Le banche italiane Monte dei Paschi di Siena (MPS) e Mediobanca hanno approvato i passaggi verso una fusione completa, dopo che le tensioni tra azionisti e consiglieri sul piano hanno spinto il consiglio di MPS a votare contro la riconferma del proprio Amministratore Delegato.

MPS ha dichiarato martedì sera che emetterà fino a 1,6 miliardi di euro (1,9 miliardi di dollari) in nuove azioni e offrirà agli investitori di Mediobanca 2,45 azioni MPS per ogni azione Mediobanca conferita.

L'obiettivo è acquistare il 14% del partner non ancora posseduto e procedere al delisting.

Il rapporto di cambio implica un premio di circa il 3% rispetto ai prezzi di chiusura di martedì, rettificato per il pagamento dei dividendi, secondo i calcoli di Reuters. I titoli di entrambe le banche hanno chiuso in rialzo, controtendenza rispetto al calo dell'1% del settore.

RICERCA DI UN NUOVO LEADER

La fusione completa è in linea con la strategia per il gruppo combinato che l'Amministratore Delegato di MPS, Luigi Lovaglio, aveva presentato agli investitori il 27 febbraio, prima che il consiglio della banca votasse per negargli un nuovo mandato.

MPS ha proposto tre candidati alternativi per la carica di CEO su cui gli azionisti dovranno votare ad aprile.

Gli azionisti di MPS hanno tempo fino al 21 marzo per presentare una lista concorrente.

Negli ultimi giorni ci sono stati contatti tra i soci per una potenziale lista alternativa di candidati al consiglio guidata da Lovaglio, ma il tempo per trovare un numero sufficiente di candidati idonei è scarso, rendendo tale prospettiva improbabile, ha riferito una fonte vicina alla vicenda.

Lovaglio, che ha guidato la ristrutturazione della banca, il suo ritorno alla proprietà privata e l'acquisizione della rivale più grande, aveva ottenuto il sostegno del principale azionista Delfin e del Tesoro italiano, ma non dell'investitore numero due, Francesco Gaetano Caltagirone.

Caltagirone non considerava l'acquisizione totale di Mediobanca come una priorità, nonostante le pressioni della Banca Centrale Europea per completare il piano, come precedentemente riferito da alcune fonti.

MPS scorporerà Mediobanca in un'unità non quotata, che manterrà il marchio Mediobanca, le attività di wealth management e di investment banking dell'istituto milanese acquistato in un'operazione in contanti e azioni da 16 miliardi di euro.

L'acquisizione, otto anni dopo il salvataggio di MPS da parte dello Stato, è stata la più grande operazione in un'ondata di consolidamento che sta rimodellando il settore bancario italiano.

MPS ha reso noto che Jefferies, JPMorgan, UBS e Alvarez & Marsal hanno agito come consulenti finanziari, mentre Mediobanca ha lavorato con Morgan Stanley e Rothschild. (1 dollaro = 0,8595 euro)