(Alliance News) - Nel pomeriggio l'assemblea straordinaria di Monte dei Paschi di Siena voterà le modifiche statutarie che introducono la "lista del cda" tra le modalità di nomina dei vertici. La partecipazione è stimata al 72–73% del capitale e, alla luce delle indicazioni dei proxy advisor favorevoli agli investitori istituzionali, l'approvazione appare scontata, scrive La Repubblica mercoledì.

La lista del consiglio uscente è di fatto l'unica opzione in vista del rinnovo di metà aprile, poiché i soci forti Delfin e il gruppo Francesco Gaetano Caltagirone sono considerati dalla Banca Centrale Europea azionisti finanziari e non possono presentare liste di maggioranza, spiega il quotidiano.

Dopo l'OPS su Mediobanca, la vigilanza ha inoltre chiesto a MPS un piano di integrazione entro fine marzo, con possibile anticipo a febbraio.

Entro il 5 marzo, in base alla nuova legge Capitali, MPS dovrà depositare una lista di 20 candidati, 12 dei quali entreranno in cda, inclusi tre espressi dalla minoranza di Assogestioni. Febbraio diventa così decisivo anche per gli equilibri con Mediobanca e Assicurazioni Generali.

Sullo sfondo resta la strategia dell'ad Luigi Lovaglio, incentrata sulla fusione con Mediobanca e sul delisting per generare sinergie stimate in EUR700 milioni, oggi contestata da parte del cda e da Caltagirone.

Repubblica aggiunge che una revisione appare però complessa, in assenza di alternative credibili e con il piano già approvato dalla BCE, che dovrà esprimersi ex post sul nuovo statuto entro il 5 marzo.

Di Claudia Cavaliere, Alliance News reporter

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