(Alliance News) - Il MIB si spinge oltre i 41.900 punti nella seduta di mercoledì, mostrando una certa resilienza dopo la flessione dell'1,6% registrata nella giornata precedente, in linea con l'ampio sell-off che ha coinvolto i mercati europei.

La dinamica ribassista di martedì è stata innescata dai crescenti timori sulla sostenibilità del debito sovrano nelle principali economie del continente e dalle potenziali ricadute inflazionistiche, che hanno condizionato negativamente il sentiment degli operatori.

Nel frattempo, il focus degli investitori si è spostato sull'analisi dei nuovi dati PMI, con il settore privato italiano che ha mostrato un'accelerazione, raggiungendo il suo massimo di espansione degli ultimi tre mesi. La ripresa dell'attività manifatturiera ha di fatto compensato la minore dinamica del comparto dei servizi, fornendo un segnale di stabilizzazione all'interno di un quadro macroeconomico ancora fragile.

Il Mib, quindi, sta marcando un rialzo dello 0,5% a 41.922,39.

Il CAC 40 di Parigi avanza dell'1,0%, il DAX di Francoforte avanza avanza dello 0,6%, mentre il FTSE 100 di Londra sta salendo dello 0,4%.

Fra i listini minori, il Mid-Cap è in verde dello 0,2% a 55.637,88, lo Small-Cap avanza dello 0,3% a 34.214,64 e l'Italia Growth è in verde frazionale a 8.458,24 punti.

Tra le bluechip, Prysmian si porta avanti del 4,0% a EUR76,76 per azione, dopo il 2,1% di passivo della vigilia. Il titolo durante gli scambi ha aggiornato il nuovo massimo nel timeframe a 52 settimane a EUR77,12 per azione.

STMicroelectronics avanza del 2,4% a EUR22,69 per azione, rialzando la testa dopo tre sedute da ribassista.

Ferrari avanza invece dell'1,3% a EUR424,80 per azione, in direzione per la sua terza seduta da rialzista.

Mediobanca cede invece l'1,0% a EUR19,91 per azione, alle prese con le manovre di Monte dei Paschi per salire nell'azionariato.

MPS - che cede l'1,1% - ha aggiunto EUR0,90 in contanti per azione Mediobanca, portando il valore complessivo dell'OPS da 12,8 a 13,55 miliardi. Le adesioni sono salite al 30,1%, vicino alla soglia minima del 35%, grazie ai conferimenti della famiglia Tortora, dei Benetton e in arrivo da Enpam. Restano da convincere Enasarco, Cassa Forense, UniCredit e vari fondi, mentre Delfin e Caltagirone hanno già consegnato.

Fra la minoranza dei ribassiti si vede anche Poste Italiane, che sta facendo un passo indietro dello 0,8% a EUR19,42 dopo il 2,2% di contrazione della vigilia.

Sul segmento cadetto, Salvatore Ferragamo avanza del 3,5% a EUR4,89 e facendo seguito al 2,3% di attivo di martedì in chiusura.

Technoprobe avanza del 2,5%, dopo il 4,7% di passivo della seduta precedente.

Intercos segna invece un meno 4,0%, dopo due sedute da ribassista e portando il prezzo in area EUR11,68.

Technogym cede invece lo 0,6% a EUR14,25. Da segnalare che sul titolo Beremberg ha portato al rialzo il target price a EUR15,20 dal precedente EUR13,60.

Sullo Small-Cap, BasicNet avanza del 6,4%, dopo il 2,0% di rosso della seduta precedente.

SIT avanza invece del 3,2%, dopo tre sedute da ribassista a EUR1,62. Il titolo sulla piattaforma MarketScreener - sulla valutazione di un solo analista - mostra un target price di EUR1,70, con uno spread di circa l'8% sul valore di mercato.

Safilo Group - in verde dell'1,8% - ha comunicato martedì di aver acquistato 570.949 azioni ordinarie proprie tra il 25 e il 29 agosto, per un controvalore complessivo di EUR866.000 circa.

Retrovie per Softlab, che segna un meno 2,8% a EUR1,71 per azione, dopo due sedute di rialzi in double-digit. Da segnalare che il titolo dall'inizio del 2025 ha più che raddoppiato il proprio market cap, con un aumento che va oltre il 110%.

Fra le PMI, Elsa Solutions avanza invece del 6,1%, alla sua terza seduta da rialzista.

DigiTouch avanza invece del 4,5% a EUR1,98, rialzando la testa dopo due sedute chiuse con candela bearish.

Circle - in calo del 4,0% - martedì ha annunciato la sottoscrizione di un nuovo contratto del valore di EUR140.000 con un'importante realtà italiana attiva, da oltre 60 anni, nei servizi di truck service e logistica intermodale, con una forte presenza sul territorio nazionale e in costante evoluzione verso modelli operativi sempre più digitali e integrati.

Allcore cede invece il 3,8%, facendo seguito alle due precedenti sedute chiuse in saldo passivo.

A New York, nella notte europea, il Dow Jones ha ceduto lo 0,6%, il Nasdaq lo 0,8%, mentre l'S&P500 ha fatto un passo indietro dello 0,7%.

Fra le piazze asiatiche, il Nikkei ha chiuso cedendo lo 0,9%, l'Hang Seng ha ceduto lo 0,6%, mentre lo Shanghai Composite ha chiuso facendo un passo indietro dell'1,2%.

Sul fronte valutario, l'euro passa di mano a USD1,1634 da USD1,1661 della chiusura azionaria di martedì, mentre la sterlina scambia a USD1,3371 contro USD1,3397 di ieri sera.

Tra le commodity, il Brent scambia a USD68,12 al barile da USD68,30 al barile della chiusura azionaria di martedì sera, mentre l'oro vale USD3.537,19 l'oncia da USD3.503,33 l'oncia di ieri sera.

Sul calendario economico di mercoledì, alle 1300 CEST in USA, è la volta dei dati sui mutui, mentre alle 1600 CEST è atteso l'approfondimento sui beni durevoli statunintensi.

Alle 2230 CEST si chiude con l'aggiornamento sulle scorte settimanali di petrolio.

Di Maurizio Carta, Alliance News Reporter

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