I ministri delle finanze europei hanno concordato giovedì di anticipare al prossimo anno l'introduzione dei dazi doganali sui pacchi di basso valore provenienti da Paesi extra UE, con l'obiettivo di contrastare l'importazione di prodotti cinesi a basso costo tramite l'e-commerce. Una misura destinata a colpire in particolare i colossi online cinesi Shein e Temu.
L'intesa, raggiunta a Bruxelles, prevede l'introduzione dei nuovi dazi già nel 2026, anticipando così il calendario iniziale. Ora si aprirà il negoziato con il Parlamento Europeo, il cui via libera è necessario per l'entrata in vigore della riforma.
L'Unione Europea accelera così la risposta alle crescenti preoccupazioni per il dumping di prodotti cinesi sul mercato europeo.
Il Commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic aveva proposto ai ministri di abolire l'esenzione dai dazi (“de minimis”) per gli acquisti online inferiori a 150 euro (175 dollari) già nel primo trimestre del 2026, anticipando di due anni il termine originariamente previsto. Al suo posto, ha suggerito l'introduzione di una “tassa doganale semplificata e temporanea”.
Nel 2023, la Commissione Europea aveva proposto di eliminare l'esenzione solo dal 2028, in concomitanza con una più ampia riforma del sistema doganale comunitario che prevede anche l'abolizione formale del regime de minimis.
Piattaforme come Shein, Temu, AliExpress e Amazon Haul inviano direttamente ai consumatori europei abbigliamento, accessori e gadget prodotti in Cina a prezzi stracciati grazie all'attuale esenzione doganale.
«Le industrie europee, in particolare i rivenditori, hanno ripetutamente sottolineato la necessità di eliminare senza indugi questa distorsione della concorrenza», ha scritto Sefcovic.
L'accordo è stato accolto positivamente in tutta Europa.
«La fine dell'esenzione chiuderà storici punti deboli, sfruttati sistematicamente per evitare i dazi doganali», ha dichiarato la ministra dell'Economia danese Stephanie Lose in conferenza stampa.
Il rivenditore online tedesco Zalando, tra i promotori della richiesta di intervento all'UE, ha sottolineato in una nota la necessità di accelerare la rimozione dell'esenzione.
L'associazione svedese del commercio al dettaglio e l'associazione tedesca dell'e-commerce hanno definito l'accordo dei ministri delle finanze un primo passo verso una concorrenza più equa.
Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha commentato: «La tassazione dei pacchi sotto i 150 euro è essenziale per la sopravvivenza del nostro settore tessile e abbigliamento».
STRETTA SU SHEIN E TEMU
Shein ha scelto di non commentare, mentre Temu, AliExpress e Amazon non hanno risposto immediatamente alle richieste di dichiarazioni. Shein è inoltre coinvolta in procedimenti legali in Francia per la vendita sulla propria piattaforma di bambole sessuali dall'aspetto infantile.
Il numero di pacchi e-commerce di basso valore arrivati nell'UE è raddoppiato lo scorso anno, raggiungendo quota 4,6 miliardi, di cui oltre il 90% provenienti dalla Cina. La Commissione Europea, organo esecutivo dell'UE, è sotto pressione da parte delle aziende europee per arginare più rapidamente questo flusso.
«Abbiamo già ricevuto più pacchi che in tutto il 2024, e il Black Friday e il Natale sono alle porte», ha dichiarato l'eurodeputato Dirk Gotink, relatore della nuova legislazione doganale.
Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha abolito la propria politica “de minimis”, che consentiva l'ingresso senza dazi di pacchi inferiori agli 800 dollari, alimentando i timori che le importazioni cinesi a basso costo si riversino ora in Europa.
L'urgenza è aumentata anche perché diversi Paesi UE hanno introdotto tasse nazionali di gestione.
La Romania ha proposto una tassa di 25 lei (5,73 dollari) sui pacchi di basso valore, mentre l'Italia sta lavorando a una misura fiscale entro fine anno per proteggere il settore moda, come ha dichiarato il ministro delle Imprese mercoledì.
I RETAILER METTONO IN GUARDIA SUL RISCHIO DI TASSE NAZIONALI DIFFERENZIATE
Il gruppo di pressione EuroCommerce, che rappresenta i rivenditori e grossisti europei, ha avvertito che una moltiplicazione di tasse nazionali rischia di minare il mercato unico europeo. La Commissione ha proposto una tassa di 2 euro, ma non è ancora chiaro quando sarà applicata.
Resta inoltre da capire quanto tale tassa possa essere efficace nella pratica.
«Di solito il mercato si adegua... Uno o due euro non cambieranno davvero l'attrattiva di queste piattaforme», ha dichiarato giovedì l'amministratore delegato di Poste Italiane, azienda statale che gestisce milioni di pacchi ogni anno.
Il presidente dell'associazione francese dei rivenditori, Alexandre Bompard, che guida anche il gruppo Carrefour, aveva dichiarato a luglio che una tassa di 2 euro sui pacchi di basso valore è «una barzelletta».
($1 = 0,8575 euro; 4,3595 lei)




















