(Alliance News) - Prosegue il confronto sul piano industriale e sull'assetto futuro tra MPS e Mediobanca ma dalla due giorni di riunioni a Roma non è ancora emersa una soluzione condivisa.
Come scrive il Corriere della Sera martedì, il clima viene descritto come costruttivo ma il cda di Mps ha chiesto di valutare tutte le opzioni, avviando un'istruttoria senza indicare una strada preferita.
Oltre all'ipotesi di fusione - inizialmente considerata la via naturale -, prende corpo l'alternativa di mantenere gli assetti attuali, con MPS all'86,3% di Mediobanca e il possibile ripristino del flottante fino al 30%, puntando su un'integrazione graduale.
Intanto, si avvicina il rinnovo del cda di MPS, atteso per l'assemblea del 16 aprile. Secondo Reuters, il MEF sosterrà la ricandidatura dell'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, e non appoggerà liste che non lo includano. Il gruppo Caltagirone ha invece scelto di non esprimersi, in attesa delle decisioni del consiglio.
I tempi restano stretti: Mps punta a presentare il piano al mercato e alla Bce a fine febbraio. Nei prossimi giorni il cda dovrà definire il regolamento per la lista e selezionare l'head hunter. La fusione con Mediobanca consentirebbe sinergie per 700 milioni in tre anni, mentre senza merger i benefici sarebbero più graduali, secondo gli analisti.
Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter
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