sua quarta seduta da chiudere fra i ribassisti.
Nexi arretra invece del 3,3%, alla sua terza seduta da ribassista e con prezzo in area EUR3,97 per azione.
UniCredit - in calo dell'1,6% - martedì ha comunicato di tornare sul mercato con una doppia operazione finanziaria. Da una parte il riacquisto di proprie obbligazioni subordinate in circolazione, dall'altra la preparazione di una nuova emissione Tier 2 destinata agli investitori istituzionali.
Fra i pochi rialzisti si vede Tenaris, che avanza del 3,2% alla sua terza sessione da rialzista.
Eni - avanti dell'1,2% - ha comunicato di aver collocato sul mercato americano due nuove emissioni obbligazionarie a tasso fisso in dollari statunitensi per un valore complessivo di USD3 miliardi. L'operazione comprende un bond decennale da USD1,5 miliardi con cedola al 5,250% e scadenza maggio 2036 e un bond trentennale da USD1,5 miliardi con cedola al 6,000% e scadenza maggio 2056.
Banca Monte dei Paschi di Siena - in verde del 3,0% - ha comunicato martedì di aver realizzato, nel primo trimestre, un utile di EUR520,8 milioni da EUR413,1 milioni dello stesso periodo del 2025. I ricavi ammontano a EUR1,96 miliardi da EUR1,01 miliardi del primo trimestre 2025. Escludendo l'apporto di Mediobanca, pari a EUR925 milioni, i ricavi si attestano a EUR1,03 miliardi, in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 2,7% grazie a una dinamica positiva del margine di interesse, delle commissioni nette e degli altri ricavi della gestione finanziaria, precisa la società in una nota.
Sul segmento cadetto, Pharmanutra avanza in doppia cifra oltre il 13% dopo lo 0,3% di rosso della seduta precedente.
Forza anche su BFF Bank, che si porta su dell'8,3% a EUR2,31 per azione, alla sua quinta sessione con candela bullish.
Safilo Group - su dello 0,5% - ha annunciato lunedì la firma di uno Share and Asset Purchase Agreement con Bollé Brands per l'acquisizione dei marchi SPY+ e Serengeti. L'operazione segue l'accordo di esclusiva comunicato il 21 aprile e rientra nella strategia del gruppo volta ad acquisire marchi selettivi in segmenti considerati attrattivi e ad alta crescita.
OVS - giù dell'1,8% - ha comunicato lunedì di aver acquistato 223.989 azioni proprie al prezzo unitario medio di EUR5,0179 ciascuna e per un controvalore complessivo pari a EUR1,1 milioni. All'esito delle operazioni, avvenute tra il 4 e l'8 maggio, la società detiene 12,2 milioni di azioni proprie, pari al 4,8% del capitale sociale.
Coda del listino per Salvatore Ferragamo, che segna un meno 2,4%, in scia alla contrazione della vigilia con l'1,4%.
Sullo Small-Cap, CY4Gate segna un meno 4,7%, interrompendo un trend rialzista durato sei sedute.
doValue - in verde dell'1,1% - ha comunicato martedì di essersi aggiudicata nuovi mandati in Italia per un valore complessivo di EUR430 milioni. Nell'ambito dell'operazione, doValue ha supportato un primario investitore istituzionale internazionale nell'acquisizione di un portafoglio di crediti da una principale banca italiana, contribuendo alla strutturazione di tre operazioni di cartolarizzazione.
Valsoia - flat a EUR10,30 - ha comunicato lunedì che il gruppo ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi di vendita pari a EUR26,2 milioni. La società ha evidenziato il contributo positivo della neoacquisita marca Krepko, leader in Slovenia nel mercato del kefir tradizionale.
Fra le PMI, Grifal avanza del 3,8% dopo la contrazione del 4,4% della vigilia. Il titolo - che manca allo stacco del dividendo dal 2019 - si prezza a EUR0,68, non distante dai minimi a 52 settimane a EUR0,63 per azione.
Espe - in verde dell'1,8% - ha comunicato di essersi aggiudicata due nuove commesse per la realizzazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici per una potenza complessiva di circa 15,8 MWp e un controvalore totale di circa EUR9,3 milioni. La prima commessa riguarda un impianto fotovoltaico a terra con tecnologia tracker in provincia di Modena, per una potenza di 6,0 MWp e un valore di circa EUR3,5 milioni, con completamento previsto entro fine 2026.
ATON Green Storage sta cedendo il 7,6% a EUR0,49 per azione, dopo lo 0,8% di verde della seduta precedente.
Cloudia Research arretra invece del 4,9%, dopo il 3,8% di verde della seduta precedente che ha interrotto una tripletta ribassista.
A New York, nella serata europea, il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,2%, il Nasdaq dello 0,1%, mentre l'S&P 500 ha raccolto anch'esso lo 0,2%.
Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1745 da USD1,1782 di lunedì sera, mentre la sterlina scambia a USD1,3520 da USD1,3651 di lunedì sera.
Tra le commodity, il Brent scambia a USD107,17 al barile da USD103,68 al barile di lunedì sera, mentre l'oro vale USD4.698,77 l'oncia da USD4.732,48 l'oncia di venerdì sera.
Sul calendario economico di martedì, dalle 1415 CEST il focus si sposta in USA con i prezzi al consumo e i dati sull'occupazione. Alle 1800 CEST, sempre da Washington, vi sono le previsioni dell'EIA sull'energia nel breve termine.
Di Maurizio Carta, Alliance News reporter
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