(Alliance News) - Negli ultimi mesi Monte dei Paschi di Siena è al centro di una fase delicata, segnata dal riassetto della governance e dalle scadenze imposte dalle autorità di vigilanza europee. Dopo la chiusura dell'OPS su Mediobanca, la banca è chiamata a presentare entro sei mesi un nuovo piano alla BCE e a rinnovare il consiglio di amministrazione.

In questo contesto, l'attenzione dei media internazionali si è concentrata sui rapporti tra il management di MPS e i suoi principali azionisti, alimentando ricostruzioni e retroscena che hanno spinto il gruppo Caltagirone a intervenire con una presa di posizione ufficiale.

La società riconducibile a Francesco Gaetano Caltagirone ha diffuso una comunicazione in risposta a un articolo firmato da Silvia Sciorilli Borrelli e pubblicato oggi dal Financial Times, dal titolo "Monte dei Paschi chief at odds with billionaire investor over Mediobanca".

Nella nota si precisa innanzitutto che "Francesco Gaetano Caltagirone non ha contatti con l'amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, da diverse settimane", smentendo così l'ipotesi di un confronto diretto in corso tra le due figure.

Secondo quanto sottolineato nella comunicazione, la fase attuale sarebbe invece caratterizzata da un normale dibattito interno al consiglio di amministrazione della banca. "Quanto emerso in questi giorni sulla stampa evidenzia una fase di confronto interna al consiglio di amministrazione di MPS", confronto che riguarda due passaggi ritenuti decisivi: "il piano industriale richiesto dalla BCE entro sei mesi dalla chiusura dell'OPS su Mediobanca e la definizione della lista del cda in vista del suo rinnovo".

Caltagirone contesta apertamente le interpretazioni che collegano tale confronto al ruolo degli azionisti rilevanti o alla partecipazione di Mediobanca in Generali. "Accostare questo confronto consiliare al ruolo di un azionista rilevante o alla quota detenuta da Mediobanca in Generali è un'interpretazione strumentale", si legge nella nota, un'interpretazione che sarebbe "utile solo a confondere le dinamiche fisiologiche del Consiglio di MPS".

La comunicazione ribadisce inoltre un punto ritenuto centrale: "il Cav. Caltagirone non fa parte del consiglio di MPS", elemento che renderebbe infondata qualsiasi ricostruzione basata su un presunto scontro diretto con l'amministratore delegato. Secondo la società, tali letture finirebbero per "insinuare un presunto contrasto fra l'ad della banca ed un suo azionista".

La nota si chiude con una domanda che suona come un messaggio polemico verso chi alimenta certe narrazioni mediatiche: "A chi giova tutto ciò?".

Un interrogativo che riassume la posizione di Caltagirone e rilancia il dibattito sulle dinamiche interne a MPS in una fase cruciale per il futuro dell'istituto senese.

Caltagirone venerdì scambia in rosso dell'1,5% a EUR10,00 per azione, Monte dei Paschi cede invece il 2,8% a EUR8,95 per azione e Mediobanca arretra dell'1,7% a EUR17,48 per azione.

Di Maurizio Carta, Alliance News reporter

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