Ftse Mib tocca i 47.000 punti intraday, giù oro e euro
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 04 feb - Finale di seduta in frenata per le Borse europee che non riescono a rimanere completamente indifferenti ai timori sulla tenuta dell'AI provenienti da Oltreoceano, accanto a un debole mercato del lavoro Usa. Piazza Affari tuttavia è alla sua quarta seduta consecutiva positiva e continua ad aggiornare i massimi: il Ftse Mib ha toccato quota 47.000 punti, che non si vedevano da fine novembre 2000, per poi dimezzare i guadagni sul finale e chiudere a 46.636 punti (sempre ai massimi da fine 2000) con un progresso dello 0,47%. Questo, mentre a Wall Street il Nasdaq perde circa l'1,5% (S&P in calo e il Dow in rialzo) con il tonfo di Amd (-16% circa) che frena tutto il tech. Il comparto resta osservato speciale, in attesa dei conti di Alphabet (oggi a mercati chiusi) e Amazon (domani), le ultime due Big Tech che mancano all'appello delle trimestrali. La stagione degli utili prosegue anche in Europa, a partire dalle banche, mentre finisce sullo sfondo la conferma della frenata dell'inflazione Ue, che allontana ancora di più interventi sui tassi da parte della Bce (nella riunione di domani).
Sul listino milanese gli acquisti sono sostenuti dal comparto industriale (+5,5% Inwit, +3,5% Stellantis e +3,6% St), ma soprattutto dall'exploit di Mediobanca (+5,84%), con oltre 5 milioni di azioni scambiate, pari a quasi cinque volte la media mensile. Il rialzo è legato all'ipotesi di un'Opa da parte di Mps (+1,15%), che oggi ha riunito i soci in un'assemblea straordinaria per le modifiche statutarie. Chiudono in coda Leonardo(-4,7%), che ha annunciato un accordo con Indonesia per la fornitura di aerei M-346, e Buzzi (-3,3%).
Sul valutario, l'euro si indebolisce e scambia sotto quota 1,18 dollari (a 1,179 da 1,183 in avvio e 1,181 ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 184,9 yen (da 185,10 in avvio e 183,9 ieri), mentre il cross dollaro/yen si attesta a 156,54 (da 156,45 e 155,6) con la debolezza della divisa nipponica legata all'attesa per le elezioni in Giappone. L'oro, dopo aver ripreso la sua corsa, torna sotto i 5.000 dollari l'oncia (a 4.900) con un calo dello 0,5%. Stesso destino per il Bitcoin, che segna un ribasso di circa il 2% a circa 73.800 dollari. In cauto rialzo il petrolio, con il Brent a 67 dollari al barile e il Wti a a 63,3 dollari. Il gas ad Amsterdam viaggia sopra I 33,4 euro euro al megawattora (+1,8%).
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