(Alliance News) - Giovedì, i principali indici europei hanno terminato la seduta in territorio negativo, con Piazza Affari in area 44.400 punti.
"Finché USA e Iran continueranno a essere ai ferri corti, i mercati azionari resteranno sotto pressione", spiega Chris Beauchamp, analista di IG.
"I prezzi del petrolio stanno nuovamente salendo a doppia cifra oggi, mentre si fa strada la consapevolezza che gli USA non sono sul punto né di porre fine alla guerra né di introdurre una sorta di sistema di convogli nella regione".
I trader continuano a sfruttare ogni rimbalzo dei listini come occasione per vendere azioni, mentre acquistano petrolio nelle fasi di debolezza.
Gli investitori a lungo termine tornano invece ai beni rifugio e comprano dollari, favoriti anche dall'esposizione a un paese produttore di petrolio.
Il biglietto verde, spiega Beauchamp, continua così a rafforzarsi contro lo yen, mentre la sua forza mantiene argento e oro fuori dai favori del mercato, con un nuovo test di USD5.000 che appare probabile.
Così, il FTSE Mib ha chiuso in ribasso dello 0,8% a 44.456,18, il Mid-Cap ha perso lo 0,8% a 54.357,34, lo Small-Cap è sceso dell'1,8% a 34.026,49 mentre l'Italia Growth è arretrato dell'1,0% a 8.382,29.
Il FTSE 100 di Londra ha chiuso in rosso dello 0,5%, il CAC 40 di Parigi è arretrato dello 0,7%, mentre il DAX 40 di Francoforte ha perso lo 0,3%.
Tornando a Milano, sul listino a più alta capitalizzazione di Piazza Affari, Leonardo ha fatto meglio di tutti tra i pochi titoli in verde terminando in vetta in rialzo del 5,7%.
l consiglio di amministrazione ha approvato i risultati del 2025 e la guidance per il 2026. Il gruppo ha chiuso l'esercizio con un utile netto di EUR1,3 miliardi, in crescita del 15% rispetto a EUR1,15 miliardi dell'anno precedente. Il board ha inoltre proposto un dividendo di EUR0,63 per azione, in aumento del 21% rispetto all'anno precedente, quando era stato pari a EUR0,52 per azione.
Segue Eni, con il titolo del Cane a sei zampe che ha raccolto il 2,3% a EUR21,765, dopo aver toccato il nuovo massimo a 52 settimane a EUR21,825.
Forza anche su Telecom Italia, che ha chiuso in attivo del 2,0%.
Scivola lievemente STMicroelectronics che lascia lo 0,6% sul parterre a EUR28,95. Durante la seduta il titolo ha aggiornato il massimo a 52 settimane a EUR29,79 ad azione.
Le assemblee degli azionisti di BPER Banca e di Banca Popolare di Sondrio hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di PopSondrio in BPER con il relativo rapporto di cambio fissato in 1,45 azioni ordinarie BPER per ciascuna azione di Popolare di Sondrio.
BPER ha chiuso in calo del 2,0% mentre PopSondrio ha ceduto l'1,0%.
Tra i ribassisti, UniCredit ha ceduto il 3,8%, mentre Mediobanca ha lasciato il 3,9% sul parterre.
Sul fondo del principale listino si è piazzata MPS, in calo del 4,3%, con scambi per oltre EUR280 milioni.
Sul Mid-Cap, bene Salvatore Ferragamo, che ha chiuso in verde dell'11%. La company ha reso noto mercoledì di aver chiuso l'esercizio 2025 con una perdita netta adjusted di EUR3 milioni rispetto a un utile di EUR16 milioni registrato nell'esercizio 2024, escludendo l'effetto negativo dell'Impairment Test sia per il 2024 che per il 2025.
Il board di Avio - giù dell'8,8% - ha approvato i conti che evidenziano un utile netto di EUR11,6 milioni, in crescita dell'82% rispetto all'anno precedente. I ricavi netti si sono attestati a EUR541,7 milioni, in aumento del 23% su base annua.
Iren ha chiuso in ribasso dello 0,9%. La società ha reso noto di aver firmato un accordo di finanziamento da EUR225 milioni con la Banca Europea per gli Investimenti a sostegno del programma di investimenti della multiutility italiana, per il periodo 2025-2028.
