Petrolio di nuovo in rally, Brent oltre 90$ Wti punta 89$

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 06 mar - Altra seduta di ribassi per le Borse europee, strette tra la preoccupazione di un'escalation in Medio Oriente, la corsa dei prezzi del petrolio e i dati sul lavoro americano peggiori delle attese che riportano in primo piano lo spettro della stagflazione. Il Ftse Mib di Milano, dopo aver toccato un ribasso di oltre il 2%, termina a -1,02%, appesantito in particolare dalle banche, con Mps a -2,7%. Ma se la guerra in Iran pesa sui listini, al contrario mette le ali al petrolio, con il Brent che ha superato la soglia dei 90 dollari al barile (+6,6% a 91,05 dollari) e il Wti a 88,8 dollari (+9,7%). In rialzo anche il gas a 52,85 euro al megawattora (+4,18%). Il conflitto non sembra potersi risolvere nel breve termine: il presidente Usa, Donald Trump, ha scritto oggi su Truth che non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non sulla base di una "resa incondizionata".

In questo contesto, si aggiungono anche i dati sul lavoro Usa che hanno mostrato un'occupazione in frenata, rafforzando "l'idea di un mercato del lavoro meno solido rispetto a quanto sperato solo poche settimane fa", commenta Filippo Diodovich, Senior market strategist di Ig Italia. Questo pone un problema sulle prossime mosse della Fed, dal momento che "un mercato del lavoro che rallenta potrebbe giustificare nei prossimi mesi una linea più accomodante", ma l'escalation in Iran "rischia di alimentare nuove pressioni inflazionistiche attraverso l'aumento dei prezzi energetici, dei carburanti e dei costi di trasporto". In quest'ottica, secondo l'esperto, fondamentali saranno i dati sull'inflazione della prossima settimana, mentre il mercato "continua a vedere una Fed prudente".

Passando all'azionario, pesanti le banche con Mps (-2,7%) di nuovo zavorrata dai dubbi sulla futura governance e soprattutto dal probabile addio dell'ad Luigi Lovaglio, escluso dalla lista del cda. Vendite anche sulla controllata Mediobanca (-2,1%). In coda St (-5,1%) che segue l'andamento del settore tech. Al contrario salgono i titoli della difesa con Leonardo (+3,4%) e Fincantieri (+2,6%) che beneficiano delle ipotesi di una corsa al riarmo.

Sul valutario, le tensioni geopolitiche spingono gli investitori verso i beni rifugio: così il cambio euro/dollaro vale 1,1597. La moneta unica scambia anche a 182,8 yen e il crosso dollaro/yen è a 157,62. In calo del 3,9% il Bitcoin a 68.450 dollari. Sale l'oro a 5.143 dollari l'oncia (+1,15%).

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