UBS mantiene su Moncler la raccomandazione "neutral" e riduce il target price a EUR55,00 da EUR60,00, alla luce di un contesto settoriale meno favorevole, pur in presenza di una dinamica operativa nel breve termine giudicata relativamente solida.

Nel preview sul primo trimestre, Chris Huang, Zuzanna Pusz e Robert Krankowski evidenziano come la forte stagionalità del gruppo, con oltre il 40% delle vendite concentrate nel quarto trimestre, possa rappresentare nell'attuale contesto un elemento di supporto.

In particolare, osservano che "riteniamo che la stagionalità giochi a favore di Moncler in questa fase", poiché la minore esposizione ai mesi estivi rende il gruppo relativamente più difensivo rispetto ai concorrenti in caso di rallentamento della domanda nel corso dell'anno.

UBS stima per il primo trimestre ricavi pari a EUR843 milioni, in aumento dell'8% a cambi costanti, con entrambe le divisioni attese in crescita.

Il marchio Moncler dovrebbe registrare vendite per EUR732 milioni, sostenute da un'accelerazione del canale direct-to-consumer al 9% rispetto al 7% del trimestre precedente, mentre il wholesale è visto in calo dell'1%. A livello geografico, la crescita più solida è prevista in Asia e nelle Americhe, rispettivamente in aumento dell'11% e del 10%, mentre l'Europa dovrebbe mostrare un incremento più contenuto dell'1%.

Per Stone Island, gli analisti stimano ricavi pari a EUR112 milioni, con una crescita dell'8% a cambi costanti, trainata dal canale DTC in aumento del 13% e da un wholesale in progresso del 3%.

Nel complesso, UBS si attende un primo trimestre robusto, con i consumatori cinesi ancora in sovraperformance rispetto agli altri cluster, elemento che potrebbe offrire un supporto relativo al titolo nel breve periodo.

Tuttavia, l'approccio resta prudente, con la banca che sottolinea come "restiamo in attesa di evidenze più concrete di una transizione di successo verso un modello all-season".

Tra i rischi evidenziati figurano il contesto geopolitico, in particolare il Medio Oriente, che pesa per circa il 2% delle vendite del brand Moncler e per circa l'1% di Stone Island, oltre a una possibile debolezza della domanda nel lusso nel corso dell'anno.

Sul fronte delle stime, UBS prevede ricavi in crescita da EUR3,13 miliardi nel 2025 a EUR3,22 miliardi nel 2026 e a EUR3,47 miliardi nel 2027, fino a EUR3,75 miliardi nel 2028 e EUR4,04 miliardi nel 2029.

L'Ebit è atteso salire da EUR913 milioni nel 2025 a EUR946 milioni nel 2026 e a EUR1,03 miliardi nel 2027, con ulteriore espansione a EUR1,13 miliardi nel 2028 e EUR1,23 miliardi nel 2029.

L'utile netto è visto crescere da EUR627 milioni nel 2025 a EUR644 milioni nel 2026 e a EUR706 milioni nel 2027, per poi raggiungere EUR779 milioni nel 2028 e EUR858 milioni nel 2029, mentre l'utile per azione è stimato passare da EUR2,29 nel 2025 a EUR2,35 nel 2026 e a EUR2,57 nel 2027, fino a EUR3,11 nel 2029.

In termini di remunerazione degli azionisti, il dividendo per azione è previsto a EUR1,40 nel 2025, per poi attestarsi a EUR1,29 nel 2026 e EUR1,41 nel 2027, con un progressivo incremento fino a EUR1,71 nel 2029.

La posizione finanziaria netta, positiva, è attesa crescere da EUR98 milioni nel 2025 a EUR282 milioni nel 2026 e a EUR552 milioni nel 2027, ampliandosi ulteriormente negli anni successivi.

Dal punto di vista valutativo, il titolo tratta a multipli pari a 21,3 volte gli utili attesi per il 2026 e 19,5 volte per il 2027, a fronte di una crescita media annua stimata delle vendite dell'8% e dell'utile per azione del 10% nel periodo 2026-2029.

La revisione del target price riflette principalmente una riduzione del multiplo settoriale di riferimento, sceso a circa 21 volte rispetto alle circa 24 volte precedenti, mentre le stime sugli utili restano sostanzialmente invariate, con variazioni inferiori all'1% sul periodo 2026-2028.

Nel complesso, UBS riconosce una buona tenuta operativa nel breve termine e un limitato rischio di revisione al ribasso delle stime rispetto ai concorrenti, ma ritiene necessari ulteriori segnali sulla capacità del gruppo di evolvere verso una maggiore destagionalizzazione prima di adottare una posizione più costruttiva sul titolo.