A seguito di un programma strategico di scouting tecnologico guidato da Universal Materials Incubator, la National Agricultural Development Company ha avviato una partnership per lanciare su larga scala le prove in campo di EF Polymer, segnando un passo significativo nell’adozione di soluzioni deep-tech volte a rafforzare la sicurezza alimentare e idrica del Regno. La collaborazione prevede l’avvio di sperimentazioni sul campo della soluzione proprietaria di EF Polymer, una polvere 100% organica e biodegradabile che agisce come una “batteria del suolo”, ottenuta dal riciclo di scarti alimentari. Progettato per affrontare la scarsità idrica nelle regioni aride e semi-aride, il materiale è in grado di assorbire fino a 50 volte il proprio peso in acqua e rilascia gradualmente l’umidità direttamente alle radici delle piante.

Questo meccanismo ha il potenziale di ridurre l’uso di acqua per l’irrigazione fino al 40%, migliorando al contempo la resa delle colture e la produttività agricola a lungo termine. Oltre all’efficienza idrica, EF Polymer migliora la ritenzione dei nutrienti riducendo il dilavamento dei fertilizzanti, con conseguente diminuzione del fabbisogno complessivo di concimi. Dopo circa un anno nel terreno, il materiale si biodegrada completamente trasformandosi in carbonio organico, sostanza organica e micronutrienti come magnesio, calcio e azoto, contribuendo direttamente alla salute e alla fertilità del suolo nel lungo periodo.

La soluzione è economica, facile da applicare e adatta a una vasta gamma di colture, risultando quindi valida sia per agricoltori individuali sia per operazioni agricole su scala industriale come quelle di NADEC. EF Polymer ha già ottenuto una significativa adozione commerciale in diversi mercati globali, tra cui Giappone, Stati Uniti, India e Turchia, dove è attivamente utilizzata da agricoltori e operatori del settore agroalimentare per migliorare l’efficienza idrica, la salute del suolo e la resilienza delle colture in condizioni climatiche variabili. Le sue credenziali organiche sono certificate da OMRI ed Ecocert, rafforzando il suo allineamento con pratiche agricole sostenibili e rigenerative. Le poste in gioco per questa alleanza sono elevate.

Entro il 2030, si prevede che la domanda globale di acqua dolce supererà l’offerta del 40%. In Arabia Saudita, la sfida è localizzata ma intensa: il solo settore agricolo consuma circa 11,4 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno. Questa partnership sottolinea l’impegno di NADEC nell’adottare tecnologie innovative e scalabili che consentano di conservare le risorse naturali supportando al contempo sistemi alimentari resilienti in tutto il Regno.

Traguardi strategici delle sperimentazioni: Grano: sono iniziate le prove per dimostrare la capacità di ritenzione idrica su questa coltura ad alto fabbisogno d’acqua. Olivo e mirtillo: test specifici sono programmati per marzo per valutare il miglioramento delle rese e l’efficienza nell’assorbimento dei nutrienti. Questa collaborazione sostiene gli obiettivi di Saudi Vision 2030 di ridurre del 90% l’uso di acque sotterranee non rinnovabili.