(Alliance News) - Resta incerto il futuro dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio nel cda di Monte dei Paschi, come scrive Milano Finanza venerdì.
Il consiglio della banca senese, presieduto da Nicola Maione, non ha ancora definito il regolamento per la formazione della lista del board in vista del rinnovo degli organi, nonostante l'assemblea per l'elezione del nuovo consiglio sia stata convocata per il 15 aprile.
Il comitato nomine, guidato da Domenico Lombardi, ha proposto di escludere Lovaglio dalla definizione della rosa dei candidati, prosegue il quotidiano. Una scelta che formalmente non preclude la sua riconferma come CEO, ma che viene letta da alcuni come un segnale contrario al rinnovo del mandato 2026-2029, anche alla luce delle tensioni con il gruppo Caltagirone, azionista con oltre il 10%.
Due pareri legali, firmati da Roberto Sacchi e Nicola Apa, hanno indicato l'opportunità di tenere l'ad fuori dai contatti con i principali azionisti, in relazione all'indagine della procura di Milano su un presunto patto occulto tra Delfin e Caltagirone nell'operazione Mediobanca, che coinvolgerebbe anche Lovaglio. L'obiettivo sarebbe tutelare la correttezza procedurale e la banca, che non risulta indagata.
Come spiega MF, il confronto in cda è stato a tratti acceso e il presidente Maione ha rinviato la decisione per ulteriori approfondimenti. La discussione riprenderà il 28 gennaio, mentre resta bloccata l'intera procedura di selezione dei candidati: non è stato ancora scelto l'head hunter né avviata la valutazione dei curricula.
Le scadenze restano strette. Il 4 febbraio l'assemblea dovrà approvare il nuovo statuto, ancora in attesa del via libera della BCE, mentre la lista del cda dovrà essere depositata entro il 5 marzo.
In parallelo, il board lavora al nuovo piano industriale post-OPS su Mediobanca, che peserà sulla decisione dei grandi soci. Lovaglio ha finora il sostegno di Delfin e del Tesoro, oltre all'apprezzamento del vicepremier Matteo Salvini.
Caltagirone, invece, non ha ancora scoperto le carte e ha smentito l'ipotesi di una frattura con l'ad, parlando di una normale fase di confronto interna al consiglio su piano industriale e rinnovo del board.
Di Claudia Cavaliere, Alliance News reporter
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