Sul fondo del listino cadetto, Reply ha terminato in calo del 15%. La società ha chiuso il 2025 con un utile netto di gruppo pari a EUR250,9 milioni, in aumento del 19% rispetto ai EUR211,1 milioni registrati nel 2024. Il cda proporrà un dividendo pari a EUR1,35 per azione. I ricavi consolidati si sono attestati a EUR2,48 miliardi, in crescita dell'8,0% rispetto ai EUR2,30 miliardi dell'esercizio precedente.
Sullo Small-Cap, Italian Sea Group ha chiuso la seduta in vetta con un rialzo del 6,1%.
OPS Retail terminano sul fondo del listino con un calo del 21%.
Enervit - su dell'1,4% - giovedì ha fatto sapere di aver chiuso il 2025 con un utile netto di EUR4,3 milioni da EUR4,1 milioni al 31 dicembre 2024. La società ha proposto la distribuzione di un dividendo pari a EUR0,215 per azione da EUR0,16 staccato nel 2024.
Esprinet - giù dell'16% - ha comunicato mercoledì che ha chiuso il 2025 con un utile netto di EUR20,2 milioni, in calo rispetto a EUR21,5 milioni registrati nel 2024. L'utile ante-imposte è salito a EUR31,6 milioni da EUR28,9 milioni dell'esercizio precedente, mentre l'utile netto per azione ordinaria si è attestato a EUR0,41 rispetto a EUR0,44 nel 2024. Il cda proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo pari a EUR0,35 per azione.
Gefran - in passivo del 4,1% - ha reso noto di aver approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2025, chiuso riportando ricavi per EUR139 milioni, in aumento del 4,8% rispetto a EUR132,6 milioni del 2024. L'utile netto è stato pari a EUR9,9 milioni, registrando una flessione dell'11% e di EUR1,3 milioni rispetto a EUR11,1 milioni del dicembre del 2024. Il board proporrà un dividendo pari a EUR0,43, in linea con quello staccato a maggio del 2025.
Fra le PMI, buoni acquisti per Mare Group - su del 5,5% - dopo che ha comunicato giovedì che il suo consiglio di amministrazione ha deliberato di aderire all'offerta pubblica di acquisto volontaria avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Eles Semiconductor Equipment - in rosso dello 0,3% - promossa da Xenon AIFM nella sua qualità di socio gestore di Xenon Private Equity VIII.
Datrix - in rialzo dello 2,2% - ha comunicato giovedì il suo ingresso nel settore sanitario con un portafoglio di soluzioni di IA adattabili a supporto di ospedali, aziende farmaceutiche e organizzazioni sanitarie.
Tra i titoli con i maggiori scambi per controvalore, expert.ai ha ceduto l'1,6%, mentre eViso ha guadagnato l'1,6%.
Tra i titoli sul fondo del listino alternativo, Eprcomunicazione ha lasciato il 9,5% sul parterre.
A New York, il Dow cede l'1,1%, il Nasdaq arretra dell'1,4, mentre l'S&P 500 è in rosso dell'1,2%.
Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1520 da USD1,1643 di martedì, mentre la sterlina scambia USD1,3345 da USD1,3452 di ieri sera.
Tra le commodity, il Brent scambia USD99,16 al barile da USD92,62 al barile di mercoledì, mentre l'oro vale USD5.127,15 l'oncia da USD5.167,50 l'oncia di ieri sera.
Il calendario macroeconomico di venerdì si apre alle 0800 CET in UK con la pubblicazione di una serie di dati sull'attività economica, tra cui il PIL, la produzione industriale, il saldo della bilancia commerciale e l'indice delle costruzioni.
Sempre alle 0800 CET in Germania viene diffuso l'indice dei prezzi all'ingrosso.
Alle 0845 CET in Francia è prevista la pubblicazione dell'IPC francese.
Alle 0900 CET in Spagna arrivano due indicatori sui prezzi e sull'attività industriale, con l'IPP e l'IPC della Spagna.
Alle 1000 CET in Italia è attesa la produzione industriale italiana.
Nel pomeriggio l'attenzione si sposta sugli USA. Alle 1330 CET vengono diffusi il PIL e l'indice dei prezzi PCE.
Alle 1500 CET negli USA è previsto il dato sui nuovi lavori JOLTS.
La giornata si chiude alle 1900 CET con i dati di Baker Hughes sul numero totale degli impianti di estrazione negli USA.
Fra le società di Piazza Affari, sono attesi i conti di Biesse, Cembre, De' Longhi, El.En., Emak, Impianti, IRCE, LU-VE, MARR e Neodecortech.
Di Antonio Di Giorgio, Alliance News reporter
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