(Alliance News) - Il cda di MPS è atteso giovedì 22 ad approvare il calendario 2026, un anno chiave per la banca, scrive venerdì la Repubblica.
Entro metà marzo dovranno essere presentati sia il piano industriale del polo con Mediobanca, richiesto dalla Banca Centrale Europea, sia l'elenco dei candidati che il consiglio uscente proporrà all'assemblea del 16 aprile per il rinnovo dei vertici.
La fase è segnata da confronti serrati tra l'amministratore delegato Luigi Lovaglio, il cda e i principali azionisti, con Delfin affiancata da Francesco Gaetano Caltagirone, che detiene il 10,26% del capitale. Le tensioni sono emerse anche nell'ultima riunione del comitato nomine di MPS, quando nella bozza che disciplina l'iter della "lista del cda" è stato inserito un passaggio che vieta a soggetti sottoposti a indagine penale di confrontarsi con gli azionisti nella selezione dei candidati.
Secondo fonti finanziarie, la norma servirebbe a tutelare la banca da futuri rilievi, evitando contatti sulla governance tra persone indagate a Milano per l'ipotesi di concerto nella scalata a Mediobanca, tra cui lo stesso Lovaglio e i soci Milleri e Caltagirone. Nelle società quotate che adottano la lista del cda, di norma è il presidente a sondare i soci sulle nomine, e anche a Siena, se il cda del 22 approverà il testo, questo compito dovrebbe spettare a Nicola Maione. Nella stessa seduta è attesa anche la scelta degli head hunter per la composizione della lista.
Il passaggio è considerato un segnale di indebolimento per Lovaglio, mentre sullo sfondo resta il piano di integrazione da presentare entro marzo. Le certezze sono poche e, secondo fonti vicine al dossier, l'unica finora è che Mediobanca resterà autonoma e quotata, in contrasto con quanto indicato da Lovaglio al mercato e alla Consob il 24 gennaio, quando lanciò l'OPS promettendo EUR700 milioni di sinergie da fusione.
Di Antonio Di Giorgio, Alliance News reporter
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